Sito archeologico, Vibo Valentia (VV)
38°40′16″ N, 16°06′28″ E
Ancora nessuna foto su Wikimedia Commons
Sito archeologico
Hipponion
Città della Magna Grecia, corrispondente all'attuale Vibo Valentia
Vibo Valentia (VV), Calabria
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 38°40′16″ N, 16°06′28″ E
Storia e descrizione
Hipponion (in greco antico Ἱππώνῐον?, Hippṓnĭon), talvolta Ipponio, è stata un'antica città greca situata nel territorio dell’odierna Vibo Valentia.
Storia
Fondata tra il 620 e il 610 a.C. da coloni greci provenienti da Locri Epizefiri, Hipponion fu un’importante polis della Magna Grecia. La città sorse su un preesistente centro Osco, abitato almeno dall’VIII a.C., probabilmente chiamato Veip (pronuncia: Weip), (in osco 𐌅𐌄𐌉𐌐), da cui derivò il nome arcaico Veiponion (pronuncia: Weiponion), (in greco antico Ϝειπώνιον?). Dopo la scomparsa della lettera digamma (Ϝ) dall’alfabeto greco, la città assunse il nome di Eiponion (in greco antico Ειπώνιον?). Tuttavia, nel resto dell’antica Grecia venne utilizzato il nome di Hipponion – proveniente dal dialetto attico – probabilmente per assimilazione paronomastica alla parola greca hippos (cavallo). Questo fenomeno fonetico si lega direttamente all'origine del nome Italia, nato proprio in questa porzione della Calabria. Secondo le tesi filologiche più accreditate, le popolazioni di lingua osca chiamavano la propria terra Viteliu (pronuncia: Witeliu), un termine che significava "terra dei vitelli". Il nesso con la storia della città risiede proprio nella scomparsa dello stesso suono iniziale: così come i Greci eliminarono il digamma, trasformando Veiponion in Eiponion, allo stesso modo lo cancellarono da Viteliu. Successivamente, i coloni adattarono la parola alla propria lingua assimilandola al termine greco italós (vitello), dando così vita al nome Italía. Un'ulteriore testimonianza, di carattere storico-geografico, proviene da un'opera della seconda metà del V secolo a.C., ovvero Perì Italías (Sull'Italia) (in greco antico: Περὶ Ἰταλίας) dello storico Antioco di Siracusa. Nel descrivere la prima e più antica delimitazione politica e territoriale della penisola, l'autore fissa i confini geografici di questa terra originaria proprio in corrispondenza del golfo di Hipponion sul versante tirrenico. …
Mitologia
Secondo alcuni autori antichi, come il filosofo Proclo e il geografo Strabone, Hipponion era il luogo in cui la dea Persefone (Proserpina per gli antichi romani) era solita cogliere fiori in compagnia delle sue tre fidate ancelle: Ligea, Leucosia e Partenope. In una di queste occasioni, Ade, dio degli inferi, nonché zio di Persefone, emerse dal sottosuolo a bordo del suo cocchio, trainato da quattro cavalli neri: Aetone, Meteo, Nonio e Abaste. Il signore dell’oltretomba la rapì con la forza e la portò nel suo regno per sposarla. Demetra, dea dell’agricoltura e madre di Persefone, disperata per la scomparsa della figlia, fece cessare la crescita delle piante e dei raccolti, portando la terra in uno stato di sterilità e carestia. Per risolvere la situazione, Zeus trovò un accordo: Persefone avrebbe trascorso sei mesi negli inferi in compagnia del marito e sei mesi sulla terra in compagnia della madre, pertanto, quando dimorava nel regno di Ade la terra si copriva di gelo e oscurità, mentre al suo ritorno rifioriva di luce e calore. Nacquero così le stagioni.
