Castello di Dosso Maggiore
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Castello

Castello di Dosso Maggiore

Castello nel comune italiano di Brentonico (TN)

Brentonico (TN), Trentino-Alto Adige

Indicazioni

In breve

Tipo
Castello
Coordinate
45°49′40″ N, 10°57′35″ E

Storia e descrizione

Il castello di Dosso Maggiore è un castello medievale in rovina che si trova nel comune di Brentonico in provincia di Trento.

Contesto insediativo

I resti dell’edificio si collocano su un dosso lungo la vecchia strada che collega l’abitato di Brentonico a Castione in una posizione elevata da cui è apprezzabile un’ottima visuale sulla Valle dell’Adige, del Sorna e del Cameras. Lungo la strada verso Brentonico vi era una chiesa intitolata a Santa Caterina citata nella visita pastorale del Giberti vescovo di Verona del 28 Maggio 1530 rappresentata in un disegno a carboncino nel Codice Brandis, collocata su di un piccolo dosso vicino a Dossomaggiore.

Storia

Il castello appartenne inizialmente ai signori di Brentonico, chiamati anche di Dosso Maggiore dal 1289; infatti Umberto di Brentonico, capostipite della famiglia, è nominato in un documento del 1174, mentre nel 1221 il principe-vescovo Adelpreto di Ravenstein dispone, in un documento, che non sia interdetto l’accesso al suo castro de Dosso Maiore a Umberto II da Brentonico.

Nel 1307 tuttavia Guglielmo il Grande di Castelbarco ricevette l’investitura vescovile comprensiva di tutta la giurisdizione del plebato di Brentonico, della sua curia e delle sue pertinenze; infatti, nel XIII secolo, il castello passò ai Castelbarco. Dal 1357 Guglielmo III di Castelbranco divenne il capostipite della linea castrobarcense di Dosso Maggiore-Avio.

Nel 1385 Azzone Francesco, ultimo signore dei Dosso Maggiore-Avio, ottenne l’investitura dal Vescovo di Trento Giorgio di Liechtenstein e nel 1410 veniva dichiarata nel suo testamento la volontà di lasciare i beni e i castelli alla Repubblica di Venezia, la quale ne prese possesso l’anno seguente. Il doge Michele Steno effettuò lavori volti ad una ristrutturazione dell'edificio.

Nel 1509 il castello passò sotto il dominio asburgico, subito dopo la sconfitta della Serenissima nella Guerra della Lega di Cambrai. In seguito, il vescovo Cristoforo Madruzzo investì il già luogotenente Gaudenzio Madruzzo dei Vicariati nel 1540; successivamente i Castelbarco tentarono prima con la forza e poi per vie legali di rientrare in possesso dei Vicariati e nel 1654 riuscirono nell’intento grazie ad una sentenza pronunciata in loro favore dal Consiglio aulico imperiale.

Dalla fine del XII secolo iniziano ad emergere testimonianze che fanno luce sulla vita sociale e sugli aspetti istituzionali di Brentonico; infatti già nel 1171 la comunità era attiva nel difendere i propri interessi sul monte Bordina alle estreme pendici settentrionali della catena del Baldo, intraprendendo una impegnativa controversia in materia di confini con Nago e Mori, che durò poi per secoli. …

Descrizione

Le strutture visibili attraverso la vegetazione si conservano allo stato di rudere e si presentano di difficile lettura stratigrafica. È comunque esistente il perimetrale, riconducibile forse ad uno sbarramento difensivo, mostra tecnica muraria in pietre di medesima natura, spaccate, apparecchiate a corsi sub orizzontali con alcuni elementi allettati a 45° e zeppe in lapideo. I giunti si presentano degradati.

Proseguendo la risalita dell’altura, si scorgono numerose creste murarie la cui interpretazione sarebbe possibile solo attraverso uno scavo archeologico. In sommità si rilevano, inoltre, alcuni perimetrali di buona fattura. Il primo, visibile dal sottostante piazzale, è costituito da pietre di uguale litologia, sbozzate con tessitura a corsi sub-orizzontali paralleli con la presenza di elementi posti verticalmente. La sezione, del tipo a sacco, misura spessore di 0,70 m circa. La malta di connessura è di calce aerea e sabbia fine-molto grossa e ghiaino, di colore grigio chiaro e inerti arrotondati policromi. Il setto murario, forse pertinente ad un perimetro difensivo, si presenta scarpato alla base; intervento probabilmente da collocare in un’epoca successiva. Un secondo paramento è visibile lungo il percorso in posizione più arretrata. La tecnica muraria è di qualità minore: pietre di diversa natura spaccate a corsi sub-orizzontali, di dimensioni e forma variabili; i giunti si presentano anche qui degradati. Un ulteriore muro, collocato più a settentrione, si connota della stessa tecnica della prima emergenza architettonica descritta. La malta di connessura è di calce aerea e sabbia fine-molto grossa e ghiaino, di colore grigio chiaro e inerti arrotondati policromi. Durante l'invasione del Trentino del 1703, il castello fu distrutto dalle truppe del generale Vendôme, che lo espugnò, lo diede alle fiamme e non fu mai più ricostruito. Ulteriori danni furono provocati dallo scavo di trincee durante la Prima guerra mondiale, data la vicinanza con il fronte. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castello di Dosso Maggiore».

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Come arrivare

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Castello di Dosso Maggiore
Torbole7,8 km

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Domande frequenti

Dove si trova Castello di Dosso Maggiore?

Castello di Dosso Maggiore si trova nel comune di Brentonico, in provincia di Trento (Trentino-Alto Adige). Coordinate: 45.82790, 10.95972.

Cosa vedere vicino a Castello di Dosso Maggiore?

Nei dintorni si trovano: Palazzo Eccheli-Baisi (a 1,3 km), Grotta del Colombo (a 2,5 km), Castel Albano (a 3,6 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 2 foto
  1. Castello di Dosso Maggiore — Unknown author Unknown author, Public domain
  2. Johanna von Isser Großrubatscher - Castello di Dosso Maggiore — Johanna von Isser Großrubatscher, Public domain

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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