Villa Ghigi
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Foto: Ugeorge, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico, XVII secolo

Villa Ghigi

Parco di Bologna

Bologna (BO), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Epoca
Età moderna, XVII secolo
Superficie
280.000 m²
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
44°28′36″ N, 11°19′36″ E
Indirizzo
Via San Mamolo, 105, 40136 Bologna BO

Storia e descrizione

Il parco Villa Ghigi è un parco pubblico di Bologna, situato a ridosso dell'abitato urbano (in direzione Sud).

Di proprietà comunale, è stato aperto al pubblico nel 1974 e nel nome ricorda gli ultimi proprietari privati. Si trova sulle prime colline a sud della città, a soli due chilometri da piazza Maggiore, in un contesto ricco di biodiversità e luoghi storici (Ronzano, Osservanza, Villa Aldini, Villa Baruzziana). È gestito dalla Fondazione Villa Ghigi, che ha sede all'interno del parco, nell'edificio rurale del Palazzino. Nel settore centrale del parco si trovano la Villa Ghigi, oggi in abbandono, e l'adiacente Casa del Custode, riadattata a punto di ristoro; poco a valle è il nucleo colonico del Becco.

Storia

Il parco si estende nel versante settentrionale del colle di Ronzano, che sulla sommità ospita uno storico convento. Villa Ghigi, un sobrio edificio di aspetto ottocentesco, si trova quasi al centro dell'odierno parco pubblico, in posizione panoramica sulla città. Le prime notizie sul luogo risalgono al 1520, quando apparteneva ai Volta. La proprietà passò per un breve periodo ai Malvezzi e poi ad altre famiglie (Zagnoni, Cavalca), in epoca napoleonica la tenuta passò ai Caldesi e più avanti ai Chelotti e ai Dozza; a uno dei proprietari ottocenteschi si deve l'odierno aspetto della villa ed è probabile che il salone lungo la facciata principale, con tempere paesaggistiche di scuola martinelliana, sia stato aggiunto all'edificio in questo periodo.

Nel 1874 la proprietà fu acquistata dall'avvocato di origine ravennate Callisto Ghigi e rimase alla famiglia sino al 1972. A Callisto, appassionato di botanica e ornitologia, si devono l'inserimento di alcuni alberi esotici e la piantagione di un gruppetto di faggi in un angolo particolarmente fresco. Uno dei figli di Callisto, Alessandro (1875-1970), abitò la villa pressoché tutta la vita, coltivando sin dall'infanzia la propria vocazione di naturalista. Nel 1922 ebbe la cattedra di Zoologia dell'Università di Bologna, della quale fu rettore tra il 1930 e il 1943. Nella villa si dedicò in particolare all'allevamento di colombi e fagiani esotici, per i quali predispose numerose voliere (di cui non restano più tracce). Fondatore e punto di riferimento di associazioni e istituti per lo studio e la conservazione di fauna e flora, è considerato tra gli antesignani della protezione della natura in Italia e, soprattutto nel dopoguerra, la sua attività in favore dei parchi nazionali e della tutela delle bellezze naturali italiane è stata particolarmente intensa. …

Natura

Il parco occupa buona parte del versante destro della Valverde, solcata dal rio Fontane, un affluente del torrente Aposa. Per la varietà di ambienti e la buona naturalità, costituisce un campione rappresentativo del paesaggio collinare bolognese, del quale consente di cogliere aspetti anche molto diversi: ampi appezzamenti a seminativo oggi divenuti prati o in qualche caso rinselvatichiti, porzioni a vigna e orto, lembi boscati di varia natura e origine, un boschetto ornamentale che incornicia la villa.

Distribuiti in vari settori del parco spiccano esemplari imponenti di roverella, la quercia tipica dei versanti assolati della collina. Per quanto riguarda la componente rurale, a testimonianza del passato uso produttivo, lungo le cavedagne si notano numerosi filari di alberi da frutto, spesso appartenenti ad antiche cultivar tipiche della collina bolognese, che costituiscono un importante patrimonio storico e genetico: ciliegi, peri, meli, cotogni, fichi, susini, kaki, melograni, azzeruoli, albicocchi, noci, mandorli e rusticani, in qualche caso con esemplari secolari. Altrettanto numerosi sono gli alberi da frutto sparsi nei prati, a volte residui di vecchie piantate. Tra gli interventi dedicati al patrimonio di biodiversità rurale del parco risalta il Frutteto del Palazzino, che custodisce rari fruttiferi e viti, contribuendo a rendere il parco quasi un museo all'aperto della frutticoltura e viticoltura della collina bolognese. …

Fondazione

Nel 1980 il comune di Bologna, assecondando il desiderio di alcune associazioni naturalistiche legate alla figura di Alessandro Ghigi, decise di istituire un centro per la conservazione della natura e la didattica delle scienze naturali. L'impronta decisiva al nascente Centro Villa Ghigi, che iniziò a operare nel 1982, venne impressa dal primo presidente, Delfino Insolera (1920-1987), direttore della casa editrice Zanichelli negli anni '60. Guidato da Insolera, il centro avviò una serie di visite guidate nel parco e alcuni programmi didattici con le scuole bolognesi.

Nel 2001 è stata costituita la Fondazione Villa Ghigi, di cui sono soci fondatori comune di Bologna, provincia di Bologna (ora città metropolitana) e Università di Bologna. Sempre nel 2001 la fondazione ha trasferito la sua sede nell'edificio rurale del Palazzino e negli anni successivi ha assunto la gestione diretta del parco, grazie a un accordo con il comune di Bologna, e intrapreso un articolato programma di ripristino, miglioramento e arricchimento dell'area verde. Da quasi quarant'anni prima il centro e ora la fondazione rappresentano un punto di riferimento per l'educazione ambientale in ambito bolognese e regionale, hanno realizzato numerose pubblicazioni divulgative, curato indagini e progetti sul territorio per il comune di Bologna e altri enti, organizzato manifestazioni e iniziative a carattere ambientale.

A partire dal 2004, il comune di Bologna ha affidato la gestione del parco alla fondazione, che ha intrapreso un articolato programma di ripristino e miglioramento dell'area verde. Nel 2019 la Casa del Custode, accanto a Villa Ghigi, è stata recuperata come punto di ristoro a disposizione dei visitatori.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Villa Ghigi».

Foto

Come arrivare

Bologna CentraleTreno, la più vicina
3,5 km in linea d’aria
Villa GhigiVia San Mamolo, 105, 40136 Bologna BO
Aeroporto di Bologna "Guglielmo Marconi"7,1 km

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

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Domande frequenti

Dove si trova Villa Ghigi?

Villa Ghigi si trova nel comune di Bologna, in provincia di Bologna (Emilia-Romagna), all'indirizzo Via San Mamolo, 105, 40136 Bologna BO. Coordinate: 44.47679, 11.32669.

A quando risale Villa Ghigi?

La datazione indicata da Wikidata è: XVII secolo.

Cosa vedere vicino a Villa Ghigi?

Nei dintorni si trovano: Eremo di Ronzano (a 400 m), Archivio museo di Ronzano (a 500 m), Villa Aldini (a 600 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. Panoramica da Villa Ghigi sul centro storico di Bologna — Ugeorge, CC BY-SA 4.0
  2. Bologna - Villa Ghigi - 2023-09-05 14-23-33 001 — Ugeorge, CC BY-SA 4.0
  3. Bologna - Villa Ghigi - 2023-09-16 09-26-00 001 — MassimoFabrizioDondi58, CC BY-SA 4.0
  4. Bologna's Panoramic view from Villa Ghigi — Chiara Casalone, CC BY-SA 3.0
  5. Parco di Villa Ghigi con il grande Cedro e Villa Aldini sullo sfondo — Ugeorge, CC BY-SA 4.0
  6. Parco Villa Ghigi — Maretta Angelini, CC BY-SA 4.0
  7. Villa ghigi panorama — Lorenzo Viscanti, Public domain
  8. Villa Ghigi sui colli — Aneta Malinowska ART, CC BY-SA 4.0
  9. Bologna colli 2014 292 — Federico Lugli, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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