Museo, Castel Ivano (TN)
46°03′58″ N, 11°31′23″ E
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Museo
Ecomuseo della Valsugana dalle sorgenti di Rava al Brenta
Museo in Italia
In breve
- Tipo
- Museo
- Coordinate
- 46°03′58″ N, 11°31′23″ E
Storia e descrizione
L'Ecomuseo della Valsugana nasce nel 2012 ed è composto dai comuni di Bieno, Castel Ivano, Ospedaletto, Samone
e Scurelle. Esso intende valorizzare, la cultura popolare, la memoria collettiva ed il territorio che va dal torrente Maso fino al fiume Brenta, investendo dunque gran parte della Valsugana orientale. L'Ecomuseo ha la sua sede presso la biblioteca Albano Tomaselli di Strigno e collabora inoltre con il circolo Croxarie. L'ecomuseo si trova in Valsugana, a 90 km da Padova e a 40 km da Trento, è raggiungibile percorrendo la SS 47.
Progetti promossi
I progetti promossi dall'Ecomuseo sono:
Istantanee di comunità: archivio fotografico disponibile su flickr.
Biblioteca digitale: archivio di testi pubblicati dall’Ecomuseo, disponibile sul sito ufficiale.
Piccola scuola dei saperi popolari: presso l’antica latteria sociale di Tomaselli. Questa scuola ha come scopo il diffondere le antiche tradizioni del territorio, sia attraverso insegnanti che attraverso la gente del luogo. Questa iniziativa propone diversi incontri in cui approfondire la cultura contadina e artigianale della zona dell’Ecomuseo:
Sacre dimore: una guida alle chiese dell'antico Pievado di Strigno. Questo termine è usato sin dal 1184 quando veniva usato per indicargli 8 comuni che vi fanno parte. Questa iniziativa ha come scopo il raccontare le vicende delle chiese durante gli anni ed esporre ai visitatori il patrimonio artistico contenutovi
Fondazione de Bellat: il compendio delle Spagolle e di Castelnuovo
Mercato contadino: un mercato che si svolge il sabato in piazza a Strigno nei mesi estivi ed autunnali, che comprende prodotti agricoli venduti dagli stessi produttori.
Storia
L'Ecomuseo della Valsugana nasce originariamente in unione al Tesino, in quello che era l'ecomuseo del Viaggio. Questa organizzazione investiva i territori compresi tra Villa Agnedo e Castello Tesino, ed aveva lo scopo di salvaguardare le testimonianze storico-culturali ed il paesaggio pressoché incontaminato del territorio. La Valsugana Orientale e la conca del Tesino sono infatti luoghi abitati fin dal mesolitico e hanno visto lo stanziamento di popolazioni retiche, la dominazione romana, come testimoniato dalla Via Claudia Augusta Altinate, la dominazione veneziana fino a quella asburgica. Le testimonianze di queste dominazioni sono custodite dai 9 comuni che facevano parte dell'Ecomuseo del Viaggio: Spera, Samone, Strigno, Castello Tesino, Cinte tesino, Pieve Tesino, Villa Agnedo, Ivano Fracena e Bieno. Per quanto riguarda la dimensione naturalistica, l'ecomuseo può vantare paesaggi alpini, disseminati di malghe, ricchi di sorgenti e di specie vegetali e animali anche molto rare
In seguito alla scissione del Tesino, che ha fondato l'Ecomuseo del Tesino terra di viaggiatori, si è creato nel 2012 l'Ecomuseo della Valsugana, che viene ufficialmente riconosciuto dalla Provincia Autonoma di Trento con delibera di giunta nº 2260 del 19 ottobre 2012, che lo ha compreso nella Rete degli Ecomusei del Trentino.
Bieno
Il paese di Bieno si trova sulla formazione morenica nota come “Balconcino della Valsugana” a metà tra la Valsugana orientale e la Conca del Tesino, a 815 m s.l.m. è raggiungibile una volta lasciata la SS 47 ed aver proceduto per 7 km in direzione nord est. Bieno è conosciuto per i commercianti girovaghi del passato e per gli scalpellini estrattori di granito dalle Cava del Monte Rava. Bieno è inoltre il luogo di partenza di molte escursione sulla catena del Lagorai.
Il paese è di origine pre-romana, anche se è solamente con il periodo romano che divenne importante in quanto vi si era stabilito un insediamento a guardia della via Claudia Augusta. Durante il medioevo questo insediamento prese corpo e divenne parte della giurisdizione del conte vescovo di Feltre. In tempi moderni è passato dalle mani asburgiche a quelle italiane e durante la guerra il paese è stato pesantemente bombardato.
Il luogo sacro principale di Bieno è la secolare chiesa di San Biagio, unica nell'Ecomuseo ad essere stata risparmiata dai bombardamenti del primo conflitto mondiale. Essa sorge al limitare dell'abitato dove già in precedenza c'era un luogo di culto. Le prime notizie riguardanti la sua costruzione risalgono al 1531; è noto inoltre che nel 1533 venne ampliata e che venne completata nel 1606. All'interno della chiesa sono di particolare interesse il fonte battesimale del 1576, con vasca baccellata in marmo giallino, il battistero del 1587 e il campanile di 25 m ben visibile dal paese, ultimato nel 1603. Sono inoltre presenti un affresco settecentesco nell'abside, una pala di San Biagio dipinta da Orazio Gaigher ed una statua lignea scolpita da Ferdinando Demez.
La chiesa parrocchiale di Bieno ospita nel sottotetto durante l’estate una vasta colonia di Rhinolophus hipposideros, dei pipistrelli che si stabiliscono in questo luogo tranquillo per accudire i piccoli. Durante l'autunno il luogo funge invece da stazione di passaggio per i maschi che migrano verso zone più calde. Questa colonia è una delle più importanti del Trentino orientale.
Poco lontano dal paese di Bieno si trova la frazione di Casetta, a 880 m s.l.m. I luoghi di maggior interesse sono la chiesetta di San Rocco del 1910 e l'antico caseificio, che ospita una mostra visitabile dal pubblico.
Gli abitanti più famosi di Bieno sono: …
Ivano Fracena
Il comune di Ivano Fracena, a 452 m s.l.m., è tra i più piccoli del Trentino ed era anticamente diviso in due villaggi separati, quello di Ivano, collocabile sotto l'omonimo castello, e quello di Fracena alla base del monte Lefre.
Il castello è chiaramente il simbolo dell'abitato, le sue origini, sebbene non siano documentate, risalgono al periodo romano quando una guarnigione vi era stabilita per il presidio della Via Claudia Augusta. Oggi non è visibile l'impianto romano, è invece presente quello medioevale, di cui si ha notizia grazie ad un documento del 1187. Nel 1413 il castello divenne dominio del casato degli Asburgo i quali lo assegnavano come feudo pignoratizio di signore in signore. È solo dal 1750 che il castello ottiene dei proprietari stabili: i conti Wolkenstein-Trostburg, che furono proprietari del ‘feudo regale, nobile, antico e perpetuo’ fino al 1923.
L'impianto originario è costituito da un recinto che si dirama attorno al mastio, tuttavia furono apportate modifiche nel corso dei secoli, in particolare nella prima metà del XV secolo quando il castello venne ristrutturato e diviso in due edifici separati: il castello di qua, vicino al torrione, e il castello di là più ad occidente. Queste due parti vennero poi unite nel 1631 da una loggia ed entrambi sono collegati al mastio attraverso il cammino di ronda, cammino che è uno dei 3 soli esempi in tutto il Trentino.
Il mastio ha una base rettangolare di 11 x 7 m e si innalza per circa 30 m, è costruito con grossi blocchi di granito e di pietra calcarea. La sommità, che un tempo presentava merlature ghibelline, oggi sostiene un tetto cuspidato sormontato da una cella che conteneva la campana del giudizio. Sulle pareti si possono inoltre vedere ancora gli stemmi dei vari feudatari che vi hanno risieduto nel corso dei secoli: i Trapp, i Capitani Tirolesi, i Conti del Tirolo, gli Scaligeri, i Carrara di Padova, i Wolkenstein. Lo stemma dei Carrara, del 1375, è quello che si è conservato di più nei secoli e oggi è lo stemma del castello.
Al castello si può accedere sia dall'entrata principale ad Ivano, creata nel XV secolo, sia dalla parte della Valle delle Cesure, che comprende l'abitato di Villa Agnedo. L'ingresso principale è affiancato ad una torre scalare gotica con gli stemmi dei primi capitani tirolesi. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Ecomuseo della Valsugana dalle sorgenti di Rava al Brenta».
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Domande frequenti
Dove si trova Ecomuseo della Valsugana dalle sorgenti di Rava al Brenta?
Ecomuseo della Valsugana dalle sorgenti di Rava al Brenta si trova nel comune di Castel Ivano, in provincia di Trento (Trentino-Alto Adige). Coordinate: 46.06605, 11.52312.
Cosa vedere vicino a Ecomuseo della Valsugana dalle sorgenti di Rava al Brenta?
Nei dintorni si trovano: Castel Ivano (a 1,2 km), Fucina Zanghellini (a 1,3 km), Ecomuseo del Lagorai (a 2,3 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze