Loggia e Odeo Cornaro
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Foto: Sediacromata, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Teatro storico

Loggia e Odeo Cornaro

Teatro di Padova

Padova (PD), Veneto

Indicazioni

In breve

Architetto
Giovanni Maria Falconetto
Superficie
570 m²
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
45°24′08″ N, 11°52′56″ E
Indirizzo
Via Melchiorre Cesarotti 37, 35123 Padova

Storia e descrizione

La Loggia e l'Odeo Cornaro erano parte di un più ampio complesso di edifici e giardini fatto costruire da Alvise Cornaro nella prima metà del XVI secolo, nel vasto parco della sua residenza di via del Bersaglio (oggi via Melchiorre Cesarotti) a Padova, a pochi passi dalla Basilica di Sant'Antonio.

Del progetto originario rimane un cortile rettangolare di circa 32 per 18 metri: la Loggia ne occupa l'intero lato corto e l'Odeo si affaccia al centro del lato lungo. In corrispondenza dell'attuale ingresso sorgeva un tempo l'abitazione padronale, poi distrutta e sostituita nel XIX secolo da un altro edificio. Nel seicento, durante e dopo gli studi universitari, abitò in questa casa Elena Lucrezia Corner di cui Alvise Corner era il trisnonno.

Il Cornaro volle la Loggia per realizzare la propria idea di teatro umanistico, inteso sia come spazio fisico e architettonico ispirato a modelli classici greco-romani, sia come rappresentazione di pièces letterarie antiche e moderne. La Loggia, progettata dall'architetto e pittore Giovanni Maria Falconetto nel 1524, assolveva alla funzione di frons scenae del teatro.

Contesto

La personalità complessa e poliedrica di Alvise Cornaro si riflette nella Loggia e nell'Odeo. Rispettato signore, scrittore, agricoltore, bonificatore, priore del Collegio Pratense ma soprattutto mecenate, contribuì a elevare la cultura e l'economia della Padova cinquecentesca. Durante il XVI secolo, infatti, la sua abitazione, ereditata dallo zio Alvise Angelieri, divenne un ambiente stimolante e poliedrico, vero e proprio centro di vita e di radiazione culturale. Lì, familiari, amici e artisti sconosciuti avevano la possibilità di scambiarsi opinioni e vedute, e cogliere le opportunità loro offerte.

Per il desiderio di influenzare in modo subliminale la società del tempo, l'ambiente era paragonabile a un circolo massonico.

Sebbene di modeste origini, le innate doti imprenditoriali di cui era fornito permisero al Cornaro di accumulare un certo patrimonio, che destinò in parte a educare e sostenere giovani talenti.

Tra gli ospiti abituali della corte del Cornaro si ricordano almeno i seguenti: Giovanni Maria Falconetto, artista, amico e coinquilino del padrone di casa; Giangiorgio Trissino, giovane letterato che coinvolse nel “circolo” anche il suo protetto Andrea Di Pietro della Gondola, poi conosciuto come Andrea Palladio; il già nominato Ruzante; Tiziano Aspetti, scultore autore di alcuni dei bronzi presenti nella Basilica di S. Antonio.

Alvise Cornaro si dilettava di tutte le arti nobili, ma è l'architettura, per la quale nutriva una predilezione speciale, a impegnarlo maggiormente, tanto nella pratica progettuale quanto nella speculazione teorica. La sua attività di architetto e la grande maestria dimostrata nella costruzione del complesso patavino, infatti, sono documentate da alcuni dei più grandi esperti contemporanei, come il Vasari (1568), il Palladio (1570) e il Serlio (1575), che definisce il mecenate come un «dilettante di architettura». …

Ispirazione

La scelta complessiva del programma architettonico e delle decorazioni interne ed esterne della struttura è opera dello stesso Cornaro, ed è il frutto sia delle sue letture umanistiche, sia della sua esperienza come spettatore delle opere d'arte romane. Alvise Cornaro si è formato sui testi di Plinio e degli architetti Marco Vitruvio Pollione e Leon Battista Alberti, di cui si dilettava a riprodurre opere sotto la supervisione del pittore e architetto veronese Giovanni Maria Falconetto.

In un soggiorno, in sua compagnia, a Roma dal cardinale Pietro Bembo, Cornaro ebbe l’occasione di ammirare le sculture e gli edifici di gusto classico.

Tornato a Padova, ispiratosi non solo alle piante, proporzioni e alle forme degli edifici antichi di Roma, ma anche e soprattutto agli hornamenti di questi, decise di riprodurre alcuni dettagli classici tra i quali le statue di divinità greco-romane, l’arco di trionfo romano, il fregio della trabeazione realizzato con un alternarsi di metope e triglifi e delle rosette poste nell’intradosso degli archi.

La stessa volta a padiglione, che sovrasta la stanza centrale a pianta ottagonale dell'Odeo, presenta delle decorazioni grottesche di evidente ispirazione classica (affreschi che si sono diffusi a Roma e a Mantova proprio nel 1500 in seguito alla scoperta della Domus Aurea di Nerone), ma anche ispirate ai cicli di affreschi delle stanze vaticane di Raffaello.

Nell'opera e nell'attività del Cornaro appare una molteplice conoscenza degli autori antichi, una conoscenza diretta di monumenti dell'antichità e soprattutto la convinzione di poter far rivivere l'antichità in modo utile per il proprio tempo e per la propria vita.

Questa cultura archeologica di Alvise Cornaro, si concretizza soprattutto dopo l'incontro con Giovanni Maria Falconetto, che sino ad allora si era distinto solo come pittore le cui opere testimoniavano una notevole conoscenza dell'antichità.