Le tre ancelle di Persefone, per non aver impedito il rapimento della dea, vennero trasformate da Demetra in sirene, creature mostruose, con la parte superiore del corpo di donna e la parte inferiore di uccello. Persa la loro umanità, le tre sirene iniziarono ad ammaliare con il loro canto tutti i naviganti che viaggiavano lungo la costa vibonese per poi divorarli, fin quando si imbatterono nell’eroe greco Ulisse. Il re di Itaca, infatti, seguendo il consiglio di Circe, ascoltò il loro canto dopo essersi fatto legare all’albero della sua nave. Le tre sirene, non essendo riuscite nel loro intento, per frustrazione si gettarono in mare, togliendosi la vita. Il corpo di Ligea venne trasportato dalle onde fino a Terina, quello di Leucosia fino a Poseidonia e infine quello di Partenope fino al luogo in cui sorse l’omonima città. …
Archeologia
I resti dell’antica Hipponion furono riscoperti intorno ai primi anni ‘20 del Novecento da Paolo Orsi. Gli scavi hanno portato alla luce i resti del basamento di diversi templi ed edifici, tra cui quelli di un tempio di ordine dorico, identificato come il Tempio di Persefone e uno dei soli cinque templi di ordine ionico rinvenuti in Italia, identificato come il Tempio di Demetra e Kore. Oltre a ciò, sono stati rinvenuti circa cinquecento metri della cinta muraria difensiva, nota come mura greche di Hipponion, la quale circondava e proteggeva la città. Quest’ultima rappresenta il sito di età greca con la maggiore estensione dell’intera Calabria, nonché le mura elleniche più imponenti conservate in Italia e tra le più imponenti al mondo. Tra i principali reperti rinvenuti, invece, figurano statue, ceramiche, monete, utensili e armi in bronzo, provenienti principalmente da un’area sacra denominata Scrimbia. Quest’ultima è stata identificata come una stipe votiva, relativa ad un grande tempio dorico non ancora localizzato, molto probabilmente dedicato ad Ade e/o a Persefone. In quest’area archeologica, inoltre, stando ad alcune vicende giudiziarie, pare essere presenti delle statue in bronzo ad altezza naturale, tanto che il sottosuolo di Vibo Valentia è stato paragonato al mare di Riace.
Il reperto più significativo, ritrovato al momento, è però la celebre lamina orfica di Hipponion, rinvenuta nel 1969 all’interno della sepoltura di una donna, localizzata nella necropoli occidentale della città. La lamina, datata al V-IV a.C. è costituita da una sottile sfoglia in oro (circa 6 cm X 5 cm) e presenta un testo lungo sedici righe, completamente leggibile, il ché la rende il più pregevole esemplare delle circa quaranta lamine rinvenute il tutto il Mediterraneo. Il suo scopo era quello di guidare l'anima del defunto nel mondo dei morti, istruendola a bere dalla fonte di Mnemosine (la Memoria), anziché da quella di Lete (l’Oblio), per conservare la memoria della vita precedente; per poter bere da questa fonte, l'anima doveva superare il controllo dei suoi custodi pronunciando la formula: “sono figlio della Terra e del Cielo stellato”. Solo così l'iniziato poteva interrompere il ciclo della reincarnazione ed ottenere, infine, l'immortalità. …
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Hipponion».
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaConosci questo luogo?
Mancano gli orari e le foto. I dati arrivano da progetti aperti: se li aggiungi lì, compaiono qui al prossimo aggiornamento.
Altri siti archeologici in Calabria
Domande frequenti
Dove si trova Hipponion?
Hipponion si trova nel comune di Vibo Valentia, in provincia di Vibo Valentia (Calabria). Coordinate: 38.67110, 16.10790.
Cosa vedere vicino a Hipponion?
Nei dintorni si trovano: Museo archeologico statale Vito Capialbi (a 0 m), Sito archeologico di Hipponion (a 1,6 km), Castello Murat (a 8,5 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 5 foto
- Ricostruzione in 3D di Hipponion — DomBeats93, CC0
- Mosaico vibo — Manuel zinnà2, CC BY-SA 3.0
- MURA GRECHE — Belsito, CC BY-SA 3.0
- Reggio Calabria - Museo archeologico nazionale - 07 — Benjamin Smith, CC BY-SA 4.0
- Votive figurines from the Temple of Hera at Vibo Valentia, Calabria — Katherine McDonald, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze