Mura di Genova
Foto originale1 di 9 foto

Foto: User:F.noceti, CC BY 2.5 · Wikimedia Commons

Fortezza / Torre

Mura di Genova

Mura cittadine di Genova

Genova (GE), Liguria

Indicazioni

In breve

Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
44°24′47″ N, 8°55′38″ E

Storia e descrizione

Il tracciato delle mura di Genova (in genovese miage de Zena), ovvero i diversi percorsi che si sono succeduti nei secoli consentono oggi di ricostruire quella che fu la Genova del passato e di riconoscerne la dinamicità o staticità d'espansione in base alle diverse situazioni che la comunità genovese si trovò via via ad affrontare e dover risolvere.

Nella sua lunga storia, la città capoluogo della Liguria si dotò di sette cinte murarie a controllo delle quali furono create in tempi diversi robuste fortificazioni.

Spesso la costruzione della cinta difensiva si è avvalsa, per ragioni pratiche o logistiche, di strutture precedenti, anche utilizzando tratti dell'esistente acquedotto.

La nascita della città di Genova è databile tra il VII ed il V secolo a.C. In quest'epoca esisteva un piccolo centro fortificato alla sommità della collina chiamata oggi di Castello, il cui nome potrebbe essere ricondotto al Castellum (Castellaro) ligure, luogo di rifugio delle popolazioni circostanti.

L'oppidum preromano e l'epoca romana

La felice posizione, dominante la costa e i diversi approdi, ne consentì lo sviluppo, con lo stanziamento di colonie, prevalentemente di Etruschi, dei quali gli abitanti autoctoni appresero usanze e tecnologie. Grazie al ritrovamento di resti di mura databili al V secolo a.C., si suppone che la cinta muraria si estendesse dalla zona attorno al convento di Santa Maria di Castello alla chiesa di San Silvestro, forse riconoscibile nell'"ovale" disegnato da via di Santa Croce, piazza San Silvestro, via di Mascherona.

Di particolare rilevanza sotto l'aspetto archeologico è la zona sotto Santa Maria delle Grazie la Nuova, ove, negli anni 1990 è stata realizzato l'Auditorium paganiniano-casa di Niccolò Paganini. La zona presenta una fitta e completa stratificazione che parte da un muro di epoca preromana, costituito da alcune pietre disposte a secco a ridosso di un grosso macigno, a mura di epoca romana, bizantina, longobarda, medievale, rinascimentale. Nella torre degli Embriaci si individua parte del sito che ospitò la fortezza del Castellaro, via via riutilizzato e rimaneggiato nei secoli.

Genova, legata a Roma e configurata come foedus aequum nella politica internazionale romana, venne distrutta nel 205 a.C. dal generale Magone Barca, fratello di Annibale. Il proconsole Spurio Lucrezio Tricipitino ne ordinò quindi l'immediata ricostruzione. Pare plausibile la teoria che individua, in quella parte di centro storico organizzata per linee ortogonali, l'antica Genua romana, con i suoi limiti compresi fra via dei Giustiniaini, via Filippo Turati salita Pollaiuoli e la collina di Castello.

Ed è probabile, se non certo, che anche questa nuova Genova, quasi contrapposta all'antico oppidum, fosse cinta da mura e difesa da fortificazioni che, risalendo fino all'attuale porta soprana, aggiravano il colle di Sarzano, il cui nome si crede possa provenire da Arx Iani (roccia di Giano), costeggiando l'insenatura naturale del Portus Iani, insabbiata e occupata in epoche successive dal quartiere della Marina, demolito nei decenni scorsi. Altre aperture sono state ipotizzate nei pressi di Piazza San Giorgio, al limite del Mandracium (il Mandraccio, occupato oggi da piazza Cavour) e nel tratto successivo fra questa e porta soprana e, oltre, nella porta al mare in corrispondenza del Portus Iani, ipotizzato.

I "secoli bui"

L'esistenza di una cinta difensiva nei secoli che vanno dalla caduta dell'Impero romano d'Occidente al IX-X secolo non è attestata né accertata, seppure sia supponibile alla luce dell'importanza che il presidio aveva - sul piano puramente strategico - nelle diverse dominazioni del periodo.

Una nuova cinta dovette essere realizzata in epoca carolingia: a datarla a questo periodo anziché nel successivo X secolo è Ennio Poleggi, in base alle sue ricerche.

Questa cinta muraria, che definiva la città allo scadere del primo millennio, escludeva la zona del Borgo (l'abitato attorno alla via della Maddalena e alla prima cattedrale di Genova, la chiesa di San Siro o dei Dodici Apostoli)

Il periodo di costruzione più probabile va dall'848 all'889, con come detto un contributo finanziario dei Carolingi. Le mura erano dotate di quattro porte (porta San Pietro, Serravalle, Castri e Soprana) e quattro torri (Castelletto, Luccoli, Castello e Friolente), e comprendevano una superficie di circa 20 ettari.

Porta di San Pietro: era la porta principale per il Ponente. Si trovava a fianco della chiesa di San Pietro in Banchi (orientata diversamente rispetto a come è oggi, ricostruita quest'ultima nel tardo Cinquecento). La sua struttura coincideva con quella dell'attuale archivolto che chiude la via di San Pietro all'altezza della piazza delle Cinque lampadi. La chiesa di San Pietro era detta San Pietro della Porta. Da qui entrava in città la via Postumia.

Vi erano poi la Porta di Serravalle, posta accanto alla cattedrale di San Lorenzo ove oggi sorge l'archivio di stato, l'antica Porta Superana (oggi Porta Soprana), ricostruita nel 1154-64 con la cinta detta del Barbarossa, che deve il proprio nome alla posizione più alta sul colle di Sant'Andrea ove sorgeva, e dove si trovava l'omonimo monastero al quale si deve anche l'altro nome con il quale la porta era anticamente conosciuta. Infine la Porta del Castello, nella zona Sarzano-Santa Croce, presso la chiesa di Santa Croce (officiata nel XII secolo dalla comunità dei Lucchesi presenti in Genova). …

Le mura del Barbarossa

Nel 1155 si rese necessario l'ampliamento della cinta difensiva verso nord-ovest fino a comprendere quella delle tre entità territoriali, Castrum - Civitas - Burgus, che era rimasta fuori della cerchia romana e alto medievale, il Borgo.

Queste mura del XII secolo partivano dalla chiesa di Santa Croce, la chiesa allora della comunità dei Lucchesi in Genova come risulta da un atto del 1128, che si trovava presso Sarzano, accanto al Castello. Il circuito delle mura tralasciava il versante a mare del colle di Sarzano che per lo strapiombo sul mare non richiedeva ulteriori fortificazioni.

Le mura pertanto iniziavano dal portello detto di Santa Croce, sopra un incunearsi del mare a strapiombo che delimitava il lato meridionale della piazza Sarzano, strapiombo poi varcato dalle mura del Cinquecento con due immensi archi a sesto acuto. Da qui, a differenza delle mura precedenti che tagliavano quasi a metà l'attuale piazza Sarzano, queste mura la recingevano al completo, includendo nel loro percorso la chiesa romanica di San Salvatore, degli agostiniani (ricostruita nel Sei-Settecento).

Passavano sul retro dell'attuale via del Colle, dove alcuni tratti rimangono tuttora, in passo delle Murette (dal dialetto miagette, muretti) e in vico chiuso di San Salvatore. In questa zona le mura costituirono infatti, a partire dal XIV secolo, il sostegno delle case popolari - ad esse addossate - di via del Colle e di Campopisano.

Dal retro della via del Colle (per via delle Murette che ne segna il percorso di colmo), arrivano alla - anch'essa tuttora esistente - Porta Soprana, detta anche Porta di Sant'Andrea, dall'omonima chiesa che era situata nei pressi della porta e che dava il nome al colle. La piazza interna alla Porta Soprana è infatti chiamata Piano di Sant'Andrea. Essa coincideva peraltro con la precedente porta di Sant'Andrea delle Mura Carolinge.

