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Rimini · Emilia-Romagna
Cosa vedere a San Leo
A San Leo l'atlante segnala 12 luoghi storici: 4 castelli, 2 musei, 2 ville e palazzi storici, 1 abbazia o monastero, 1 borgo, 1 fortezza o torre e 1 sito archeologico.
Per la maggior parte dei luoghi non abbiamo ancora orari verificati: controlla sempre il sito ufficiale prima di partire.
Da non perdere: Forte di San Leo (1441), forte nel comune italiano di San Leo (RN).
- 12luoghi storici
- 2820abitanti
- 589 maltitudine
Il borgo
San Leo è una città dell'Emilia-Romagna.
Fa parte dei Borghi più belli d'Italia ed è stato premiato con la bandiera arancione dal Touring Club Italiano. Fa parte anche dei "Gioielli d'Italia" valutati dal MiBACT.
Su uno sperone roccioso che si erge sui luoghi circostanti, a somiglianza dell'analoga formazione rocciosa della vicina Repubblica di San Marino, la città pare un po' un nido di aquile, alta e irraggiungibile, con il profilo possente della sua Rocca che domina dall'alto il panorama.
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I 12 luoghi
Ville e palazzi storici 2
Abbazie e monasteri 1
Borghi 1
- Gratis 1ª domenica
- Borghi più belli
Fortezze e torri 1
Siti archeologici 1
Come arrivare
In auto: Casello autostradale di Rimini nord, sull'autostrada Adriatica A14.
Strada Statale 258 Marecchia
In treno: Stazione ferroviaria di Rimini.
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Da vedere secondo Wikivoyage
Fortezza (Rocca). Il Forte o Rocca di San Leo è situato sulla cima della cuspide rocciosa che sovrasta l'abitato leontino e domina la Valmarecchia. Una prima fortificazione sulla cima del monte fu costruita dai Romani. Nel Medioevo fu aspramente contesa da Bizantini, Goti, Franchi e Longobardi. Tra il 961 e il 963 vi fu stretto in assedio Berengario II, ultimo re del regno Longobardo d'Italia da Ottone I di Sassonia. Intorno alla metà dell'XI secolo i conti di Montecopiolo giunsero a Montefeltro, antico nome di San Leo, da cui trassero il nome e il titolo di conti. Nella seconda metà del Trecento i Malatesta riuscirono ad espugnare la rocca, alternandosi nel dominio ai Montefeltro sino alla metà del Quattrocento. Nel 1441 Federico da Montefeltro per tenere testa alle nuove tecniche militari fece riedificare la rocca affidando il compito all'ingegnere senese Francesco di Giorgio Martini. Nel 1502 Cesare Borgia si impadronì della rocca. Alla morte del pontefice Alessandro VI Borgia nel 1503, Guidobaldo da Montefeltro riprese il possesso dei suoi domini.
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