Palazzo Nava
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Foto: LigaDue, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico, anni 1990

Palazzo Nava

Edificio di Siena

Siena (SI), Toscana

Indicazioni

In breve

Epoca
Età contemporanea, anni 1990
Architetto
Enzo Zacchiroli
Coordinate
43°19′22″ N, 11°19′46″ E

Storia e descrizione

Il palazzo della Banca d'Italia è un edificio situato in via della Stufa secca a Siena.

Storia

La costruzione della Banca d'Italia a Siena nacque a seguito di una lunga gestazione che ebbe inizio negli anni settanta quando già si discuteva sulla scelta dell'area. Nel 1977 la Banca decise di acquistare il lotto di terreno posto nel settore nord ovest della città, nella contrada della Lupa, rinunciando all'idea iniziale di realizzare la nuova sede in pieno centro storico, recuperando un preesistente palazzo quattrocentesco. La posizione prescelta per erigere la nuova filiale fu motivata principalmente dalle preoccupazioni relative alla sicurezza e all'accessibilità del luogo, che trovandosi in una posizione leggermente più marginale rispetto al centro storico, anche se in un punto delicatissimo del tessuto urbano, avrebbe offerto maggiori vantaggi sotto questo punto di vista.

Altra fase non facile nella genesi dell'opera è stata quella relativa all'incarico per la progettazione; dopo un'attenta ricerca critica, che portò la committenza a mettere insieme un certo numero di nominativi, la scelta cadde sull'architetto Enzo Zacchiroli che venne posto di fronte alla richiesta di realizzare una nuova sede bancaria che rispondesse ai criteri prioritari della sicurezza e di un elevato livello qualitativo dei servizi.

Con l'affidamento del progetto, avvenuto nel 1984, ebbe inizio il lungo iter progettuale. Come racconta lo stesso Zacchiroli i primi mesi sono dedicati alla ricognizione del luogo e alla riflessione sul come fare un edificio "moderno" nel centro storico di Siena, che avrebbe dovuto evitare la ripetizione dell'antico ma al tempo stesso parlare il linguaggio senese.

Partendo dalle indicazioni del Piano regolatore generale, che sottoponeva l'area in oggetto ad un piano particolareggiato elaborato da Ludovico Quaroni, Zacchiroli si attenne alle prescrizioni dettate dallo strumento urbanistico, che prevedeva di demolire i vecchi edifici a carattere industriale e artigianale presenti sul lotto. Unica variante introdotta è stata il recupero della palazzina ottocentesca, della quale era previsto il mantenimento della sola facciata principale. …

La critica

Il tema del rapporto tra nuovo e antico, peraltro già affrontato in altre occasioni progettuali da Enzo Zacchiroli, costituisce il motivo basilare che sta alla radice di tutto il lavoro per la nuova banca senese. La matrice del progetto nacque così da un'attentissima analisi degli elementi capaci di accordarsi con il volto urbano della città antica che l'architetto bolognese ha attentamente indagato in fase preliminare studiandone il sito, la storia e le vicende degli edifici.

Egli stesso scrisse nella relazione che accompagnava il progetto: «[...] con un'attenta osservazione degli edifici esistenti si è cercato di estrapolare l'armonia del colore e della dimensione architettonica della città per trasmetterli nell'opera progettata per un preciso suo inserimento nel contesto urbano.»

La continuità formale e la coscienza storica del sito emergono come tratti distintivi da questo episodio architettonico singolarmente inserito che vede trasferiti a scala edilizia i suggerimenti dell'ambiente pur evitando ogni operazione mimetica.

Il manufatto entra in simbiosi con il luogo e lo interpreta; la discrezione con cui l'architetto ha voluto confrontarsi con la città è denunciata dal basso volume del corpo di fabbrica su via della Stufa Secca, mentre avvicinandosi all'edificio da sud esso appare in tutta la sua massa disarticolata costituita dalla frammentarietà dei volumi ricomposti quasi confusamente, ma tuttavia intelligibili, che non si arrampicano sul pendio ma lo interpretano e lo concludono.

Architettura

Il nuovo insediamento sorge su un pendio delimitato superiormente da via della Stufa Secca e inferiormente dalla via Pian d'Ovile tra le quali vi è un dislivello di circa 20 metri.

L'intera operazione architettonica s'inserisce nel circostante tessuto edilizio mediante un articolato e fluido sistema di rampe e gradinate che mettendo in comunicazione i due dislivelli del pendio convergono nel piazzale antistante la banca vera e propria e creano così una sorta di dilatazione dello spazio pubblico.

Il tema formale compositivo principale è la cortina muraria, la cui massiccia plasticità caratterizza formalmente l'opera. Essa, ignorando le trasparenze, appare come una superficie tesa tagliata da squarci e feritoie che dà origine a una trama decorativa costituita dalle strombature delle finestre e dagli sguanci degli stipiti oltre che dal contrasto fra la flessuosità della linea curva e l'acutezza degli spigoli.

L'opera si configura come un complesso architettonico estremamente articolato sia volumetricamente che planimetricamente, essendo costituito dall'assemblaggio di tre corpi di fabbrica che concatenano le diverse funzioni della Banca.

Il primo corpo, che presenta una scalettatura del volume in senso trasversale mostrando cinque piani verso valle e due a monte, accoglie nei tre piani superiori gli uffici direzionali e nei livelli inferiori le centrali. Verso via della Stufa Secca questo edificio è completato da un volume a un piano con pianta a "U" contenente un corridoio coperto che delimita un cortile interno sistemato a verde.

Il secondo corpo, che contiene le casse e le funzioni primarie, è il più complesso morfologicamente. Esso si innesta al precedente creando un nodo nel quale si apre, in posizione arretrata rispetto all'allineamento stradale degli altri due fabbricati, l'ingresso pedonale dei dipendenti. Il suo prospetto verso il piazzale risulta fortemente caratterizzato dalla presenza nell'angolo nord di uno sperone triangolare che rimanda alla solidità delle antiche fortezze medioevali. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Nava».

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  1. anni 1990Costruzione

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Domande frequenti

Dove si trova Palazzo Nava?

Palazzo Nava si trova nel comune di Siena, in provincia di Siena (Toscana). Coordinate: 43.32290, 11.32951.

A quando risale Palazzo Nava?

La datazione indicata da Wikidata è: anni 1990.

Cosa vedere vicino a Palazzo Nava?

Nei dintorni si trovano: Palazzo Turamini (a 100 m), Stanze della Memoria (a 100 m), Palazzo Francesconi-Mocenni (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 2 foto
  1. SienaPalazzoNava3 — LigaDue, CC BY-SA 4.0
  2. SienaPalazzoNava1 — LigaDue, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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