Museo, Bisceglie (BT)

41°14′28″ N, 16°30′08″ E

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Museo

Museo civico archeologico

Museo italiano a Bisceglie

Bisceglie (BT), Puglia

Indicazioni

In breve

Tipo
Museo
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
41°14′28″ N, 16°30′08″ E
Indirizzo
Via Frisari "Ex Monastero di Santa Croce", 5 - Bisceglie

Storia e descrizione

Il Museo Civico Archeologico "F. Saverio Majellaro" di Bisceglie si trova nell’ex monastero di Santa Croce, nel centro della città. Fondato l'11 ottobre 1973, il museo raccoglie reperti di scavi effettuati nei territori attigui, in particolare nella grotta di Santa Croce e nelle Cave Mastrodonato. L’esposizione si divide in tre parti, coinvolgendo il periodo che va dalla preistoria all'età romanica. Nella raccolta assumono grande rilievo punte, raschiatoi, selci, grattatoi e bulini, risalenti al paleolitico; ceramiche incise e dipinte durante il periodo del neolitico, reperti litici in selce del musteriano e diversi esempi di fauna e malacofauna, frammenti di anfore e colli di anfore di epoca romana, ritrovati nei fondali del Salsello ecc.

Storia

Non vi sono dati precisi circa il tempo, le condizioni e i modi di rinvenimento dei reperti, ma la storia del museo è strettamente legata ai luoghi in cui essi sono stati ritrovati. In particolare, trentatré frammenti di ceramica neolitica provengono dalla Grotta Santa Croce, mentre la maggior parte di essi proviene dalla località Cave Mastrodonato e alcuni reperti litici, ossa, conchiglie ecc. dal dolmen della Chianca. Le numerose scoperte fatte sono il frutto delle ricerche di Francesco Saverio Majellaro, al quale è stata dedicata la struttura, e della compartecipazione del professore e studioso dell'epoca Luigi Cardini e del direttore del museo Luigi Carbonara.Nel 1938, per la prima volta, furono messi in esposizione i reperti preistorici nei locali della scuola Araldo di Crollalanza, ma nel 1957, alla morte di Majellaro, la raccolta venne completamente disfatta.Negli anni ’70 Luigi Carbonara riprese l’iniziativa con l’apertura del museo nei locali della biblioteca comunale, di cui era il direttore, risvegliando l'interesse verso il patrimonio culturale di Bisceglie, a cui fece seguito la ripresa degli studi sulle Grotte S. Croce. Qualche anno dopo il museo fu portato in una sede del Centro Storico della città con un nuovo e attento allestimento a cura del professor Luigi Todisco.A detta del comune di Bisceglie, “un ampio programma di interventi per la promozione culturale, messo in atto dal Comune di Bisceglie d’intesa con la Soprintendenza Archeologica della Puglia, ha consentito la catalogazione della raccolta museale, curata dal consorzio IDRIA, ex progetto Musei civici e raccolte private in Puglia”. Anche l’Università degli Studi di Siena ha contribuito agli studi presso le grotte, rinvenendo nuovi e importanti reperti.L’organizzazione definitiva dei reperti deve permettere la ricostruzione nel tempo e nello spazio della storia territoriale della città di Bisceglie, attraverso un continuo riferimento alla storia della ricerca paletnologica italiana e a nomi di archeologi e studiosi di grande importanza come Michele Gervasio e Luigi Cardini, i quali sin dal 1900, grazie alla forte sensibilità per la storia delle origini del popolamento del territorio, si interessarono della preistoria.

Descrizione

L’esposizione museale è divisa in 6 sezioni allestite con pannelli didattici che ripercorrono nel tempo gli eventi che hanno segnato la storia archeologica locale. Una sezione è dedicata alla conformazione geologica del territorio con supporti adeguati all’elencazione e illustrazione degli elementi che testimoniano la presenza umana nella preistoria. Un’altra sezione segue il periodo dell’età dei metalli con l’esposizione delle tecniche di costruzione dei dolmen di Bisceglie e alcune peculiarità legate alla vita religiosa. La sezione dedicata all’età romana spicca per la presenza di un’urna cineraria, della stessa epoca, in ottimo stato di conservazione. Il Neolitico è il periodo con maggiori testimonianze nel museo con riferimenti anche ai riti religiosi nelle grotte che facevano le comunità neolitiche, probabilmente legate al culto dell'acqua per la presenza di una stuoia in fibre vegetali vicino al luogo in cui si raccoglieva l’acqua di stillicidio dalla volta della grotta.

Opere

Frammenti di ceramica neolitica impressa, incisa, graffita, dipinta e decorata in tecniche diverse, erano esposti fino all’allestimento del nuovo museo nel 1975, nella sede della biblioteca comunale “Pompeo Sarnelli”. Tali frammenti, scoperti presso le grotte di Santa Croce e nel sito archeologico di Albarosa e portati alla luce da Luigi Cardini e Luigi Carbonara, risalgono al V millennio a.C.

Per la ceramica graffita sono 43 i frammenti in argilla esposti. Le argille sono omogenee o eterogenee con scarso utilizzo di degradanti e variano nel colore dal nero-grigiastro al giallastro, al bruno-rossastro. Le forme, più pesanti nella ceramica impressa, presentano spessori soltanto sottili e medi. Le superfici, levigate o lisciate, ospitano, tra i motivi più comuni, serie di zigzag a linea singola o disposta in serie parallele, serie di rombi affiancati, triangoli con tratteggio interno e fasce a doppia linea con tratteggio interno. Piuttosto comune, per quanto riguarda le tecniche di lavorazione, quella del graffito a scalfittura.

Per la ceramica dipinta i frammenti sono 31, realizzati con argille depurate ed omogenee tendenti al giallastro e rossastro. Gli spessori sono sottili e medi e le superfici esterne levigate o lisciate. La prevalenza di strette fasce brune e rossastre è utile per la composizione di motivi triangolari a tratteggio interno e triangoli inscritti con base sull’orlo che a volte, affiancandosi, creano un unico schema compositivo. Oltre ai frammenti vi sono resti vascolari in ceramica come fondi, anse, orli e bugne. …

Attività didattica

Il museo dirige anche l’attività didattica delle scuole. Dal 2001 si svolgono visite guidate organizzate sulla base dei programmi “curricolari” e, tra le tematiche trattate emergono la lavorazione della ceramica, delle selci e le tecniche utilizzate nella costruzione dei dolmen.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Museo civico archeologico».

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  1. 1973Apertura

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Come arrivare

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Museo civico archeologicoVia Frisari "Ex Monastero di Santa Croce", 5 - Bisceglie
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Domande frequenti

Dove si trova Museo civico archeologico?

Museo civico archeologico si trova nel comune di Bisceglie, in provincia di Barletta-Andria-Trani (Puglia), all'indirizzo Via Frisari "Ex Monastero di Santa Croce", 5 - Bisceglie. Coordinate: 41.24112, 16.50230.

Cosa vedere vicino a Museo civico archeologico?

Nei dintorni si trovano: Palazzo Tupputi (a 100 m), Teatro Garibaldi (a 100 m), Museo diocesano (Bisceglie) (a 100 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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