- UNESCO
Foto: Gianni Careddu, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Complesso nuragico di Romanzesu
Sito nuragico nel comune italiano di Bitti (NU)
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 40°31′49″ N, 9°19′29″ E
- Indirizzo
- Strada Statale Ss 389 52, 08021 Bitti
Storia e descrizione
Il complesso nuragico di Romanzesu (XIV - VII sec a.C) è un sito archeologico che si trova a 750 m s.l.m. in località "Pudd' Arvu", in un incontaminato scrigno naturale di sughere e suggestivi affioramenti granitici, a circa 13 chilometri da Bitti, in provincia di Nuoro.
Si tratta di un villaggio santuario nuragico esteso per oltre sette ettari risalente all'Età del bronzo, vicino alla sorgente del fiume Tirso, e che comprende il pozzo sacro, collegato da un lungo corridoio con ambienti gradonati a un grande anfiteatro a gradoni, capanne a planimetria ellittica, capanne delle riunioni, capanna a settori, due templi a mégaron, un tempio rettangolare o Heroon, e una grande struttura circolare labirintica. Attualmente solo un decimo dell'area archeologica è stata portata alla luce da sette campagne di scavo effettuate tra la fine degli anni '80 e il 2001, condotte dalla dott.ssa Maria Ausilia Fadda, già Direttore Archeologo Coordinatore presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici per le Province di Sassari e Nuoro.
Il toponimo "Romanzesu" deriva probabilmente dalla presenza di testimonianze di epoca romana nelle vicinanze del sito.
Gli scavi
Le prime notizie risalgono al 1919, quando l'archeologo Antonio Taramelli, durante dei lavori di ricerca d'acqua eseguiti del proprietario del fondo, venne informato della presenza del pozzo sacro. In seguito agli scavi, la scala trapezoidale che scendeva al pozzo venne in parte distrutta dagli operai e l'acqua sorgiva incanalata verso un abbeveratoio.
Il complesso nuragico
Il pozzo sacro si trova al centro dell'area sacra. Di esso rimangono diciannove filari in blocchi di granito. Ha una struttura a tholos, cioè con pianta circolare e copertura a pseudocupola ogivale; i muri poggiano sulla roccia da cui sgorga la sorgente. Il vano del pozzo dispone di una panchina che doveva in origine seguire tutta la circonferenza.
Si ritiene possa risalire all'Età del bronzo recente e finale (XIII-IX secolo a.C.) e che fosse un tempio a pozzo legato al culto delle acque.
Esso è infatti collegato all'anfiteatro da un canale gradonato lungo 42 metri, l'acqua sorgiva veniva qui incanalata fino a confluire nel vascone anfiteatro.
Ai lati del pozzo sono stati riportati alla luce due betili (piccoli cippi in granito simboleggianti la divinità).
L'anfiteatro è una grande vasca circolare su un dislivello di 1,60 metri che probabilmente raccoglieva l'acqua del pozzo quando essa superava il livello della scala. È circondata da sei tribune a gradoni, su cui probabilmente si raccoglieva la gente del villaggio. Originariamente doveva essere lastricato.
La vasca probabilmente era utilizzata per le abluzioni rituali e altri riti politico-religiosi e, forse, anche per l'ordalia dell'acqua nei giudizi sui delitti contro la proprietà, come riportato dallo scrittore romano del III sec. d.C Gaio Giulio Solino.
Le capanne cosiddette "delle riunioni" (cinque quelle venute alla luce) del villaggio nuragico hanno pianta circolare e pavimento lastricato. All'interno vi è un sedile di pietra perimetrale ed un focolare sempre in pietra posto al centro del vano. Alcune di esse sono di grandi dimensioni e si distinguono per la presenza di nicchie, focolare centrale e un muro divisorio interno.
Presso una delle capanne è stato ritrovato un reperto in ceramica di tipo red slip ware risalente al VII sec.a.C, che (al momento) data il periodo di abbandono del villaggio.
Nel complesso nuragico sono stati rinvenuti due templi a megaron (A e B), più propriamente della tipologia doppiamente in antis, cioè con i muri dei lati lunghi che fuoriescono sia dalla parte dell'ingresso che sul retro, di forma rettangolare allungata con un vestibolo che precede la cella. …
Continua a leggere su Wikipedia
Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Complesso nuragico di Romanzesu».
Foto
Come arrivare
Indirizzo
Strada Statale Ss 389 52, 08021 Bitti
Nei nostri dati non risultano stazioni, fermate o parcheggi vicini. Controlla i collegamenti prima di partire.
Nei dintorni
Vedi sulla mappaAltri siti archeologici in Sardegna
- Gratis 1ª domenica
Domande frequenti
Dove si trova Complesso nuragico di Romanzesu?
Complesso nuragico di Romanzesu si trova nel comune di Bitti, in provincia di Nuoro (Sardegna), all'indirizzo Strada Statale Ss 389 52, 08021 Bitti. Coordinate: 40.53028, 9.32472.
Quali sono gli orari di Complesso nuragico di Romanzesu?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da aprile a settembre · da lunedì a sabato: 9:00–13:00, 15:00–19:00; Da aprile a settembre · domenica: 9:30–13:00, 14:30–19:00; Da ottobre a marzo · da lunedì a sabato: 8:30–13:00, 14:30–18:00; Da ottobre a marzo · domenica: 9:00–17:00. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Cosa vedere vicino a Complesso nuragico di Romanzesu?
Nei dintorni si trovano: Nuraghe Loelle (a 4,3 km), Nuraghe Voes (a 8,6 km), Nuraghe Lerno (a 14,8 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 5 foto
- Bitti - Complesso nuragico di Romanzesu (05) — Gianni Careddu, CC BY-SA 4.0
- Bitti - Complesso nuragico di Romanzesu (01) — Gianni Careddu, CC BY-SA 4.0
- Complesso NUragico Su Romanzesu - Bitti 10 gennaio 2015 Maurizio Aresu 2015 — Maurizio Aresu 2, CC BY-SA 4.0
- Romanzesu sacred pool — Robur.q, CC BY-SA 4.0
- Romanzesu-1 — Superbass, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze