Foto: Stefano200304, CC0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Epoca
- Medioevo, 1376
- Dedicato a
- San Placido
- Coordinate
- 38°04′41″ N, 15°29′16″ E
Storia e descrizione
Il monastero di San Placido Calonerò o abbazia e monastero benedettini di Santa Maria Maddalena di Valle Giosafat e di San Placido di Calonerò è stato un luogo di culto di Messina. Oggi le strutture ubicate nella frazione di Ponte Schiavo sono adibite nella quasi totalità a usi civili. La doppia denominazione è dovuta al rapporto di dipendenza col monastero benedettino di Santa Maria Maddalena di Valle Giosafat ubicato in città e non più esistente.
Monastero benedettino di Santa Maria Maddalena di Valle Giosafat
Tra il XII ed il XIII secolo il monastero benedettino di Santa Maria Maddalena di Valle Giosafat e il priorato messinese di Santa Maria Maddalena, già documentati nel 1086, dipendenti dalla casa madre gerosolimitana dei Cavalieri di San Giovanni sono riconosciuti nei privilegi concessi da Ruggero II di Sicilia nel 1144, da Guglielmo II di Sicilia nel 1171, da Costanza d'Altavilla e dal marito Enrico I di Sicilia nel 1196, da Federico II nel 1221. Nel 1633 possiede come dipendenza la grancia monastero di San Placido Calonerò. La sede cittadina di Messina dopo accorpamenti, trasferimenti, subisce un incendio. Trasformata in ospedale militare è distrutta dal terremoto di Messina del 1908. Oggi nella stessa area sorge la «Casa dello Studente».
Autori e opere ci permettono tuttavia di ricostruire le vicende della casa madre gerosolimitana, l'insediamento e le sedi di Messina che al giorno d'oggi s'identificano fisicamente col superstite monastero di San Placido Calonerò.
Il tabulario custodito nelle biblioteche è trasferito presso l'Archivio di Stato di Palermo.
Storia
Il monastero di San Placido Calonerò fu fondato da una comunità di monaci benedettini. Cronologicamente è considerato il secondo cenobio benedettino per importanza.
Tra il 1361 e il 1363 quattro gentiluomini messinesi, il nobile suddiacono Leonardo de Astasiis o Austasio, il prete Roberto de Gilio, il suddiacono Mauro de Speciariis o di Speciale e Giovanni di Santa Croce edificano su autorizzazione dell'arcivescovo Dionisio di Murcia, sotto il pontificato di Papa Urbano V, dedicandolo a san Placido fondatore a Messina della chiesa di San Giovanni di Malta, un luogo di culto. Il primitivo monastero, distante dodici miglia verso sud da Messina, è eretto sulla sommità di una collina presso la chiesa di Sant'Alessio Confessore, podere di proprietà del sacerdote milazzese Nicolò Mustacciolo, che l'aveva concesso insieme all'ormai diroccato e fatiscente monastero di San Luigi di Calonerò meglio conosciuto come San Placido in Silvis o San Placido il Vecchio, costruzione ancora esistente sulle alture del casale di Giampilieri.
Il 17 novembre 1369 il piccolo monastero è elevato alla dignità di abbazia da Papa Urbano V. È definitivamente abbandonato nel 1394 essendo stato eretto in luogo impervio e scosceso, disagevole per una vita religiosa comunitaria. Nel lasso di tempo che intercorre la comunità di monaci benedettini si trasferisce sui terreni donati dal conte Andrea Vinciguerra d'Aragona nel feudo di "Santa Domenica", appezzamenti sui quali era stata iniziata nel 1376 la costruzione del nuovo e più grande monastero sulla stessa area occupata dalla preesistente fortificazione medievale. I lavori per l'edificio furono sospesi nel 1401 per un litigio incorso con l'arcivescovo di Messina Filippo Crispo. Il 3 settembre Papa Bonifacio IX derime la disputa circa l'assegnazione di ulteriori canoniche. L'abate Marino, ambasciatore presso il pontefice, ottiene l'esenzione della pretesa avanzata e il proseguimento dei lavori, a condizione che l'istituzione dipenda direttamente dalla Santa Sede. Il monastero è completato nel 1486. …
Scuola e Cantina
L'edificio è divisa in tre entità: l'Istituto Tecnico Agrario intitolato a Pietro Cuppari sede staccata dell'Istituto Superiore "G. Minutoli", l'enoteca gestita dal Comune Provinciale e la cantina che, grazie anche allo sforzo degli studenti, produce il vino Faro DOC.
In data 1 settembre 2000, l'Istituto è stato assorbito dall'Istituto G. Minutoli di Messina e successivamente, il 1 settembre 2009, è stato incorporato anche l'Istituto Quasimodo di Messina.
Il 1º ottobre 2009, nella vicina località di Giampilieri Superiore e dintorni, si verificò una grave alluvione che causò 37 vittime accertate. La scuola subì danni principalmente alle serre e la Strada Provinciale 35, che collega sia la scuola sia il paese soprastante di Pezzolo crollò.
Dal 2022, la scuola ha introdotto un sesto anno che va oltre il diploma di perito agrario, ottenuto al termine dei canonici cinque anni scolastici, fornendo le competenze necessarie per diventare specialista enologo.
L'attuale Dirigente scolastico dei tre plessi è Pietro Giovanni La Tona.
Architettura
Oggi il complesso abbaziale si presenta con un impianto planimetrico rettangolare e due bellissimi chiostri di chiara derivazione tardo rinascimentale.
Nelle strutture si identificano le tre fasi principali della sua storia architettonica riconducibili ai rispettivi stili:
svevo - medievale relativo al castello svevo Urso - Vinciguerra nella parte settentrionale della costruzione;
rinascimentale che si ravvisa nei due grandi chiostri porticati e nella serie di ambienti che vi gravitano attorno;
contemporaneo derivante dai continui adattamenti dell'edificio religioso a scuola agraria.
Di interessante concezione architettonica sono i due chiostri, perfettamente simili nella serie di arcate a tutto sesto, dallo stile squisitamente toscano ravvisabile nelle colonne sormontate da capitelli ionici con alti pulvini e archi dalle sottili cornici. Entrambi i chiostri si raccordano all'antico castello e alla parte medievale di tutto il complesso attraverso deambulatori e vestiboli.
Le origini sveve della fortificazione sono attestate dalla presenza del blasone gentilizio della nobile famiglia Urso, baroni di Raineri e Merii, primi proprietari del castello in epoca sveva, che si componeva d'azzurro con orso d'oro. Altri due stemmi analoghi, riprodotti su mattonelle quadrate e smaltate, erano fissati ai lati del portale e sono serviti da esempio per la recente realizzazione della pavimentazione.
Il portale immette in una stanza quadrata, oggi adibita a cappella, archi gotici a sostegno delle pareti e della volta. Sulla parete ad est dell'atrio, si apre il portale d'ingresso dell'antica chiesa del castello, a navata unica e non più esistente. Si tratta di una realizzazione rinascimentale che è stata sovrapposta a quella precedente di carattere gotico - svevo e della quale sono ancora leggibili le eleganti profilature. Nel 1637 è ampliata la Chiesa, è documentata la disposizione delle opere pittoriche e l'esposizione per cappella: i quadri di San Benedetto da Norcia, San Placido martire, Santa Maria Maddalena, si ritiene fossero stati importati nel 1291 da Gerusalemme. …
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Domande frequenti
Dove si trova Monastero di San Placido Calonerò?
Monastero di San Placido Calonerò si trova nel comune di Messina, in provincia di Messina (Sicilia). Coordinate: 38.07808, 15.48777.
A quando risale Monastero di San Placido Calonerò?
La datazione indicata da Wikidata è: 1376.
Cosa vedere vicino a Monastero di San Placido Calonerò?
Nei dintorni si trovano: Castello di Santo Stefano Medio (Messina) (a 2,6 km), Castello Rufo Ruffo (a 3,4 km), Forte Cavalli (a 6,3 km).
Fonti e licenze
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- Immagine 2024-07-11 ore 18.49.54 88cc98b4 — Stefano200304, CC0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze