Monastero di San Mattia
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Foto: Antonio Visentini, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Abbazia / Monastero, 1243

Monastero di San Mattia

Edificio parzialmente distrutto di Murano

Venezia (VE), Veneto

  • Nel Venezia e la sua laguna, patrimonio UNESCO
Indicazioni

In breve

Epoca
Medioevo, 1243
Coordinate
45°27′38″ N, 12°21′20″ E

Storia e descrizione

Il monastero di San Mattia era un antico complesso camaldolese situato in un'isola a nord di Murano, soppresso nel 1810 venne parzialmente demolito.

Storia

Secondo la tradizione il primo insediamento nell'isolotto, allora ben staccato da Murano da ampi canali, sussisteva già nel 1155 ad opera di un gruppo di religiose. Attorno al 1220 il complesso ebbe la funzione di ospizio e nel 1229 venne fondata una piccola chiesa intitolata all'apostolo Mattia.

Il 14 ottobre 1243 si insediarono Giovanni e Gerardo, due eremiti camaldolesi. Presto il monastero assunse un notevole importanza tanto da essere posto sotto la protezione papale da Innocenzo IV nel 1249 ed essere insignito di alcune indulgenze da Alessandro IV che ne raccomandò anche espressamente la protezione al doge di Venezia nel 1260.Nel 1324 il ricco veneziano Marco de Rena consegnò al monastero di San Mattia un piccolo oratorio e un ospedale per i poveri da lui fondato all'inizio del secolo in un'isola adiacente a quella di San Mattia e intitolati alla Santissima Trinità che i frati tennero fino alla soppressione.. Nel 1338 il monastero di San Mattia venne scelto dal capitolo generale dell'ordine, assieme ad altri sett, per costituirvi una facoltà di grammatica, filosofia e teologia.

Tra il 1322 e il 1344 i monaci di San Mattia fondarono altri conventi sotto la giurisdizione del cenobio muranese (Chioggia, Faenza, Bagnocavallo, Pesaro, Monte Rua, Giudecca), giurisdizione confermata nel 1370 da Urbano V. Grazie alla cura dimostrata dal monastero di San Mattia nella gestione dei propri conventi lo stesso pontefice, già nel 1363, aveva incaricato il priore Lorenzo di riformare i conventi nel dogado che stavano «o per la mancanza, o per la mala direzione de' loro Superiori andavano cosi nel materiale degli edificij che nello spirituale della regolar disciplina decadendo a manifesta rovina».

Il 30 dicembre 1383 il doge Antonio Venier concede di costruire lungo la riva d'ingresso del monastero una solida fondamenta allo scopo di facilitare alle imbarcazioni di accostarsi all'isola e dar modo di accedere con più sicurezza alle persone devote che si portavano a San Mattia per intrattenimenti spirituali o per confessarsi presso gli eremiti.

La chiese restaurata una prima volta fu riconsacrata il 18 agosto 1387 da Gilberto Zorzi vescovo di Parenzo. …

Descrizione

La facciata della chiesa appariva tripartita dalle paraste montate su alti basamenti e culminata da un grande timpano triangolare, era aperta da un ampio portale, due finestre laterali e un rosone centrale. Era affiancata a destra da un alto campanile e su ambedue i lati, in un unico fronte, dalle due ali del convento.

Dell'ampio interno si ricorda soltanto la pala di Antonio Foler rappresentante «S. Mattia e altri Apostoli, e in aria lo Spirito Santo». L'altar maggiore e i raffinati stalli marmorei sono giunti fino a noi, ricollocati almeno in parte nella chiesa dell'Abbazia della Misericordia di Venezia, grazie il rettore di quest'ultima che li acquistò nel 1835 dopo che per trent'anni erano stati abbandonati e lasciati esposti alle intemperie.

Sul luogo sopravvive soltanto quella che era probabilmente la cappella absidale di destra. È ancora apprezzabile la struttura frontale cinquecentesca dove nell'originario fornice è stato costruito un muro ed una porta. Probabilmente era stata riservata per contenere le spoglie del beato Daniele d’Ungrispach che sono state portate nella Basilica dei Santi Maria e Donato; oggi vi riposa la benefattrice Benedetta Dal Mistro.

Le due ali del convento affiancavano a destra e sinistra il corpo della chiesa. Dell'ala sinistra rimane, ancora scandito dal suo colonnato trecentesco trabeato ma parzialmente murato, un lato del chiostro. È piuttosto arretrato rispetto alla cappella absidale superstite tanto da farne immaginarne una grande estensione originaria.

Boschini ci tramanda che il convento era ornato nel refettorio da due quadri, «Christo vien tentato dal demonio, perché converta le pietre in pane, con San Giovanni Battista & alcuni Beati della Religione [Camaldolese]» oltre a due «cantonali di chiaro oscuro», tutti opera di Giovanni Battista Lorenzetti.

La biblioteca, famosissima per i suoi 12.000 volumi scelti, era arredata, come d'uso, da elaborate librerie lignee disegnate da padre Vecellio. Del mobilio non abbiamo più notizie, i libri superstiti dalla prima depredazione incamerati dal demanio francese furono dispersi ponendoli al pubblico incanto. Solo alcune opere del primo sequestro tornarono alla Biblioteca Marciana mentre altri manoscritti sono giunti al Seminario patriarcale o al Museo Correr.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Monastero di San Mattia».

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Domande frequenti

Dove si trova Monastero di San Mattia?

Monastero di San Mattia si trova nel comune di Venezia, in provincia di Venezia (Veneto). Coordinate: 45.46050, 12.35543.

A quando risale Monastero di San Mattia?

La datazione indicata da Wikidata è: 1243.

Cosa vedere vicino a Monastero di San Mattia?

Nei dintorni si trovano: Chiesa di San Maffio (a 400 m), Museo del vetro di Murano (a 400 m), Palazzo Trevisan (a 500 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 4 foto
  1. Mattia Murano Visentini — Antonio Visentini, CC BY-SA 4.0
  2. Mattia Murano Giacomo Guardi MET — Giacomo Guardi, Public domain
  3. ÉgliseCouventSanMattaMuranoVeniseGiaccomoGuardi — Giacomo Guardi, CC BY-SA 3.0
  4. ÉgliseCouventSanMattaMuranoVeniseGiaccomoGuardizoom — Giacomo Guardi, CC BY-SA 3.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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