- Gratis 1ª domenica
Foto: Wento, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Castello
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 41°41′31″ N, 13°44′25″ E
- Indirizzo
- via Valle Romana
Storia e descrizione
Il castello Cantelmo di Alvito è un'antica fortezza della valle di Comino, territorio della provincia di Frosinone al confine con l'Abruzzo e il Molise. È posto sulla cima di un colle sovrastante la piana d'Alvito, che si sviluppa in direzione nord-est sud-ovest, dove è ubicato anche l'abitato di Castello, frazione intramoenia di Alvito e centro di fondazione dell'attuale città, uno dei primitivi abitati sorti dopo il disfacimento della benedettina Civita di Sant'Urbano. Dagli anni novanta è di proprietà del Comune di Alvito, che sta provvedendo a ricostruirlo nelle parti andate, col tempo, distrutte, e a riconsolidare quanto rimasto, per promuovervi incontri culturali e manifestazioni sociali. È anche conosciuto col nome di "castello di Alvito", benché amministrativamente si indichi in tal senso l'intera frazione alvitana in cui è sito il maniero.
Storia
La città di Alvito è strutturata su più livelli, lungo una delle propaggini meridionali del monte Morrone, su di una cima minore conosciuta un tempo come monte de Albeto o Serra de Albeto. L'attuale assetto urbano è il risultato di un insediamento progressivo e diffuso, iniziato nell'XI secolo, che interessò tutto il territorio della città di Sant'Urbano, un antico centro amministrativo cominese, fondato dall'abate Aligerno di Montecassino nel 976, là dove oggi una contrada è detta Colle della Civita. Nello stesso luogo esisteva già una Civita Sancti Urbani, che fu probabilmente distrutta dai Saraceni sulla fine del IX secolo, quando con i loro eserciti saccheggiarono e devastarono la Terra di San Benedetto, e Aligerno, passato il pericolo arabo, s'interessò della sua riedificazione, commissionando in loco la costruzione di un castello. L'opera si inseriva nel piano di riappropriazione territoriale della Terra di San Benedetto, portato avanti dall'abate, che aveva diretto il ritorno dell'abbazia nella sua naturale sede cassinate dopo il cosiddetto «esilio di Teano». Alcuni nobili di Vicalvi ottennero il permesso di costruire la fortificazione, su un colle presso la strada che dalla Valcomino, per Pescasseroli, portava negli Abruzzi; l'opera si inseriva in un sistema di interventi territoriali frequenti nella Terra di San Benedetto, successivi alle invasioni dei Saraceni. Così fu pianificato anche un insediamento di coloni, come già altrove nel Lazio meridionale, secondo il sistema produttivo delle curtes, l'antica base sociale ed economia della Terra di San Benedetto. La nuova fondazione però non assicurò vita duratura al borgo: a causa dell'incremento demografico che si verificò nell'area alla fine dell'XI secolo il centro fu presto abbandonato, perché il castello non riuscì mai ad integrare la realtà urbana nello spazio agricolo circostante, e gli abitanti si insediarono stabilmente nelle località dove erano concentrate le principali attività agricole del territorio, specialmente Santa Maria del Campo, Sant'Onofrio e, presso l'abitato di Alvito, La Valle. …
Architettura
Ancora alla fine del XIX secolo il castello doveva apparire grossomodo integro delle sue strutture e conservare tutta l'imponenza originaria. Diversi terremoti del XX secolo e anni di abbandono però causarono il crollo e la perdita degli elementi architettonici più vistosi, dal maschio alle merlature.
La struttura architettonica è costruita secondo i modelli dell'economia militare e non ha subito interventi di restauro filologico o manieristico come successo ad altre strutture simili e conserva quindi tutte le forme medievali. Gli elementi principali sono i sistemi difensivi, disposti progressivamente da un perimetro esterno al centro e l'edificio in cui risiedevano i castellani. Una prima cerchia muraria alta cinque metri circonda tutta l'area su cui si è sviluppato il castello, di forma trapezoidale, ricavata spianando la cima del colle; alle prime mura, che si innalzano per cinque metri, corrispondeva un fossato profondo altri cinque nel lato che dà verso il centro abitato. Una seconda cerchia muraria proteggeva l'edificio vero e proprio, protetto da quattro muraglioni a scarpa, con quattro torri angolari alte 14 metri e larghe 11 di circonferenza alla base e 9 alla cima. Al centro della seconda cerchia si ergeva un edificio quadrangolare, il maschio, che si innalzava per 11 metri più in alto rispetto al resto del castello: al lato sud dell'edificio dovevano trovarsi le stanze della nobilità, mentre nei restanti locali risiedeva la servitù e le guardie. Una torre ottagonale ne proteggeva l'accesso. Merlature guelfe.
Restauro contemporaneo e agibilità
Dagli anni Novanta il castello è di proprietà del comune di Alvito, che sta provvedendo a ricostruirlo nelle parti andate, col tempo, distrutte, e a riconsolidare quanto rimasto. I primi interventi risalgono al 1994 e sono stati affidati dalla provincia di Frosinone all'architetto Giulio Rossetti, che ha curato la ricostruzione, con le pietre originarie, di parte delle torri, delle merlature e dei principali ingressi, ripulendo gli accessi e restaurando le volte principali. Alcuni ambienti sono ancora in fase di ricostruzione. La struttura ospita nel periodo estivo una manifestazione culturale autorganizzata, autofinanziata e autogestita, denominata Castello Reggae, in cui diversi musicisti e Sound System si esibiscono con gli strumenti e i suoni tipici della musica reggae, dello ska e del dub. La manifestazione si è interrotta bruscamente prima dello svolgimento della 17ª Edizione, nell'anno 2013. In uno dei cortili interni è stata installata una voliera per ospitare gli uccelli che avevano bisogno di soccorso trovati nel Parco Nazionale d'Abruzzo. La voliera non è stata mai utilizzata in tal senso; infatti gli unici uccelli che ha ospitato sono stati dei volatili privati. Successivamente la voliera è stata rimossa.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castello Cantelmo».
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Domande frequenti
Dove si trova Castello Cantelmo?
Castello Cantelmo si trova nel comune di Alvito, in provincia di Frosinone (Lazio), all'indirizzo via Valle Romana. Coordinate: 41.69202, 13.74028.
Cosa vedere vicino a Castello Cantelmo?
Nei dintorni si trovano: Palazzo Panicali (a 300 m), Palazzo Gallio (a 500 m), Teatro comunale di Alvito (a 500 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 1 foto
- Ruderi Castello Alviteo — Wento, CC BY-SA 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