La Porta Soprana, che era stata come altre porte inghiottita dalla successiva edilizia, venne liberata dalle case ad essa addossate a partire dal 1892, con una serie di restauri avviati dall'architetto Alfredo d'Andrade e proseguiti dopo la sua morte sino alla liberazione della torre meridionale, avvenuta nel 1935. …

Il Molo

Nel 1287 venne realizzata la fortificazione della penisola del molo, posta al limite meridionale dell'arco portuale, e dello scoglio che, diviso da un piccolo braccio di mare, ne proseguiva il profilo.

Sin dal secolo precedente un molo artificiale in muratura chiudeva il piccolo specchio acqueo della penisola dalla sua sommità (nel luogo ove oggi sorge porta Siberia) verso levante, ospitando fra l'altro la chiesa di San Marco al Molo, il suo progressivo prolungamento verso l'esterno del golfo inglobò anche lo scoglio prospiciente.

Proseguendo dalla porta a sud della penisola le mura raggiungevano la precedente cerchia nei pressi di corso Quadrio, prendendo il nome di Mura di Malapaga e quindi Mura delle Grazie. Le mura di Malapaga prendevano il nome dell'adiacente Casone della Malapaga, edificio costruito nel 1269, impiegato come prigione per chi aveva accumulato debiti che non era stato in grado di pagare e, a partire dalla metà del XIX secolo fino alla loro demolizione nel XX secolo, come caserma della Guardia di Finanza.

Sull'altro versante lo spazio fra la parte più antica del molo e la sottile penisola che era stato per molto tempo usato a darsena, dopo i ripetuti insabbiamenti causati dalle correnti venne completamente coperto.

Ora questo versante è chiamato Calata Mandraccio e fa parte dell'area del Porto Antico restaurato ne 1992 da Renzo Piano durante i lavori per le Colombiadi.

Vennero invece creati nuovi approdi lungo le mura dette a tutt'oggi del Molo o della Malapaga, vennero aperte due porte, quella della Giarretta (l'approdo riparato) e la Porta di San Marco, che prese il nome dalla chiesa che ora si ritrovava all'interno della nuova cinta muraria.

Continua a leggere su Wikipedia

Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Mura di Genova».

Foto

Come arrivare

CarbonaraTreno, la più vicina
600 m in linea d’aria
Mura di Genova
Porto Antico400 m
Aeroporto Internazionale di Genova - Cristoforo Colombo6,7 km

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

Mappa in caricamento…

Nei dintorni

Vedi sulla mappa

Altri fortezze e torri in Liguria

Tutti: fortezze e torri in Liguria

Cosa vedere a Genova: 463 luoghi storici

Domande frequenti

Dove si trova Mura di Genova?

Mura di Genova si trova nel comune di Genova, in provincia di Genova (Liguria). Coordinate: 44.41293, 8.92721.

Cosa vedere vicino a Mura di Genova?

Nei dintorni si trovano: Porta dei Vacca (a 0 m), Palazzo Lomellini-Serra (a 0 m), Palazzo Durazzo-Cattaneo Adorno (a 0 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Camminamentobarbarossa — User:F.noceti, CC BY 2.5
  2. Genova - mura di Genova - 2026-09-22 15-26-46 001 — Jeanblot73, CC BY-SA 4.0
  3. Genova Bastione Mura Begato — Bbruno, CC BY-SA 3.0
  4. Genova Mura Castellaccio — Bbruno, CC BY-SA 3.0
  5. Genova Mura di Porta Murata — Bbruno, CC BY-SA 4.0
  6. Mura degli antichi moli di piazza Caricamento, Genova 01 — Superchilum, CC BY-SA 4.0
  7. Mura delle Capuccine Genova 01 — Yoggysot, CC BY 3.0
  8. Mura di Genova - 12 — Jakala86, CC BY-SA 4.0
  9. Genova - panoramio (14) — Andrea Albini, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

Hai visto un dato sbagliato? Correggilo su OpenStreetMap