Palazzo Sant'Elia
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Foto: Dedda71, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico

Palazzo Sant'Elia

Palazzo storico di Palermo

Palermo (PA), Sicilia

Indicazioni

In breve

Coordinate
38°06′45″ N, 13°21′49″ E

Storia e descrizione

Il Palazzo dei Marchesi di Santa Croce poi Trigona di Sant'Elia sorge a Palermo in via Maqueda. Il palazzo, derivato da una preesistenza cinque-seicentesca, assunse l'attuale configurazione dopo il 1756, quando Giovanbattista Celestri e Grimaldi di Santa Croce decise di ampliarlo in direzione della "Strada Nuova", l'odierna via Maqueda, aperta per sventramento del tessuto medievale a partire dal 1600.

Contrariamente a quanto si è pensato fino ad oggi l'autore dell'opera potrebbe essere un architetto ancora sconosciuto, poiché recentissimi studi di uno dei restauratori del Palazzo sostengono che l'architetto Nicolò Anito, precedentemente accreditato, potrebbe non esserne stato il vero artefice, ma solo uno dei prosecutori a partire dal 1756.

Poi solo dal 1759 all'Anito subentrò definitivamente Giovanbattista Cascione che assunse la direzione del cantiere.

Una volta terminato fu uno dei più sfarzosi di Palermo. Tuttavia i Santa Croce si estinsero ben presto e dopo appena un secolo passava per volontà testamentarie a Romualdo Trigona e Gravina, principe di Sant'Elia, cugino dell'ultima discendente femmina dei Santa Croce.

Storia

Il Palazzo Celestri di Santa Croce e Trigona di Sant'Elia è posto nel braccio meridionale della via Maqueda, strada di Palermo che attraversa tutto il centro storico. La “strada nuova” - così era detta – fu costruita nell'anno 1600 con lo sventramento di vecchi quartieri e diede luogo ad uno sviluppo urbano di grande importanza che maturò nel secolo successivo con l'edificazione di importanti edifici privati e religiosi. Palazzo Santa Croce fu costruito a partire dalla preesistenza di una Casa Magna trasformata da Giovanbattista Celestri primo marchese di Santa Croce per il matrimonio del figlio Pietro con la proprietaria, Francesca Cifuentes Imbarbara. Le fonti storiche note riportano poi solo al 1756, alcuni anni dopo la morte di Giuseppe Celestri che lasciò eredi i figli Giovanbattista, il maggiore, e Tommaso. Tra il 17 ed il 22 settembre 1756 Giovanbattista stipulò un “atto d'obbligazione” con il Mastro Giacomo Di Pasquale “per servigio del proseguimento del palazzo… sito e posto nella strada nuova di questa città…” e si occuperà di condurre i lavori “secondo le misurazioni.... che saranno dati da D. Nicolò Anito, Ingegnere Regio, il quale si impegnerà a fornire "alzati, profili, come pure modani sagome in grande, ed in particolare…per compire tutte le case…"a tenore del disegno e modello già fatti"…"a terminare…l'istessa nuova linea di facciata". I nuovi recentissimi studi di questi documenti dell'ingegnere Paolo Mattina sostengono però che il Palazzo aveva già subito un intervento settecentesco, ma prima del 1756. Infatti all'epoca dell'intervento dell'Anito il portale era già esistente, mentre egli fu chiamato solo a proseguirlo insieme all'ampliamento del Palazzo attorno ad un nuovo secondo cortile. È probabilmente da escludere anche la possibilità che l'Anito fosse tornato a completare quanto già la lui stesso iniziato, anche perché, tra l'altro, a riprendere i lavori di prospetto con l'intaglio del secondo portale da ammorsare sulle murature grezze già esistenti, nonostante la certa presenza dell'Anito, fu un altro architetto: don Ferdinando Lombardo dell'Ordine dei Crociferi. …

Progetto di allestimento

Successivamente, l'Amministrazione Provinciale decise di destinare interamente il monumento a finalità culturali ed espositive. Di conseguenza fu predisposto un progetto per l'adeguamento degli spazi a sede museale.

Percorso museale

Nel settembre 2003 fu redatta una ipotesi di riuso globale dell'immobile, con l'individuazione della destinazione d'uso dei vani e dei percorsi per la visita museale del pubblico. È anche stato fatto un primo studio di abbattimento delle barriere architettoniche, per permettere anche ai disabili e alle persone con problemi fisici di poter accedere a tutti i locali espositivi e agli uffici previsti e più nel dettaglio venne studiato e individuato per il pubblico, un percorso di visita ottimale che parte dall'ingresso principale su via Maqueda, che poi raggiunge tutti gli ambienti espositivi del Palazzo in tutti i piani.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Sant'Elia».

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Come arrivare

Palermo CentraleTreno, la più vicina
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Palazzo Sant'Elia
Palermo (Liberty Lines)1,5 km
Aeroporto di Palermo Falcone e Borsellino24,1 km

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Domande frequenti

Dove si trova Palazzo Sant'Elia?

Palazzo Sant'Elia si trova nel comune di Palermo, in provincia di Palermo (Sicilia). Coordinate: 38.11241, 13.36369.

Cosa vedere vicino a Palazzo Sant'Elia?

Nei dintorni si trovano: Palazzo Comitini (a 100 m), Teatro di Santa Cecilia (a 300 m), Palazzo Vetrano (a 300 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 5 foto
  1. Palazzo Sant'Elia — Dedda71, CC BY-SA 3.0
  2. Palazzo Sant'Elia (Palermo) 20 06 2026 01 — Effems, CC0
  3. Palazzo Sant'Elia facciata — Stendhal55, CC BY-SA 4.0
  4. Palazzo sant'elia1 — Dedda71, CC BY 3.0
  5. Palermo balconate oro di Palazzo S.Elia — magalibobois from ITALIA, CC BY 2.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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