Negli elementi architettonici della costruzione e della delimitazione laterale della Loggia sono chiaramente riconoscibili le prime esperienze architettoniche veronesi, mentre è evidente il collegamento con il modello del teatro romano, a cui sono ispirate le forme dei capitelli e le decorazioni. …

Loggia

La Loggia Cornaro è un edificio a pianta rettangolare sviluppato su due piani, eretti a dieci anni di distanza l’uno dall’altro a partire dal 1524.

Il limite tra i due piani è facilmente individuabile a occhio nudo per la presenza di una trabeazione e di un'evidente differenza cromatica dovuta al diverso materiale adoperato per la costruzione. La sezione inferiore dell’edificio, più antica, è in pietra di Nanto, molto apprezzata per colore e facilità di lavorazione.

A causa delle sue caratteristiche gelive e della conseguente deteriorabilità, tuttavia, l'ampia diffusione di cui godette nel corso del Quattrocento subì una battuta d'arresto nel secolo successivo in favore di materiali più resistenti, come quello impiegato per il piano superiore.

La facciata è scandita da cinque archi a tutto sesto con pilastri compositi caratterizzati da semicolonne tuscaniche, sulle quali poggia una trabeazione con fregio dorico a metope e triglifi.

In corrispondenza dell’arco centrale ornato con vittorie alate, chiaro riferimento a un arco di trionfo romano, l’architrave sporge verso l’esterno dell’edificio.

Nella chiave di tutti e cinque gli archi è presente un mascherone ispirato al teatro classico.

Il Falconetto appone anche in questo caso la propria “firma”: appena sotto l’architrave, infatti, si vede una frase in latino, resa indecifrabile dal deterioramento del materiale.

Al portico inferiore, rialzato rispetto al terreno, si accede mediante tre gradini circolari che formano un emiciclo convesso.

Sui lati corti dell’edificio si trovano due porte (quella di sinistra è murata) con cimasa a timpano triangolare; sul lato lungo, in corrispondenza delle cinque arcate della facciata, ci sono altrettanti elementi architettonici: quattro finestre centinate e una porta centrale con cimasa a timpano triangolare.

Il soffitto del piano terreno è caratterizzato da un'unica volta a schifo (o a specchio) ospitante tre lacunari affrescati e circondati da una serie di stucchi e pitture a tema mitologico entro cornici geometriche. …

Odeo

L’Odeo è la sezione del complesso dedicata alla musica: al suo interno, infatti, il Cornaro e i suoi amici si riunivano per ascoltare esibizioni strumentali e vocali, favoriti dall'acustica perfetta degli ambienti.

Si ritiene che il suo impianto architettonico sia frutto della stretta collaborazione tra il padrone di casa e il Falconetto.

La struttura consiste in una pianta a base rettangolare, che però «insiste su un ottangulo centrale».

La facciata esterna è divisa in due ordini. L’ordine inferiore presenta una scansione di paraste doriche, due finestre cieche timpanate dove sono inseriti due rilievi, un’arcata d’ingresso con due Vittorie nei pennacchi e una trabeazione leggera con pochi triglifi. Al centro è presente una nicchia, il cui andamento viene ripreso dai gradini della scala d’ingresso, probabilmente ispirata al nicchione del Belvedere a Roma. Le due Vittorie sono state rappresentate con una precisa cura ai dettagli, la quale caratterizza anche la testa femminile, situata nella chiave dell’arco d’ingresso, dandole espressività teatrale.

Le due edicole ai lati dell’ingresso ospitano due figure: a sinistra una figura maschile alata con una saetta in mano, delle fiamme che fuoriescono dalla sua testa, un serpente che gli avvolge il corpo e tre teste di animali sul suo petto; a destra una figura femminile, anch’essa avvolta da un serpente, intenta a calpestare tre teste, una di uomo, una di cavallo e una di cane. La rappresentazione di queste tre teste unite riprende un’iconografia contenuta negli Hieroglyphica di Pierio Valeriano, il cui libro XLIX venne dedicato proprio ad Alvise Cornaro. Il significato e l’interpretazione di tali sculture è ancora criptica, ma l’ipotesi più plausibile per ora associa al rilievo a sinistra il simbolo del Sole e alla figura a destra il simbolo della Luna. In particolare, per la prima delle due sculture è molto probabile che sia stato preso come modello il rilievo marmoreo del dio orfico Phanes, presente a Modena, il quale denota delle caratteristiche formali molto simili a quelle riscontrabili nella figura posta sulla facciata dell’Odeo. …

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Loggia e Odeo Cornaro».

Persone

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Loggia e Odeo CornaroVia Melchiorre Cesarotti 37, 35123 Padova
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Domande frequenti

Dove si trova Loggia e Odeo Cornaro?

Loggia e Odeo Cornaro si trova nel comune di Padova, in provincia di Padova (Veneto), all'indirizzo Via Melchiorre Cesarotti 37, 35123 Padova. Coordinate: 45.40233, 11.88234.

Cosa vedere vicino a Loggia e Odeo Cornaro?

Nei dintorni si trovano: Ponte Corvo (a 100 m), Basilica di Sant'Antonio di Padova (a 200 m), Scuola del Santo (a 200 m).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 6 foto
  1. Loggia e Odeo Cornaro — Sediacromata, CC BY-SA 4.0
  2. Padova - loggia e Odeo Cornaro - 202209102018 — Tella82, CC BY-SA 4.0
  3. Fanes Loggia Cornaro — Bia123gio, CC BY-SA 4.0
  4. Loggia Cornaro — Andreat1994, CC BY-SA 4.0
  5. Casa di Alvise cornaro — Bia123gio, CC BY-SA 4.0
  6. Paolo Monti - Servizio fotografico (Padova, 1967) - BEIC 6355887 — Paolo Monti, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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