Fortezza del Priamar
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Foto: Diani Stefano, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Fortezza / Torre, 1542

Fortezza del Priamar

Fortezza di Savona

Savona (SV), Liguria

Indicazioni

In breve

Epoca
Rinascimento, 1542
Architetto
Giovanni Maria Olgiati
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
44°18′16″ N, 8°29′03″ E
Indirizzo
Corso Giuseppe Mazzini, 1, Savona (SV)

Storia e descrizione

La Fortezza del Priamar di Savona è un imponente complesso di carattere militare che domina il centro cittadino in corrispondenza del porto. Costruita tra il 1542 e il 1544 dai Genovesi nell'ambito degli interventi finalizzati al definitivo assoggettamento della città di Savona da parte della "Superba", e più volte ampliata, prende il nome dalla collina immediatamente prospiciente il mare su cui sorge, dove i ritrovamenti dei primi insediamenti abitativi risalgono all'età del bronzo. La denominazione potrebbe derivare secondo alcuni studiosi da pria a' mà (pietra sul mare in lingua ligure), oppure da pria mala (pietra cattiva, cioè friabile). Si tratta della fortificazione di maggiore importanza di tutta la Liguria di Ponente che si presenta attualmente con una forma molto articolata e complessa dovuta alle molte e diverse fasi storiche di costruzione ed ampliamento. Dopo decenni di abbandono, è stata restaurata ed è attualmente sede di diverse attività culturali.

Il promontorio roccioso del Priamàr prima della costruzione della fortezza

Il promontorio del Priamàr, connesso alle propaggini tra le Alpi e gli Appennini che circondano Savona, fu sede dei più antichi insediamenti da cui la città ebbe origine. Risalgono infatti ad un periodo intorno al 1600 a. C. (età del bronzo) le prime tracce di presenza umana ritrovate nell'area. Per la sua conformazione rilevata fu da sempre il luogo più adatto alla difesa della zona, la cui prima notizia storica si ha quando è menzionata da Tito Livio quale comunità alleata di Cartagine presso il cui approdo marittimo nel 205 a.C. Magone, fratello di Annibale, lasciò 10 navi da guerra a custodire il bottino che aveva ricavato dal saccheggio dell'insediamento romano di Genova.

Durante la dominazione romana, la cittadella perse importanza a favore della nuova città romana di Vada Sabatia (oggi Vado Ligure), meglio collegata alla rete stradale e dotata di un grande porto, andando così incontro ad un periodo di decadenza, con successiva ripresa nel periodo bizantino, quando fu caposaldo per il controllo della Provincia Maritima Italorum. La città bizantina, cinta da mura di difesa, fu distrutta nel 641 quando, al tempo della dominazione longobarda sull'Italia, Savona compare come una delle città conquistate e distrutte da Rotari. In seguito la rocca tornò a essere abitata e fortificata e divenne nuovamente centro strategico della zona nei secoli IX e X, anche come punto difensivo contro le scorrerie saracene. Nel frattempo, mentre il potere civile si rafforzava sull'altura opposta di Monticello, la collina andò acquistando una funzione di cittadella vescovile, come risulta da un atto con cui nel 998 l'Imperatore Ottone III confermava al Vescovo il possesso degli edifici religiosi esistenti sul promontorio ed è conosciuta come castellum saonensis. …

La realizzazione della fortezza e le sue vicende belliche

Nella lunga contesa tra Carlo V re di Spagna ed Imperatore e Francesco I di Francia, Genova, guidata da Andrea Doria, fu fedele alleata del primo, mentre Savona si schierò con il secondo. La sconfitta del re francese a Pavia non fu senza conseguenze per i rapporti tra le due città: nel 1528 i genovesi punirono la città avversaria con l'interramento del porto e con altre vessazioni che ridurranno la popolazione savonese da 18.000 a 6.000 abitanti. Quando nel 1536 i francesi stipularono un'inedita alleanza col Sultano Solimano il Magnifico in funzione anti-Asburgica, i genovesi, temendo un attacco della flotta franco-ottomana sulle coste liguri, decisero di fortificare la collina del Priamar.

Dopo aver respinto una supplica dei savonesi affinché la fortezza fosse insediata con spese e distruzioni minori sul Monticello, il Gran Consiglio della Repubblica di Genova approva la decisione nella seduta del 12 luglio 1542, affidando il progetto all'ingegnere Giovanni Maria Olgiati, che già aveva lavorato per la Spagna alla realizzazione di strutture militari in Lombardia. I lavori, iniziati il 2 agosto 1542, durano sino al 1544 e comportano la distruzione della parte più antica della città, interessando sia le strutture religiose, che il tessuto abitato, lasciando pochissimo tempo agli abitanti per trasferirsi. In questa prima fase la cattedrale di Santa Maria di Castello (vedi box) venne risparmiata. Essa fu tuttavia sconsacrata e diventò una caserma, al servizio del presidio genovese che poteva contare nel 1558 sino a 4.000 soldati. …

Declino e degrado tra Ottocento e Novecento

Durante tutto l'Ottocento per il Priamar è una continua perdita d'importanza. Nel 1848 vi vengono ospitati i prigionieri austriaci catturati nel corso della Prima guerra di indipendenza. L'anno successivo diventa un carcere militare, e tale resterà sino a che nel 1901 questa funzione sarà trasferita a Gaeta. Nel frattempo nel 1878 viene radiato dall'elenco delle fortificazioni militari. Poi le esigenze di espansione della città e delle industrie siderurgiche comportano il sacrificio di alcuni spazi esterni.

Nel 1909 la proprietà del complesso, ormai privo di qualsiasi presenza militare, viene trasferito alla città di Savona. Il Municipio bandisce nel 1932 un primo concorso nazionale di idee a cui partecipano 8 concorrenti, ma i progetti presentati restano inattuati. Nei primi anni Quaranta del XX secolo la Fortezza rischia la definitiva demolizione quando il Podestà di Savona stipula (è il 1º novembre 1940) un accordo con l'Ilva in base al quale l'area viene concessa per le esigenze di espansione dell'industria, con la sola clausola di recuperare la cella che aveva ospitato il Mazzini per ricostruirla nel Museo Civico. Il precipitare delle vicende belliche bloccò quel progetto e la Fortezza si salvò.

Con la guerra il Priamar ritrova un ruolo militare, dapprima con gli Italiani e poi con gli occupanti Tedeschi. con l'insediamento di artiglierie contraeree, di magazzini di materiale bellico e di "bunker". Durante un bombardamento nel 1943 vengono colpite alcune sue propaggini meridionali, ma mentre ciò comporterà la distruzione di un manufatto fascista (una "Casa del Balilla"), le strutture della fortificazione storica usciranno quasi intatte dall'evento.

Il dopoguerra è, per certi aspetti, ancora più dannoso. Abbandonato a se stesso, il complesso è oggetto di un prolungato saccheggio dovuto alle esigenze di approvvigionarsi di legname e materiali ferrosi. Poche le azioni di salvaguardia: solo nel 1954 si riescono a sgomberare le macerie e demolire alcuni manufatti pericolanti, dopodiché dovranno trascorrere altri dieci anni affinché il Comune di Savona effettui (1965) un parziale intervento, realizzato, peraltro, solo per un terzo di quanto preventivato. Intanto però nei primi anni '60 viene autorizzata la costruzione di una piscina coperta a ridosso dei bastioni meridionali che ha un impatto notevole sull'immagine del complesso.

Gli interventi di recupero e lo stato attuale

Dopo incontri e conferenze che non arrivarono a risultati, fu nel 1979 che effettivamente rinacque un interesse attorno al destino del Priamar. Da un convegno promosso in quell'anno dall'Amministrazione Comunale di Savona emergono infatti notevoli spunti per la salvaguardia ed il recupero del complesso. Partono così prima la progettazione degli interventi (1981) e successivamente si iniziano a reperire i finanziamenti per poterli realizzare.

I lavori di recupero del complesso, durante i quali sono stati effettuati anche numerosi scavi archeologici, si sono poi protratti attraverso complesse vicende amministrative per quasi vent'anni, incontrando difficoltà dovute non solo alla consistenza dell'impegno economico, ma anche a successivi fallimenti delle imprese appaltanti e ad altri intoppi burocratici. Essi hanno potuto giovarsi di tre diversi canali finanziari per realizzare le 6 fasi in cui era articolato il progetto, anch'esso più volte modificato:

interventi, comprese le progettazioni, finanziati a più riprese ed in diversi tempi (1983 - 1999) dallo stesso Comune di Savona;

interventi finanziati con i fondi F.I.O. (Fondi Investimenti ed Occupazione) per circa 12 miliardi e 700 milioni di lire (dal 1988 al 1999);

interventi finanziati con fondi C.E.E. (adesso U.E.), denominati Obiettivo 2, per un importo di circa 5 miliardi (dal 1996 al 1998). …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Fortezza del Priamar».

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Domande frequenti

Dove si trova Fortezza del Priamar?

Fortezza del Priamar si trova nel comune di Savona, in provincia di Savona (Liguria), all'indirizzo Corso Giuseppe Mazzini, 1, Savona (SV). Coordinate: 44.30441, 8.48415.

A quando risale Fortezza del Priamar?

La datazione indicata da Wikidata è: 1542.

Cosa vedere vicino a Fortezza del Priamar?

Nei dintorni si trovano: Museo Sandro Pertini e Renata Cuneo (a 0 m), Museo storico archeologico di Savona (a 100 m), Palazzo dell'ex Ospedale Civico di San Paolo (a 300 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Complesso monumentale del Priamar — Diani Stefano, CC BY-SA 4.0
  2. Fortezza del Priamar 2 — Al*from*Lig, CC BY-SA 4.0
  3. Fortezza del Priamar dalle alture Savonesi — Basilico, CC BY-SA 3.0
  4. Fortezza del priàmar — Basilico, CC BY-SA 3.0
  5. Fortezza priamar 06 — Alessio Sbarbaro, CC BY-SA 2.5
  6. La fortezza del Priamar — Licinio La Terra Albanelli, CC BY-SA 4.0
  7. Savona - Fortezza del Priamar - 2023-09-19 11-07-55 001 — Metis designer, CC BY-SA 4.0
  8. Savona - Fortezza del Priamar - 2024-09-11 a — Pampuco, CC BY-SA 4.0
  9. Savona - Fortezza del Priamar - 2024-09-11 b — Pampuco, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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