Palazzo Valdisavoia
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Foto: Ввласенко, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico, 1695

Palazzo Valdisavoia

Palazzo di Catania

Catania (CT), Sicilia

  • Nel Le città tardo barocche del Val di Noto (Sicilia sud-orientale), patrimonio UNESCO
Indicazioni

In breve

Epoca
Età moderna, 1695
Coordinate
37°30′09″ N, 15°04′58″ E

Storia e descrizione

Palazzo Valdisavoia (o Valdisavoja) è un palazzo storico di Catania, ubicato lungo via Vittorio Emanuele II, esempio di barocco siciliano.

Storia dell'edificio

Il Palazzo sorge su una delle aree più antiche edificate in città, in prossimità dei Teatri Greci e Romani. Infatti, già in una rappresentazione della città da parte di un anonimo, datata 1584 che in quella dello Stizzia del 1592, si notano due percorsi che a Nord, ad Ovest ed ad Est testimoniano la permanenza dell'edificio, lungo la Via Sant'Agostino e la Via Tineo.

Dunque, il Palazzo era ubicato sullo stesso sito probabilmente già prima del Terremoto del 1693, dato riscontrabile anche dalle verifiche e dalle stime dei danni effettuate, nel 1695, da Giuseppe Longobardo (Maestro muratore del Comune). Egli descrisse che "parte delle 280 canne del tenimento di case era andato distrutto" e specificando che i muri posti nell'area nord erano da "sostanziare". Difatti, tutta l'area nord del manufatto risulta costruita con una muratura di spessore maggiore notevolmente considerevole rispetto all'ala sud.

La costruzione fu iniziata nel 1695, mantenendo lo stato di proprietà della famiglia Gravina Cruyllas, marchesi di Francofonte e principi di Palagonia. Il progetto realizzato è attribuibile all'architetto catanese Alonzo di Benedetto, mentre la costruzione venne affidata a Giuseppe Longobardo. Il Palazzo venne completato intorno al 1702, con la facciata principale, orientata a sud, che venne allineata all'asse stradale denominato Strada Reale (attuale Via Vittorio Emanuele II), appena tracciato dalle disposizioni urbanistiche imposte dal Duca di Camastra.

Il Palazzo Nobiliare, posto in forte pendenza per il dislivello di quota stradale degradante da nord a sud, ha una tipologia costruttiva a blocco con corte quadrata interna che si è mantenuta nel tempo. Infatti, il progetto settecentesco del Di Benedetto, del quale si evidenzia l'espressione artistica soprattutto nel grande portale contornato da una tribuna e con cornici a bugnato diamantato, è tuttora leggibile stilisticamente. …

Stile architettonico e costruttivo

Palazzo Valdisavoia è contornato, sui prospetti ovest, sud ed est da un basamento a blocchi di pietra lavica. Inoltre, sul lato sud, è evidente il taglio dei cantonali (composti da grandi blocchi di pietra lavica) avvenuto durante il livellamento della quota stradale di Via Vittorio Emanuele II nel 1869, su progetto degli ingegneri Ignazio Landolina, Mario Di Stefano e Pietro Beltrami. Le paraste, realizzate in pietra bianca di Siracusa, sono poste ai lati estremi dei prospetti sud, est ed ovest e si sviluppano dai cantonali sino alle mensole del cornicione aggettante.

Il prospetto sud è composto, al piano terra, da una serie di botteghe, tagliate ad arco e incorniciate da pietra bianca liscia, al cui interno sono visibili le volte a crociera. Di seguito, si trovano le finestre del piano ammezzato, dotate di piccolo balcone con ringhiera in ferro curvato. Al di sopra di questi, è evidente la grande fascia di marcapiano in pietra bianca di Siracusa, a blocchi rettangolari lisci. Su tale fascia si sviluppano le grandi mensole decorate con motivi floreali che sorreggono i balconi del Piano Nobile, con un lungo balcone centrale che sormonta la imponente cornice bugnata del portale d'ingresso.

