Foto: Terribile62, CC0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Castello
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 46°14′56″ N, 11°02′23″ E
Storia e descrizione
Castel Belasi è un castello che si trova a Segonzone, frazione di Campodenno, costruito probabilmente nel XIII secolo e tuttora visitabile. Dal castello prese il nome la nobile famiglia dei conti Khuen-Belasi. Oggi ospita il Centro d’Arte Contemporanea per il Pensiero Ecologico.
Storia
Un tempo si riteneva (sulla base della tesi sostenuta dallo storico Carl Ausserer) che il castello e esistesse almeno dal XII secolo e fosse retto da un'antica famiglia Belasi, vassalla dei conti di Appiano. A questa famiglia si credeva appartenesse un Adelpreto de Bellago citato in un documento del 1189. Nel 1291, con l'estinzione di questa famiglia, il castello sarebbe poi stato infeudato a Ulrico di Ragogna. Anche Aldo Gorfer, seppur con dei dubbi, riporta questa ricostruzione, ipotizzando che il nome Belasi derivi dal nome personale Belasio (Biagio), uno dei custodi del maniero per gli conti di Appiano o i Flavon.
Le ultime ricerche hanno dimostrato che il castello è più recente di quanto ritenuto in passato e che l'Adalpreto menzionato nel 1189 non aveva nulla a che fare con Belasi, ma con Plag, località presso Appiano. Non sarebbe esistita dunque una originaria famiglia Belasi nel XII secolo, e l'erezione del castello è stata post-datata alla seconda metà del XIII secolo, con l'arrivo della famiglia Rubein-Ragogna, proveniente dal Burgraviato di Merano, fedelissima dei Conti di Tirolo. Il maniero sarebbe sorto proprio per volontà dei Conti di Tirolo per presidiare l'accesso alla Val di Non, che avevano occupato durante il loro conflitto con i principi vescovi di Trento. I Tirolo lo affidarono quindi ad un uomo di loro fiducia, il capitano Ulrico di Ragogna.
Corrado, detto Khuen, figlio di Egenone da Termeno (menzionato in un documento del 1311), nel 1368 acquistò Castel Belasi da Simone Rubein, nipote di Ulrico di Ragogna, forse per via di un debito contratto nei confronti di Corrado, poiché nell'atto non è citata alcuna somma per assicurarsi il castello. Un'altra ipotesi, suffragata da Stephan von Mayrhofen, autore delle "Genealogien des Tiroler Adels" nel XIX secolo, sostiene che il figlio maggiore di Corrado, Arnoldo, sposò Elisabetta di Belasi, ultima discendente della famiglia Rubein, ma non esiste alcuna conferma documentaria di questo avvenimento.
Il nome Belasi-Belasio non deriverebbe quindi da quello di un antico castellano e non sarebbe altro che il nome della collina su cui venne eretto il castello. …
Descrizione
Il castello poggia su di una morbida collina, circondato da boschi e frutteti. È sostanzialmente integro nelle sue strutture, nonostante sia privo di tutti gli arredi. Sia dall'esterno che dalle vaste corti interne il maniero appare nei suoi elementi più caratteristici: il possente mastio a pianta pentagonale e l'alta cinta muraria ai quali sono addossati edifici risalenti ad epoche diverse. Sulla cinta muraria, in corrispondenza dei due ingressi, sono collocate due bertesche. Sul fianco meridionale della collina sono presenti altre due cinte murarie minori, collegate da un rivellino che vigila sul viale che conduce all'ingresso principale.
Gli affreschi più significativi che si possono ammirare nelle sale del castello risalgono al XVI secolo, ma i primi interventi di abbellimento decorativo, riscoperti durante i lavori di restauro sulla parete di un corridoio al primo piano del palazzo residenziale, sono da riferire al secolo precedente e raffigurano temi tipici delle decorazioni castellane tardo medievali: un torneo cavalleresco, stemmi, cimieri, suonatori. Più tarde ed eleganti sono le decorazioni della Sala della musica e dei frutti, databili alla metà del XVI secolo, raffiguranti dei parapetti ricoperti da dei drappi, su cui poggiano degli strumenti musicali, della frutta e della verdura. Da questa sala si accede ad un altro ambiente, decorato da un raffinato affresco raffigurante il Giudizio di Paride, attribuito al pittore tedesco Bartlmä Dill Riemenschneider e datato anch'esso alla metà del XVI secolo. Di poco più tardo è il ciclo affrescato della Sala delle Metamorfosi, nel quale si susseguono diverse scene tratte dalle Metamorfosi di Ovidio. Di notevole interesse è anche il grande stemma di famiglia dipinto sulla facciata del palazzo centrale, sovrastato dallo stemma dell'arciduca Ferdinando II d'Austria databile agli anni 60 del XVI secolo.
La cappella di San Martino
Nel cortile ovest, addossata alle pareti del palazzo centrale, è situata la cappella di famiglia, dedicata a Martino di Tours. La cappella, decorata da affreschi risalenti a epoche diverse tra il XV e il XVI secolo, è collegata a una stanza del primo piano del palazzo tramite una finestra, in modo che i conti potessero ascoltare le funzioni anche in caso di malattia.
Castel Belasi nel contemporaneo
Dal 2023 Srefano Cagol è direttore artistico di Castel Belasi – Centro d’Arte Contemporanea per il Pensiero Ecologico, incentrato su pratiche ecologiche e sul dialogo interdisciplinare tra arte e scienza, in collaborazione con Muse.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castel Belasi».
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Domande frequenti
Dove si trova Castel Belasi?
Castel Belasi si trova nel comune di Campodenno, in provincia di Trento (Trentino-Alto Adige). Coordinate: 46.24890, 11.03967.
Cosa vedere vicino a Castel Belasi?
Nei dintorni si trovano: Castel Sporo (a 2,5 km), Torre di Visione (a 2,5 km), Sbarramento Rocchetta (a 2,7 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Castel Belasi — Terribile62, CC0
- Castel Belasi -Segonzone di Campodenno TN- — Terribile62, CC BY-SA 4.0
- Castel Belasi 01 — Syrio, CC BY-SA 4.0
- Castel Belasi agosto 2019 — Terribile62, CC BY-SA 4.0
- Castel Belasi by drone 01 — Syrio, CC BY-SA 4.0
- Castel Belasi Segonzone di Campodenno TN — Terribile62, CC BY-SA 4.0
- Castel Belasi. PH Stefano Cagol. 2023 — Leila Mai Mai, CC BY 4.0
- Castel Belasi. Pieke Bergmans. ph Mariella Rossi — Leila Mai Mai, CC BY 4.0
- Cortile Castel Belasi — Terribile62, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze