Palazzo Ducale
Foto originale1 di 2 foto

Foto: Davide Papalini, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Villa / Palazzo storico, XVII secolo

Palazzo Ducale

Reggia ducale di Colorno, Italia

Colorno (PR), Emilia-Romagna

Indicazioni

In breve

Epoca
Età moderna, XVII secolo
Stile
Architettura barocca
Architetti
Ferdinando Galli da Bibbiena, Ennemond Alexandre Petitot
Committente
Barbara Sanseverino
Committente
Filippo I di Parma
Committente
Ranuccio II Farnese
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
44°55′49″ N, 10°22′34″ E
Indirizzo
Piazza Garibaldi 26, 43052 Colorno

Storia e descrizione

Il palazzo ducale di Colorno, noto anche come reggia di Colorno, fu costruito agli inizi del XVIII secolo dal duca Francesco Farnese sui resti della rocca di Colorno.

Storia

Il primo edificio importante eretto a Colorno fu la rocca militare eretta nel 1337 da Azzo da Correggio con lo scopo di difendere l'Oltrepò.

Nel 1402, morto Giberto da Correggio senza discendenza diretta, il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti, con proprio diploma datato 29 luglio, trasferì tutti i beni da questi posseduti ai fratelli Ottobuono, Giacomo e Giovanni dei Terzi di Parma, compresi gli importanti e strategici castelli di Colorno, denominato Rocham de Colurnio e di Guardasone, ovvero Castrum Guardaxoni, feudi posti a sentinella, a levante e ponente, di Parma. Dopo la morte di Gian Galeazzo, avvenuta poche settimane appresso, tutte le concessioni furono riconfermate ai Terzi dalla Reggente, la duchessa madre Caterina, tutrice del figlio quattordicenne Giovanni Maria Visconti, mediante un ulteriore atto, erogato il 18 novembre 1402.

Nel giugno 1409, con l’occupazione delle terre parmigiane da parte di Niccolò III d'Este, conseguenza dell’assassinio a tradimento di Ottobuono, signore di Parma e di Reggio, nell’agguato di Rubiera, Colorno divenne centro di resistenza e supporto logistico-militare per le rappresaglie delle squadre dei fratelli superstiti Giovanni e Giacomo Terzi. Il 5 luglio 1409 Gherardo da Correggio tentò di penetrare con l’aiuto dei villici nel castello, ma dovette darsi alla fuga sotto la tempesta dei razzi incendiari scagliati dai difensori dagli spalti, lasciando dietro sé le case in fiamme del borgo. In seguito a questi ripetuti assalti, i Terzi conservarono nella loro disponibilità la rocca, consegnando la cerchia esterna come base alle forze amiche della Repubblica di Venezia che riuscì in questo modo a potenziare il suo controllo sulla via fluviale del Po. …

Il palazzo rinascimentale

Dopo la fuga del Terzi, la rocca di Colorno passò alla nobile famiglia Sanseverino. Venne ristrutturata nel XVI secolo dalla bellissima Barbara, cantata da Torquato Tasso, che la trasformò in un palazzo, sede di una raffinata corte e di una prestigiosa raccolta di dipinti di Tiziano, Correggio, Mantegna e Raffaello. Dopo che la contessa Barbara fu fatta imprigionare e condannare alla decapitazione dal duca Ranuccio I, nel 1612, i Farnese, duchi di Parma, s'impadronirono del palazzo. Ranuccio II, sospinto della moglie Margherita Violante di Savoia incominciò dei lavori di ristrutturazione radicale secondo lo stile barocco, progettati e diretti dall'architetto Ferdinando Galli da Bibbiena tra il 1699 e il 1708 con l'architetto Giuliano Mozzani.

Furono realizzate diverse fontane del giardino della reggia, tra cui la Fontana dei venti, in collaborazione con l'ingegnere idraulico Giovanni Baillieul, le Fontane dell'Obelisco e della Piramide. Tra il 1712 e il 1719 venne installata anche la fontana del Trianon, ispirata all'omonima del parco di Versailles. Vi sono raffigurati i fiumi Parma e Taro che simboleggiano il duca Francesco Farnese e la moglie Dorotea Sofia di Neoburgo. Successivamente rimossa dal giardino e privata di molte delle statue che la componevano, nel 1920 venne posizionata al centro del laghetto del parco ducale di Parma. Sorte analoga subì anche la fontana di Proserpina, che fu acquistata dalla famiglia dei Rothschild, e attualmente si trova rimontata in Inghilterra nel parco di Waddesdon Manor.

Nel 1731, alla morte di Antonio Farnese, ultimo duca di Parma, per discendenza materna il ducato passò a Carlo III di Borbone che trasferì a Napoli le collezioni e gli arredi del palazzo.

La reggia

Nel 1749 il ducato passò a Filippo di Borbone, fratello di Carlo III e secondogenito di Elisabetta Farnese. Filippo affidò all'architetto Ennemond Alexandre Petitot il compito di ristrutturare il palazzo in stile rococò, con abbondanza di sete, specchi alla veneziana, arazzi, argenterie e preziosi servizi di porcellana "alla francese". Vennero usate prevalentemente maestranze francesi per far sì che gli interni del palazzo somigliassero alla reggia di Versailles in onore della moglie di Filippo, Luisa Elisabetta, figlia prediletta di Luigi XV. L'aspetto esterno del palazzo non venne modificato se non per l'aggiunta dello scalone esterno. Probabilmente è in uno dei salotti ristrutturati da Petitot che nel 1757-58 il pittore Giuseppe Baldrighi ritrasse don Filippo con la moglie e i figli (Ritratto di don Filippo di Borbone e famiglia, Parma, Galleria Nazionale).

Il palazzo passò dunque a Ferdinando di Borbone, successore di Filippo, e a sua moglie Maria Amalia d'Asburgo, che però preferiva risiedere nel casino di caccia di Sala, lontana dal marito. Ferdinando, uomo molto religioso, fece ricostruire l'oratorio di corte di San Liborio, la cui facciata era inizialmente rivolta verso il palazzo. Egli fece inoltre costruire l'attiguo convento dei Domenicani direttamente collegato al suo appartamento privato da uno stretto corridoio. Nel suo appartamento privato venne inoltre realizzata una biblioteca con più di 6000 volumi, e un osservatorio astronomico.

Alla morte di Ferdinando il Ducato di Parma venne annesso da Napoleone alla Francia.

Il 28 novembre 1807 un decreto di Napoleone lo dichiarò "Palazzo Imperiale" e furono iniziati nuovi lavori di ristrutturazione in stile neoclassico. Dopo il Congresso di Vienna, il ducato fu assegnato alla moglie di Napoleone Maria Luigia d'Austria che ne fece una delle sue residenze preferite aggiungendo un ampio giardino alla francese. Nel 1817 nella Sala Grande fu collocata la statua di Canova raffigurante Maria Luigia come Concordia. …

Le sale

Le sale sono più di 400. La maggior parte è senza mobili con pavimenti in marmo rosa e soffitti affrescati. Alle sale del piano nobile si accede tramite un grande scalone d'onore, collegato direttamente alla Galleria alla sala d'armi, ricavata da un ambiente in cui originariamente si trovava una cappella. Dalla galleria si può giungere all'interno della prima torretta affacciata verso il giardino, all'interno della quale si trova un salottino cinese. Da qui la vista può spaziare fino all'altra torre affacciata sulla piazza del paese, attraverso un cannocchiale prospettico costituito da ben 11 porte, poste tutte sulla stessa linea. Ci è possibile immaginare l'arredamento originario di queste sale, grazie a dei fotomontaggi realizzati da Glauco Lombardi creati utilizzando le foto degli arredi originali rintracciati nei vari palazzi dei Savoia.

La sala più ampia del palazzo è appunto la Sala Grande, il cui aspetto è il risultato dei lavori intrapresi dal Petitot di cui possediamo ancora i disegni originali. La sala divide la parte del palazzo destinata ai duchi da quella destinata alle duchesse, e per il fatto di occupare due piani del palazzo è un esempio di sala all'italiana. Possiamo ancora ammirarne la bellissima decorazione a stucco e il camino realizzato da Jean-Baptiste Boudard, mentre si sono persi gli specchi che ne ricoprivano in parte le pareti. Fino al 1848 vi era collocata la statua del Canova rappresentante Maria Luigia, oggi trasferita nel museo nazionale di Parma. …

Continua a leggere su Wikipedia

Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Ducale».

Linea del tempo

  1. XVII secoloCostruzione

Eventi e persone da Wikidata (CC0).

Foto

Come arrivare

ColornoTreno, la più vicina
600 m in linea d’aria
Palazzo DucalePiazza Garibaldi 26, 43052 Colorno
Aeroporto di Parma "Giuseppe Verdi"13,1 km

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

Mappa in caricamento…

Nei dintorni

Vedi sulla mappa

Altri ville e palazzi storici in Emilia-Romagna

Tutti: ville e palazzi storici in Emilia-Romagna

Cosa vedere a Colorno: 6 luoghi storici

Domande frequenti

Dove si trova Palazzo Ducale?

Palazzo Ducale si trova nel comune di Colorno, in provincia di Parma (Emilia-Romagna), all'indirizzo Piazza Garibaldi 26, 43052 Colorno. Coordinate: 44.93014, 10.37598.

A quando risale Palazzo Ducale?

La datazione indicata da Wikidata è: XVII secolo.

Cosa vedere vicino a Palazzo Ducale?

Nei dintorni si trovano: Museo dei paesaggi di terra e di fiume (a 300 m), Torre delle Acque (a 400 m), Venaria Reale (a 500 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 2 foto
  1. Colorno-palazzo ducale-reggia6 — Davide Papalini, CC BY-SA 3.0
  2. Colorno - palazzo Ducale - 2026-09-30 001 — Marcok, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

Hai visto un dato sbagliato? Correggilo su OpenStreetMap