Il balcone centrale, tipico dell'architettura barocca, è l'elemento principale della facciata ed è costituito da una ringhiera in ferro, mentre la finestra è contornata da una serie di cornici a rilievo in pietra bianca decorate da motivi floreali, mascheroni allegorici, conchiglie e volute, che raggiungono il timpano a semi arco, decorato anch'esso con volute. Tutte le altre finestre del Piano Nobile hanno un timpano rettangolare con doppia cornice a fascia e piccoli motivi floreali. Due lunghi balconi angolari, posti a sud ovest ed a sud est, completano la facciata settecentesca, alla quale venne aggiunto il Piano Borghese con la ristrutturazione del 1866. Qui, le finestre sono contornate da una doppia cornice liscia, priva di timpano e decorazioni, con balconi sorretti da mensole e ringhiere in ferro. Il medesimo stile architettonico è presente anche lungo i prospetto est ed ovest. …

Il Piano Nobile

Il Piano Nobile, oggi adibito ad abitazione civile, contiene, partendo da nord, le antiche cucine, mentre lungo i lati ovest e sud si sviluppano i Saloni e le sale di rappresentanza. I soffitti, tutti originari, presentano in tre stanze dei cassettoni lignei intagliati. Il Salone delle Feste è interamente affrescato a volta con scene allegoriche e stucchi, mentre le ulteriori sale sono affrescate con scene dell'Antica Roma, di luoghi d'Italia e con lo Zodiaco.

I pavimenti originari in ceramica siciliana, sono stati successivamente sostituiti con marmo rosa del Portogallo nel Salone delle Feste, con ceramica nel corridoio e nel piano ammezzato. Il Piano Nobile prosegue lungo il lato est, dove sono presenti ulteriori ambienti con soffitti affrescati con motivi floreali semplici mentre sono stati mantenuti i pavimenti in ceramica siciliana della seconda metà dell'ottocento. Inoltre, sempre nell'ala est del Piano Nobile, era presente la cappella privata del Palazzo.

Le pareti di tutto il Piano Nobile sono rivestite con stoffe in stile settecentesco.

Cronologia dell'edificio

Di seguito, in sintesi, i principali interventi riguardanti la costruzione, interventi architettonici e i passaggi di proprietà dell'edificio:

Terremoto del 1693: l'11 gennaio 1693, in seguito al Terremoto, avviene la distruzione parziale del "Tenimento di case" di proprietà della Famiglia Gravina Cruyllas, Marchesi di Francofonte e Principi di Palagonia;

1695: inizio della ricostruzione dell'edificio su progetto dell'architetto Alonzo di Benedetto da parte del costruttore Giuseppe Longobardo;

1702: completamento della ricostruzione dell'attuale Palazzo Valdisavoia;

1818: il terremoto del 20 febbraio 1818 provoca delle lesioni all'edificio;

1866: inizio dei lavori di ristrutturazione e trasformazione del Palazzo, su progetto dell'ingegnere Mario Di Stefano, con la trasformazione altimetrica, il consolidamento dell'edificio, l'aggiunta del Piano Borghese e la realizzazione dello Scalone Monumentale;

1883: Giuseppe Gravina Cruyllas, ultimo discendente Principe di Valdisavoia, lascia in eredità il Palazzo al Comune di Catania al fine di realizzare la Scuola pratica dell'istituto agrario siciliano;

1925: il Comune di Catania vende Palazzo Valdisavoia alla famiglia britannica degli Aveline;

1970: l'edificio venne acquistato dagli attuali proprietari ed è adibito ad abitazione privata.

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Domande frequenti

Dove si trova Palazzo Valdisavoia?

Palazzo Valdisavoia si trova nel comune di Catania, in provincia di Catania (Sicilia). Coordinate: 37.50238, 15.08276.

A quando risale Palazzo Valdisavoia?

La datazione indicata da Wikidata è: 1695.

Cosa vedere vicino a Palazzo Valdisavoia?

Nei dintorni si trovano: Odeon (a 100 m), Teatro romano di Catania (a 100 m), Antiquarium regionale del Teatro romano (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 5 foto
  1. Palazzo Valdisavoja, Catania. Sicily, Italy — Ввласенко, CC BY-SA 3.0
  2. Corte interno — Gabri2896, CC BY-SA 4.0
  3. Parte delle decorazioni del balcone — Gabri2896, CC BY-SA 4.0
  4. Ringhiera Balcone — Gabri2896, CC BY-SA 4.0
  5. Scalone Monumentale — Gabri2896, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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