- UNESCO
Foto: Claudio Gioseffi, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Abbazia / Monastero
Chiesa di San Pietro Apostolo
Chiesa di Vicenza
- Nel La città di Vicenza e le ville del Palladio in Veneto, patrimonio UNESCO
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Stile
- Architettura gotica
- Coordinate
- 45°32′57″ N, 11°33′11″ E
Storia e descrizione
La chiesa e il monastero di San Pietro, che hanno dato il nome all'omonimo borgo della città di Vicenza, fino al 1810 costituivano la sede principale e gestionale dell'abbazia di San Pietro, il più antico e potente insediamento femminile benedettino del territorio vicentino. La chiesa è divenuta sede parrocchiale, mentre l'ex monastero è adibito a istituto di assistenza per anziani.
Storia
La fondazione della chiesa di San Pietro è sicuramente molto antica. In essa si sono trovati reperti (lacerti di sarcofago, parti di fondamenta) che vanno dal VII al IX secolo ma, nonostante nel tempo siano state date diverse interpretazioni, nessuno di essi può, per caratteristiche e per collocazione, indicare con precisione il periodo di costruzione della chiesa.
Si è ipotizzato anche che il nome del titolare, cioè San Pietro, potesse indicare il momento dell'opposizione da parte della Chiesa cattolica romana all'occupazione dei longobardi ariani, oppure il periodo della loro conversione al cattolicesimo, ma anche queste sono supposizioni.
Accettando l'interpretazione data da Domenico Bortolan, che si basa su di un'iscrizione conservata nella chiesa di fianco all'altare della Madonna Addolorata, lo storico vicentino Giovanni Mantese afferma che la fondazione del monastero potrebbe risalire all'anno 827, il che non esclude che la chiesa possa essere stata già esistente.
Tenuto conto di ciò che si conosce delle chiese campestri del primo millennio - come quelle di San Michele a Caldogno, di Santa Maria in Favrega e di San Zeno a Costabissara, di San Martino vicino a Ponte del Marchese e di San Giorgio in Gogna a Vicenza - si può ipotizzare che la chiesetta primitiva fosse un piccolo edificio a pianta rettangolare estremamente semplice e senza elementi architettonici di rilievo, con abside unica.
Questo primo monastero, probabilmente benedettino e maschile, ebbe una vita difficile; quasi sicuramente - come l'altro dei santi Felice e Fortunato - subì le scorrerie degli Ungari alla fine del IX e agli inizi del X secolo, forse fu distrutto. In ogni caso stava per andare in rovina quando, nel 977, il privilegio del vescovo Rodolfo lo definiva "quasi annientato e deserto di ogni culto monastico e divino ufficio". Non servirono a molto un privilegio concesso dal vescovo Astolfo nel 1033 e un diploma di protezione da parte dell'imperatore Enrico III nel 1055.
Vi sono opinioni diverse sul momento in cui esso divenne un monastero femminile. Secondo il Mantese lo era già nella prima metà dell'XI secolo, secondo altri lo divenne qualche decennio dopo. …
Descrizione
La chiesa è preceduta da un ampio sagrato cui si accede per mezzo di una scalinata con rampe su due lati; dal sagrato quattro gradini portano allo spoglio portale, rifatto nel primo Ottocento forse dallo stesso Bartolomeo Malacarne al momento delle ristrutturazione del monastero.
Rialzata rispetto alla piazzetta nel XV secolo, in un momento quindi successivo alla sua fondazione, la struttura della chiesa è in stile tardo gotico, ma presenta una facciata di orientamento classico, realizzata nel 1597 da Camillo Mariani, dagli Albanese o da Domenico Groppino.
Quattro lesene corinzie scandiscono la liscia, semplice facciata, dove lo spazio tra gli intercolumni è interrotto da due finestre verticali; la misura delle finestre, della porta, delle colonne, creano l'equilibrio armonico del prospetto.
In alto la facciata è sormontata dal timpano, dove campeggia il bassorilievo con lo stemma pontificio delle chiavi di San Pietro, affiancato da due figure allegoriche che rappresentano le virtù teologali della Speranza e della Fede. Il timpano è coronato da tre statue: san Pietro sulla sommità con ai lati san Paolo (a sinistra) e sant'Andrea (a destra). Tutte le sculture sono da attribuire al periodo vicentino di Camillo Mariani.
A destra dell'ingresso un'antica lapide gotica ricorda che qui fu tumulata Elica, fondatrice del primitivo monastero.
L'interno è a pianta rettangolare, a tre navate tronche separate da due file di quattro colonne di calcare con capitelli a caulicoli angolari e foglie d'acanto, reggenti archi a tutto sesto dalla luce assai ampia.
Il dipinto ottocentesco che sovrasta la navata centrale, San Pietro in gloria tra gli angeli, è opera ottocentesca di Lorenzo Giacomelli, restaurata di recente. I quattro altari delle navate sono opera della bottega degli Albanese, come l'altare maggiore dell'abside. Se gli Albanese lasciarono importanti testimonianze architettonico scultoree, i Maganza riempirono San Pietro con le loro tele e nella chiesa tenevano la tomba di famiglia, come ricorda una lapide posta nella navata sinistra.
Controfacciata …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Chiesa di San Pietro Apostolo».
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Domande frequenti
Dove si trova Chiesa di San Pietro Apostolo?
Chiesa di San Pietro Apostolo si trova nel comune di Vicenza, in provincia di Vicenza (Veneto). Coordinate: 45.54904, 11.55295.
Cosa vedere vicino a Chiesa di San Pietro Apostolo?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Regaù (a 100 m), Ponte degli Angeli (a 200 m), Palazzo Angaran (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 3 foto
- Chiesa di San Pietro (Vicenza)-3 — Claudio Gioseffi, CC BY-SA 4.0
- Chiesa di San Pietro (Vicenza)-2 — Claudio Gioseffi, CC BY-SA 4.0
- Oratorio di San Pietro-2 — Claudio Gioseffi, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
