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Alessandria · Piemonte

Cosa vedere a Tortona

A Tortona l'atlante segnala 12 luoghi storici: 6 musei, 1 abbazia o monastero, 1 borgo, 1 castello, 1 sito archeologico, 1 teatro storico e 1 villa o palazzo storico.

Tra questi, 1 con orari di apertura indicati.

Da non perdere: Museo del Mare (2010), museo di Tortona.

Per epoca di costruzione prevale l'Età contemporanea (67% dei luoghi datati) e il Medioevo (33% dei luoghi datati).

  • 12luoghi storici
  • 26.432abitanti
  • 122 maltitudine

Il borgo

Tortona è una città del Piemonte.

Baluardo di un territorio di confine fin dalle sue origini liguri, per i Romani divenne, nell'età imperiale, il crocevia di grandi strade consolari: la via Fulvia, la via Postumia, la via Æmilia Scauri, la via Vercellina, che conferivano alla romana Derthona Julia il ruolo di nodo strategico militare e civile che poi conservò nelle epoche successive.

Nonostante l'avvicendarsi di padroni diversi, il popolo tortonese conservò una straordinaria identità municipale. Ne fanno fede gli Statuti cittadini che, definitivamente convalidati nel 1354 da Galeazzo Visconti, guidarono fino alla fine del XVIII secolo l'evoluzione istituzionale della comunità tortonese.

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I 12 luoghi

Abbazie e monasteri 1

Borghi 1

  • Borgo

    Vho

    Tortona (AL)

Castelli 1

Siti archeologici 1

Ville e palazzi storici 1

Come arrivare

Tortona è un importante nodo stradale e ferroviario, al centro delle comunicazioni fra il mar ligure e Genova con l'entroterra piemontese, lombardo e emiliano occidentale.

In auto: Ha casello autostradale che le dà accesso alle autostrade A7 Milano - Genova e A21 Torino - Brescia.

È attraversata dalle strade statali 35 dei Giovi e 10 Padana inferiore

In treno: Stazione ferroviaria, Piazza Fiume.

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Da vedere secondo Wikivoyage

Duomo. Il Duomo di Tortona, dedicato alla Vergine Maria Assunta e a San Lorenzo martire, è la cattedrale della diocesi di Tortona; venne edificato fra il 1574 e il 1592 sulla preesistente chiesa di San Quirino. La facciata di ispirazione neoclassica è opera dell'architetto Nicolò Bruno e risale alla seconda metà dell'Ottocento (1880-85). All'interno conserva opere di artisti quali Gian Mauro della Rovere detto il Fiammenghino, Aurelio Luini, Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, Camillo Procaccini e Giuseppe Vermiglio. Le volte furono affrescate dal 1853 al 1856. Il 1º ottobre 1891 il chierico Luigi Orione fu nominato custode della cattedrale, con quest'incarico poté mantenersi agli studi in seminario. Nella navata di sinistra si trovano i sepolcri di Lorenzo Perosi e di suo fratello, il cardinale Carlo Perosi. Conservate in urna posta sotto l'altare maggiore sono anche le reliquie di san Marziano, santo al quale, secondo la tradizione locale, si deve la conversione della città al cristianesimo.

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