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Villa / Palazzo storico, XIX secolo
Tenuta di Sant'Agata
In breve
- Epoca
- Età contemporanea, XIX secolo
- Proprietario
- Giuseppe Verdi
- Superficie
- 450 m²
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°00′20″ N, 10°02′12″ E
- Indirizzo
- via Giuseppe Verdi, 30 ‒ Sant'Agata ‒ 29010 Villanova sull'Arda (PC)
Storia e descrizione
La Villa e tenuta di Sant'Agata fu la casa di campagna acquistata nella frazione omonima di Villanova sull'Arda dal musicista Giuseppe Verdi coi proventi delle sue opere e costituì la sua principale abitazione a partire dal 1851, vivendovi con la seconda moglie Giuseppina Strepponi.
Storia
Nel 1844, grazie ai primi guadagni con la prima dell'Ernani a Venezia, Giuseppe Verdi era stato consigliato da Antonio Barezzi nell'acquisto di un podere, quello detto "Pulgaro", in prossimità delle Roncole, frazione di Busseto dove era nato e cresciuto con l'intento di ravvicinare il giovane maestro alla sua terra, facendogli comprare dei possedimenti in loco.
Malgrado questo Verdi visitò poco il podere del "Pulgaro" che preferì affidare nella conduzione ai suoi genitori.
Il 1 maggio 1848 decise di comprare, su suggerimento di suo padre, una nuova tenuta nel piacentino, la Tenuta di Sant'Agata, che disponeva anche di una villa. Il nuovo possedimento, lasciato in eredità per l'improvvisa morte del signor Merli alla moglie Rosa Guindani ed ai suoi figli, aveva la ragguardevole estensione di 350 biolche (poco più di 100 ettari). Oltre a questo Verdi ottenne da contratto tutte le sementi, i pali per le viti, quattro grandi botti da 50 brente ciascuna, tre tine per il vino e la preziosa "macchina dell'Ongina", una pompa meccanica in grado di aspirare l'acqua dal vicino torrente Ongina e di convogliarla per l'irrigazione dei suoi possedimenti. Oltre all'Ongina, Verdi poteva disporre della vicinanza delle acque dell'Arda e soprattutto del Po.
Dopo avervi ospitato i genitori per qualche tempo, Verdi si accorse che i conti non quadravano ed i rapporti con suo padre Carlo peggiorarono. Nel 1857 Verdi invitò suo padre ad andare a risiedere a Busseto e progressivamente iniziò a riadattare la casa secondo le proprie esigenze, facendo ristrutturare completamente la casa padronale e dedicandosi sempre più alla creazione del parco ed alla conduzione dei campi.
In una sua lettera all'editore parigino Leone Escudier, Giuseppina Strepponi il 4 luglio 1867 scriveva: «Il suo amore per la campagna è divenuto mania, follia, rabbia, furore, tutto ciò che si può immaginare di più esagerato. Egli si alza al nascere del giorno per andare a esaminare il grano, il mais, la vigna. Rientra morto di fatica e allora come trovare il modo di fargli prendere la penna?». …
Il museo
Dopo la morte del compositore, la villa è divenuta un museo e di essa si possono visitare le stanze aperte al pubblico. La famiglia ha aperto al pubblico cinque sale al piano terra della villa tra cui: la camera da letto di Giuseppina Strepponi dove ella morì nel novembre del 1897; il camerino dei vestiti dominato oggi da un piano di marca Fritz a sei pedali che Verdi utilizzava al tempo de Rigoletto e di Aida; la camera da letto di Verdi dove dormiva e lavorava, oltre ad uno studio dove era solito tenere i conti della tenuta ed amministrarla. L'ultima sala in ordine di tempo conserva il mobilio della camera del Grand Hotel et de Milan dove il maestro morì il 27 gennaio 1901. Al di fuori della villa, si può visitare il grande parco con le grotte, la ghiacciaia e il bellissimo ponte rosso, le carrozze e le cantine.
Il giardino
Il giardino, voluto espressamente da Verdi, è contraddistinto da un laghetto circondato da Taxodium distichum, delle conifere particolarmente adatte a vivere nei pressi dell'acqua e che sono originarie degli Stati Uniti. Per completare il proprio progetto, Verdi ordinò altri alberi adulti, fiori e arbusti in data 11 marzo 1868 alla ditta milanese dei fratelli Burdin: "120 platani, 6 larici, 3 tassi, 1 Pinus Benthamiana, 1 sequoia, 1 Quercus fastigiata, 1 Quercus Banisterii, 2 magnolie, 1 Maclura, 6 Aleagnus reflexa, 12 Kalmia, 12 Anemone hupehensis." Interessante è anche l'aiuola frontale alla casa, contraddistinta da una forma a cuore.
In esso si trova anche il cippo eretto da Verdi in onore del cane maltese Lulù che per anni fu il cane preferito del maestro assieme a Yvette e Moschino, i suoi cani da caccia.
Il giardino venne cantato anche dal poeta parmense Giancarlo Conti.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Tenuta di Sant'Agata».
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- XIX secoloCostruzione
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Domande frequenti
Dove si trova Tenuta di Sant'Agata?
Tenuta di Sant'Agata si trova nel comune di Villanova sull'Arda, in provincia di Piacenza (Emilia-Romagna), all'indirizzo via Giuseppe Verdi, 30 ‒ Sant'Agata ‒ 29010 Villanova sull'Arda (PC). Coordinate: 45.00549, 10.03654.
A quando risale Tenuta di Sant'Agata?
La datazione indicata da Wikidata è: XIX secolo.
Cosa vedere vicino a Tenuta di Sant'Agata?
Nei dintorni si trovano: Teatro Giuseppe Verdi (a 2,7 km), Rocca Pallavicino (a 2,7 km), Casa Barezzi (a 2,8 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 7 foto
- Sant'Agata 01 — Tiesse, Public domain
- Giuseppe Verdi, nella villa di Sant’Agata, fa udire dei pezzi d’una nuova sua opera ad Arrigo Boito (xilografia) — Mancastropa, CC0
- La Villa Verdi a Sant’Agata (xilografia) — Unknown author Unknown author, CC0
- La villa Verdi a Sant’Agata 2 — Unknown author Unknown author, Public domain
- Villa Verdi at Sant'Agata-1859-65 — unknown, pre-1865, Public domain
- Sant’Agata, villeggiatura di Giuseppe Verdi (xilografia) — Unknown author Unknown author, Public domain
- Vila Verdi - zde žil Verdi společně s Giuseppinou Strepponi - S.Agata, Itálie - panoramio — Pavel Špindler, CC BY 3.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze