Foto: Dario Crespi, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Abbazia / Monastero
Abbazia benedettina di Sant'Eufemia
Sito archeologico nel comune italiano di Lamezia Terme
Lamezia Terme (CZ), Calabria
- Ingresso gratuito
In breve
- Tipo
- Abbazia / Monastero
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 38°56′02″ N, 16°14′05″ E
Storia e descrizione
L'abbazia benedettina di Sant'Eufemia, conosciuta come abbazia di Santa Maria, è un'abbazia in rovina nel comune di Lamezia Terme, in Calabria, divenuta sede di un Baliato dell'Ordine di Malta.
Storia
Fu fondata nel 1062 da Roberto il Guiscardo sul luogo dove sorgeva un antico monastero bizantino intitolato a Hagìa Euphémia di Nèokastron, distrutta dagli abitanti della zona, prima testimonianza di una fondazione religiosa degli Altavilla in Calabria. Tale Abbazia, nel corso di poche decine di anni, divenne uno dei più potenti e famosi centri monastici del Medioevo, la cui influenza religiosa, culturale e politica si estese a vaste zone della Calabria.
La sua realizzazione rientrava nel programma di latinizzazione del territorio, un chiaro rimando al potere religioso della Santa Sede che, con il rito latino, esercitava un forte controllo economico e politico sulla zona. La costruzione fu affidata all'abate Roberto di Grandmesnil, come tramanda il diploma di fondazione che concesse Roberto il Guiscardo, acquisendone anche il controllo.
Grandmesnil arrivò in queste terre al seguito di 11 monaci, tutti provenienti dalla nobiltà Normanna. Grandmesnil progettò e costruì una maestosa e raffinata struttura dallo stile nordico-benedettino, rifacendosi esattamente al modello dell'Abbazia di Cluny (da cui Grandmesnil proveniva). Roberto di Grandmesnil, così come i principi Normanni e Papa Niccolò II, si compiacquero di questo capolavoro architettonico e politico, che decisero di replicare anche a Mileto con l’Abbazia della Santissima Trinità, fondata nel 1080 da Ruggero I.
L’Abbazia vide il suo più grande splendore nel primo periodo dalla sua costruzione; ebbe onori e ricchezze, immensi territori (tra il fiume Amato e il Savuto, dal mare a Gizzeria e oltre), Monasteri, Chiese, case coloniche e villaggi che si trovavano in quasi tutta la Piana, compreso metà della città di Nicastro.
Diventò da subito una importante potenza feudale senza eguale in tutta la Calabria.
In seguito poté avere dei competitori nelle Abazie di Bagnara, Mileto, Corazzo e della Sambucina, con le quali fu quasi sempre in lite.
Ma resto sempre la preferita di Roberto il Guiscardo, tanto che vi fece seppellire la propria madre Fredesenta ed era solito trascorrervi lunghi periodi di riposo. …
Descrizione
Colpita da un violento terremoto nel 1638, i ruderi visibili permettono comunque di cogliere i dettagli architettonici che contraddistinguevano l'edificio. La costruzione rispecchia i tipici schemi architettonici normanni in voga nell'Italia meridionale; sono ancora visibili il prospetto principale con i resti delle due torri campanarie, le tre navate, con la centrale di maggiori dimensioni, separate da una serie di pilastri e quelle laterali illuminate da una serie di finestre ad arco. Inoltre, è visibile la zona presbiteriale accessibile grazie ad una scalinata ad est, definita dai transetti e dalle tre absidi, quella centrale di maggiori dimensioni rispetto alle altre due. Il presbiterio è stato scavato successivamente, riportando alla luce blocchi marmorei policromi che portavano all'altare posto, come di norma, nell'abside maggiore, ai lati del quale erano presenti delle colonne di ripiego appoggiate su elementi architettonici di età romana. In questa zona è stata portata alla luce una pavimentazione realizzata in tessere marmoree policrome, opus sectile, ricavate da marmi antichi, il cui utilizzo è tipico della tradizione normanna e ha lo scopo di sottolineare l'imponenza del potere al pari dell'Impero Romano.
La chiesa era a pianta basilicale, quindi a tre navate, tri-absidata con coro gradonato e transetto sporgente. Nel versane ovest, la presenza di mura spesse 3.30 mt, fa presumere l'esistenza di matronei accessibili attraverso scale o intercapedini; le supposizioni sono dovute al fatto che i resti sono riconducibili solo alla parte superiore della chiesa, infine la facciata sud è scandita da una serie di contrafforti e monofore a tutto sesto. Per quanto riguarda le torri, è possibile riscontrare i marcatori riconducibili all'architettura normanna, tra cui i cantonali in granito squadrati e le feritoie in pietra. Anche il monastero riprende il motivo delle finestre presenti nella chiesa, la cui muratura è composta da ciottoli di fiume di medie e grandi dimensioni legate da malta la cui composizione non è riconducibile al periodo bizantino, ma bensì al periodo di costruzione sotto il Guiscardo. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Abbazia benedettina di Sant'Eufemia».
Foto
Come arrivare
Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.
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Domande frequenti
Dove si trova Abbazia benedettina di Sant'Eufemia?
Abbazia benedettina di Sant'Eufemia si trova nel comune di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro (Calabria). Coordinate: 38.93399, 16.23461.
Quali sono gli orari di Abbazia benedettina di Sant'Eufemia?
Secondo OpenStreetMap gli orari sono: Da martedì a giovedì: 16:00–19:00; Festivi: Chiuso. Verifica sempre sul sito ufficiale prima della visita.
Quanto costa l'ingresso a Abbazia benedettina di Sant'Eufemia?
L'ingresso è gratuito.
Cosa vedere vicino a Abbazia benedettina di Sant'Eufemia?
Nei dintorni si trovano: Bastione di Malta (a 1,2 km), Terina (a 1,3 km), Ecomuseo luogo della memoria Lamezia Terme Sambiase (a 5,7 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 3 foto
- Abbazia benedettina di Sant'Eufemia in Lamezia Terme 19 — Dario Crespi, CC BY-SA 4.0
- Abbazia benedettina di Sant'Eufemia 01 — AlMo18, CC BY-SA 4.0
- Abbazia benedettina di Sant'Eufemia in Lamezia Terme 01 — Dario Crespi, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze
