Foto: Zavijavah, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Aquileia antica
Città dell'evo antico, corrispondente all'attuale Aquileia
Aquileia (UD), Friuli-Venezia Giulia
- Nel Area archeologica e Basilica patriarcale di Aquileia, patrimonio UNESCO
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Coordinate
- 45°46′24″ N, 13°21′59″ E
Storia e descrizione
Aquileia romana (l'odierna Aquileia in Friuli; in latino Aquileia) fu fondata nel 181 a.C. dai Romani, nel territorio degli antichi Carni:
Importante città militare di frontiera fin dall'epoca repubblicana, divenne una delle capitali dell’Impero romano sotto Massimiano. Nel 452 fu infine distrutta dalle orde degli Unni di Attila, non tornando mai più agli antichi splendori.
Ecco come la descrive Erodiano, al tempo del suo assedio del 238, da parte delle truppe di Massimino il Trace:
Periodo repubblicano (181-31 a.C.)
Fu fondata nel 181 a.C. nei pressi del fiume Natissa come colonia di diritto latino, da Lucio Manlio Acidino, Publio Scipione Nasica e Gaio Flaminio, mandati dal Senato a sbarrare la strada alle popolazioni limitrofe di Carni e Istri, che minacciavano i confini orientali d'Italia. Fu retta inizialmente da duumviri e poi da quattuorviri con un suo senato. La città dapprima crebbe quale avamposto militare in vista delle future campagne contro Istri e Carni, più tardi come "quartier generale" per un'eventuale espansione romana verso il Danubio.
I primi coloni furono 3 000 veterani, seguiti dalle rispettive famiglie provenienti dal Sannio, per un totale di circa 20 000 persone, a cui fecero seguito dei gruppi di Veneti; più tardi, nel 169 a.C., si aggiunsero altre 1 500 famiglie, mentre in città si insediarono anche comunità orientali, come quella egizia, ebraica e siriana.
Aquileia costituì la base principale delle operazioni militari nell'Illirico dei consoli Lucio Cornelio Lentulo Lupo, Gaio Marcio Figulo e Publio Cornelio Scipione Nasica Corculo, durante gli anni 156-155 a.C., contro le tribù dei Dalmati, che portarono poi alla conquista della città di Delminium. Nel 129 a.C. il console Gaio Sempronio Tuditano attaccava le popolazioni degli Istri di Iapodi e Liburni dall'Italia settentrionale (dal suo "quartier generale" di Aquileia, come risulta da un elogio che gli venne dedicato) e successivamente sconfisse anche le popolazioni Alpine dei Carni e dei Taurisci (della zona di Nauporto), meritandosi per questi successi il Trionfo. Dieci anni più tardi, nel 119 a.C. Lucio Cecilio Metello portava a termine una nuova campagna vittoriosa contro i Dalmati, utilizzando Aquileia come base delle sue operazioni, celebrando l'anno seguente il trionfo e meritandosi il titolo vittorioso di Delmaticus. Quattro anni dopo, nel 115 a.C., il console Marco Emilio Scauro, operò in Gallia Cisalpina sia contro i Liguri a ovest, sia contro i Carni e i Taurisci a est, utilizzando in questo secondo caso Aquileia, come "quartier generale". Ancora due anni più tardi, nel 113 a.C., il console Gneo Papirio Carbone fu inviato a fronteggiare un'invasione di genti germanico-celtiche (tra cui i Cimbri), le quali erano penetrate nell'Illirico e poi nel Norico. Carbone, a capo di un esercito che aveva come quartier generale Aquileia, fu però sconfitto presso Noreia. …
Periodo alto-imperiale (30 a.C.-285 d.C.)
