Abbazia / Monastero, Messina (ME)

38°11′29″ N, 15°33′03″ E

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Abbazia / Monastero

Archimandritato del Santissimo Salvatore

Monastero di Messina

Messina (ME), Sicilia

Indicazioni

In breve

Coordinate
38°11′29″ N, 15°33′03″ E

Storia e descrizione

L'archimandritato del Santissimo Salvatore è la denominazione del Monastero del Santissimo Salvatore di Messina, importante cenobio del monachesimo basiliano in Sicilia, assunta in seguito all'emanazione da parte di re Ruggero II di un decreto del maggio del 1131, con il quale elevava il monastero a "mandra", cioè Mater Monasteriorum, ovvero a capo di altri monasteri, e pertanto l'egumeno (abate) del monastero assumeva il titolo di archimandrita.

Con un decreto di papa Urbano VIII del 1635 l'archimandritato divenne una «Dioecesim propriam, distinctam, et separatam a quavis alia Dioecesi», unita aeque principaliter all'arcidiocesi di Messina da papa Leone XIII nel 1883. Dal 1986 il titolo di archimandrita del Santissimo Salvatore è unito in perpetuo all'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.

Storia

L'archimandritato assumeva una giurisdizione su oltre 60 monasteri di Sicilia di tradizione greco-bizantina situati in Sicilia e Calabria, grazie anche ad una dote di 35 tra parrocchie e monasteri concessi dall'arcivescovo di Messina del tempo Ugo. Infatti nell'intento della monarchia siciliana degli Altavilla vi era la necessità, più politica che religiosa, di organizzare in una grande federazione il monachesimo bizantino o greco-cattolico, superstite dalla dominazione bizantina in Sicilia e nel meridione della penisola italica.

Sin dalla sua fondazione, l'archimandritato aveva il monastero e la chiesa in prossimità della falce del porto della città, nella penisola chiamata di San Ranieri; per la posizione strategica che l'archimandritato assumeva nello Stretto di Messina, il monastero era dotato di una propria flotta e di privilegi commerciali.

Il periodo delle dinastie siciliane degli Altavilla e degli Svevi (XI-XIII secolo) coincise con il massimo splendore, non solo religioso, ma anche culturale dell'archimandritato; l'imperatore e re di Sicilia Federico II, come i suoi predecessori, confermava la propria benevolenza verso il monachesimo basiliano di tradizione orientale.

La decadenza ebbe inizio nel periodo angioino (1266-1282), tanto che, nel corso del secolo successivo, il monastero del Santissimo Salvatore venne posto in regime di commenda. Nel 1456 venne nominato come abate commendatario il cardinale Basilio Bessarione, artefice di un tentativo di rinascita del monachesimo bizantino in Italia. Il cardinale Bessarione volle accompagnare, al rifiorire spirituale della tradizione siculo-greca, anche la ripresa culturale dell'archimandritato, istituendovi una scuola di greco antico, che vide tra i suoi primi docenti il celebre letterato bizantino Costantino Lascaris. …

Monasteri dipendenti dall'archimandritato

Santi Pietro e Paolo d'Agrò (1117) a Casalvecchio Siculo. L'abate di questo convento era signore del villaggio di Forza d'Agrò.

Santi Pietro e Paolo di Itala. L'abate di questo convento era signore dei villaggi di Alì e Itala

Santa Maria de Mallimacchi nella diocesi di Patti.

Oltre a parrocchie di rito bizantino e monasteri basiliani con i loro possedimenti, grange e metochi, la giurisdizione dell'archimandritato si estendeva sui relativi territori. In virtù del feudalesimo l'archimandrita era quindi anche signore di terre, per lo più nella Val Demone. Era barone, dotato di mero e misto imperio, dell'Universitas Sabucae, detta altresì Terra di Savoca, che, oltre Savoca, comprendeva le attuali località di Casalvecchio Siculo, Antillo, Santa Teresa di Riva, Furci Siculo, Misserio, Locadi, Pagliara. Sempre a Savoca, l'archimandrita aveva una sede periferica (presso la chiesa di Santa Maria in Cielo Assunta) e una residenza estiva (il castello di Pentefur). Nel versante tirrenico era signore di San Gregorio (di Gesso), Salice Messina e Sant'Angelo di Brolo.

Ruolo dell'archimandrita

Primo archimandrita del Santissimo Salvatore fu nel 1131 Luca, santo monaco basiliano di tradizione orientale, discepolo di san Bartolomeo di Simeri; Luca I, proveniente da Rossano, fu nominato da re Ruggero II archimandrita del Santissimo Salvatore e quindi considerato pater et prelatus abbatum, padre e capo degli egumeni (abati) dei monasteri affiliati. Luca fu archimandrita sino alla sua morte avvenuta nel 1149.

L'archimandrita quindi assumeva a tutti gli effetti la guida di una diocesi con una giurisdizione iniziale su oltre 60 monasteri situati su entrambe le sponde dello Stretto di Messina; nel corso dei secoli non pochi furono i conflitti di giurisdizione e attribuzione, in merito a questioni territoriali o di rito, tra l'archimandrita del Santissimo Salvatore e l'Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.

Cronotassi degli archimandriti

Con la morte di Emanuele II De Gregorio, il 7 novembre 1839, il monastero del Santissimo Salvatore non ebbe più un archimandrita sino al 1883, quando papa Leone XIII, con proprio decreto del 31 agosto, univa aeque principaliter l'archimandritato del Santissimo Salvatore (ossia la diocesi in capo al monastero) all'arcidiocesi di Messina.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Archimandritato del Santissimo Salvatore».

Come arrivare

Messina CentraleTreno, la più vicina
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Archimandritato del Santissimo Salvatore
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Domande frequenti

Dove si trova Archimandritato del Santissimo Salvatore?

Archimandritato del Santissimo Salvatore si trova nel comune di Messina, in provincia di Messina (Sicilia). Coordinate: 38.19128, 15.55083.

Cosa vedere vicino a Archimandritato del Santissimo Salvatore?

Nei dintorni si trovano: Fortificazioni di Messina (a 100 m), Palazzo del Monte di Pietà (a 400 m), Palazzo Cerruti (a 400 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

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Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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