Al tempo di Augusto, dopo una prima campagna condotta da Publio Silio Nerva nel 16 a.C. in seguito a un'invasione di Pannoni in Istria e alla successiva conquista romana dei territori fino a Pola e all'Arsia, nel 15 a.C., il figliastro Tiberio, insieme al fratello Druso, condussero una campagna militare contro le popolazioni di Reti, stanziati tra il Norico e la Gallia, e Vindelici. I due, nel tentativo di accerchiare il nemico attaccandolo su due fronti senza lasciargli vie di fuga, progettarono una grande "operazione a tenaglia" che misero in pratica anche grazie all'aiuto dei loro luogotenenti: Tiberio mosse dall'Elvezia, mentre il fratello minore da Aquileia e raggiunta Tridentum ( Trento, divise l'esercito in due colonne. Una prima colonna percorse la valle dell'Adige e dell'Isarco (alla cui confluenza costruì il Pons Drusi, presso l'attuale Bolzano), risalendo fino all'Inn; la seconda percorse quella che diventerà sotto l'imperatore Claudio la via Claudia Augusta (tracciata pertanto dal padre Druso) e che attraverso la val Venosta e il passo di Resia, raggiungeva anch'essa il fiume Inn. Tiberio, che avanzava da ovest, sconfisse i Vindelici, riunendosi nei pressi del lago di Costanza con il fratello Druso che, nel frattempo, aveva sconfitto e sottomesso i popoli dei Breuni e dei Genauni. Questi successi permisero ad Augusto di sottomettere le popolazioni dell'arco alpino fino al Danubio e gli valsero una nuova acclamazione imperatoria. Pochi anni più tardi, a partire dal 14 a.C., ancora Aquileia risultò fondamentale per la sottomissione dell'intero Illirico e della Pannonia, sotto i comandi prima di Marco Vinicio, poi del genero e amico fraterno di Augusto, Agrippa, poi del figliastro Tiberio. Ancora Aquileia continuò a costituire un importante centro militare durante la rivolta dalmato-pannonica del 6-9, costituendo l'ultimo baluardo contro la possibile minaccia di un'invasione di queste genti, che avrebbero così potuto raggiungere la stessa Roma in soli dieci giorni. Era invece chiaro che Aquileia avesse invece perduto la sua antica funzione di "quartier generale", che veniva ora attribuita da Tiberio a Siscia sul fiume Sava, in posizione più avanzata. Da questo momento in poi, infatti, Aquileia cessò di avere ancora un ruolo militare determinante, mantenendo invece un'importante funzione economica e sociale nelle retrovie, ora che tutte le forze militari erano state spostate in Pannonia e Dalmazia. …
Periodo tardo imperiale (286-452)
Massimiano, una volta divenuto Augusto d'Occidente, preferì utilizzare due capitali: Aquileia (che Ausonio definisce la nona città dell'Impero), più ad est, quale porto fluviale-marittimo sull'Adriatico e retrovia militare, vista la sua vicinanza al limes dei Claustra Alpium Iuliarum; Mediolanum, invece più ad ovest, era posizionata a guardia dei passi a nord dei grandi laghi alpini. In queste due sedi fece, quindi, erigere strutture e palazzi imperiali di grandi dimensioni, lasciando principalmente la cura della difesa del limes renano a Costanzo.
Nel 312, durante la guerra civile, Costantino I, ormai sospettoso nei confronti di Massenzio, riunito un grande esercito, mosse alla volta dell'Italia attraverso le Alpi, e dopo aver sconfitto due volte consecutive le armate di Massenzio, presso Torino e Brescia, pose sotto assedio ed occupò, prima Verona e poi Aquileia, sottomettendo l'intera Italia settentrionale. Poco dopo marciò su Roma, dove vinse definitivamente l'esercito di Massenzio poco a nord della Città eterna, nella decisiva battaglia di Ponte Milvio, il 28 ottobre del 312. Con la morte di Massenzio, tutta l'Italia passò sotto il controllo di Costantino, mentre la guardia pretoriana ed i Castra Praetoria furono soppressi.
Per tutto il prosieguo del IV secolo si intensificarono le presenze imperiali ad Aquileia, e molti scontri sanguinosi risolsero contese fratricide come quella tra Costantino II e Costante I nel 340; o tra Costanzo II e Magnenzio nel 351-352; o episodi di usurpazione: Teodosio I vi sconfisse Magno Massimo (nel 388); Valentiniano III vi uccise Giovanni Primicerio nell'Ippodromo (nel 425). …
Conseguenze
Sopravvissero l'autorità della sua chiesa e il mito di una città che era stata potente, benché ormai il suo dominio diretto si limitasse ad un territorio di ridotta estensione che aveva i suoi punti di forza nell'area urbana con lo scalo marittimo e nel borgo di Grado. Quest'ultimo si sviluppò ed acquistò un'importanza sempre maggiore a seguito dell'invasione longobarda del 568. Da quel momento la regione di Aquileia venne suddivisa fra romano-bizantini (che ne occuparono la zona litoranea) ed i Longobardi (la parte interna). Nell'VIII secolo la sede del patriarcato viene trasferita nella più sicura Cividale.
Verso l'anno Mille si assisté alla rinascita della città, che tornò ad avere grande prestigio con il patriarca Poppone (1019-45), che riportò la sede ad Aquileia.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Aquileia antica».
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Come arrivare
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Nei dintorni
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Foro romano di Aquileia0,0 km
Domus di Tito Macro0,3 km
Circo romano di Aquileia0,4 km
Domus e Palazzo Episcopale0,4 km
Basilica di Santa Maria Assunta in Cielo e Santi Ermagora e Fortunato0,5 km
Area archeologica di Aquileia0,6 km
Museo paleocristiano di Aquileia0,6 km
Museo archeologico nazionale di Aquileia0,7 km
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Domande frequenti
Dove si trova Aquileia antica?
Aquileia antica si trova nel comune di Aquileia, in provincia di Udine (Friuli-Venezia Giulia). Coordinate: 45.77329, 13.36651.
Cosa vedere vicino a Aquileia antica?
Nei dintorni si trovano: Foro romano di Aquileia (a 0 m), Domus di Tito Macro (a 300 m), Circo romano di Aquileia (a 400 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Porto fluviale di Aquileia — Zavijavah, CC BY-SA 3.0
- Port fluvial d'Aquileia — Yves canaff, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze