Castello della Motta
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Foto: Fabio Piuzzi, CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Castello

Castello della Motta

Castello nel comune italiano di Povoletto (UD)

Povoletto (UD), Friuli-Venezia Giulia

Indicazioni

In breve

Tipo
Castello
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
46°10′43″ N, 13°15′43″ E

Storia e descrizione

Il Castello della Motta è un complesso fortificato che sorge nel comune di Povoletto (Provincia di Udine), nella frazione di Savorgnano del Torre. I consistenti ruderi sono visibili sulla cima dell’estremità di un crinale alla confluenza del torrente Torre e del torrente Cornappo. Il castello è appartenuto per molte generazioni ai nobili di Savorgnano (o Savorgnan).

Storia

Non molte ma significative le notizie d’archivio che riguardano il castello e i suoi signori. La prima descrizione data all’anno 922 (25 marzo) ed è contenuta in un diploma dell’imperatore Berengario I che autorizza Pietro, presbitero della Chiesa di Aquileia, a rinforzare il castello con “merulis et propugnaculis, bertistis atque fossatis”: con merli, apparati fortificatori lignei, bertesche e fossati.

Non si sa chi fosse il citato “presbitero Pietro”, tuttavia in documenti di investitura della metà del XIII secolo la fortificazione è già proprietà di nobili della famiglia dei Savorgnan.

I più recenti studi storici ritengono che il colle fortificato della Motta venne concesso dai patriarchi aquileiesi a più famiglie, non imparentate tra loro, che assumevano il nome del luogo di cui erano state investite.

Sostanzialmente la storia dei signori della Motta, se si esclude il periodo altomedievale e la giurisdizione di “Pietro” del X secolo, si può dividere in due parti: la prima, anteriore agli ultimi decenni del XIII secolo, vede un gruppo di nobili con capostipite (accertato) Rodolfo di Savorgnano; la seconda, posteriore, contraddistinta dal dominio dei discendenti di Federico di Colmalisio.

I figli di quest’ultimo, nel corso del XIII secolo, daranno origine a differenti rami: Pietro al ramo di Cergneu, Leonardo al quello della Bandiera e Costantino a quello dello Scaglione. Il ramo della Bandiera si estingue nel 1713, mentre quello dello Scaglione, dopo il 1413 e l’abbandono della Motta, si suddivide ulteriormente in Torre di Zuino e Monte di Osoppo.

La prima fonte sicura bassomedievale ricorda un Rodolfo di Savorgnano (detto Ciprioner), feudatario libero, il quale nel 1219 si è ribellato al patriarca Bertoldo di Andechs. Quest’ultimo, dopo alterne vicende, è ritornato in possesso del castello e del feudo trasformandolo tuttavia in “ministeriale”, sottoponendolo cioè al suo diretto controllo; infatti, il luogo era considerato strategico per la gestione delle acque del torrente Torre che alimentavano le rogge di Udine.

I figli di Rodolfo, Rodolfo II e Corrado, sono stati infeudati del luogo dal patriarca in qualità di “ministeriali”. Nella loro investitura del 1257 sono citate due torri del castello, una detta superiore e una situata verso il castello di Attimis. …

Ricerche archeologiche

Nella sua forma attuale, il luogo si presenta con strutture parzialmente messe in luce con le ricerche archeologiche eseguite (non continuativamente) dal 1997 al 2014. Le tredici campagne di scavo, che hanno interessato esclusivamente la zona sommitale, si sono concentrate soprattutto nei pressi del mastio poligonale. Le ricerche sono state condotte da un team nato dalla collaborazione fra Università degli Studi di Udine e Amministrazione comunale di Povoletto e col contributo di gruppi di studio e associazioni culturali. I risultati e la loro elaborazione hanno permesso di definire una prima significativa sequenza di fasi, a loro volta raggruppate in cinque periodi, dall’epoca altomedievale all’abbandono definitivo.

La ricerca archeologica ha stabilito che almeno dall’altomedioevo sul promontorio della Motta era presente una fortificazione: lo testimoniano soprattutto i resti di un mastio (o maschio) quadrangolare, una casa-torre, posizionati al di sotto di quello attualmente visibile, di forma planimetrica poligonale.

Le caratteristiche residenziali di questo primo mastio si deducono dalle dimensioni planimetriche (i lati esterni misurano circa 8.00 m, lo spessore sulla rasatura muraria si aggira intorno al metro; il vano interno ha una superficie di quasi 40 mq) e dalla presenza di reperti appartenenti alla sua fase di vita, legati ad attività domestiche. Inoltre la sua ubicazione, nel punto eminente del colle (dove sarà riproposto il mastio di epoche successive), induce a considerarlo come costruzione importante e strategica, per altro in pietra (nella concessione di Berengario si citano apprestamenti lignei – propugnaculis –, quindi in materiale “meno significativo”).

Non è dato sapere, tuttavia, come era configurato il castrum di epoca altomedievale nella sua totalità. Non si sa neppure come l’insediamento era organizzato al suo interno e se era fruito unicamente da militari, oppure se vi trovava rifugio anche la popolazione civile: la presenza di un mastio, ampio e comodo, lascia comunque intendere la residenza di un dominus (ben prima di quel “Petro” citato nella concessione del X secolo). …

Descrizione

Le strutture murarie del castello si estendono su una superficie di circa 6.000 m²: un’area lunga 115 metri e larga dai 40 ai 60 metri.

Il rilievo compreso entro la cinta muraria più esterna (oggi parzialmente visibile) è morfologicamente distinguibile in tre zone:

sommitale, differenziata in due aree interessate da edificazione a carattere “signorile” e nelle quali si è concentrata la maggior parte delle indagini archeologiche (a nord-est si distinguono bene la torre mastio poligonale, con suddivisioni e preesistenze interne, e muri perimetrali di edifici residenziali; a sud sono stati individuati, ma non scavati, i resti della cappella gentilizia). Questa zona, da un certo momento in poi, è circondata da una cinta autonoma (il dongione), munita di ingresso;

seconda fascia più bassa, posta sul lato orientale della sommità, con tracce di edificazioni affioranti dall’humus;

terza ampia fascia inferiore, a tratti pianeggiante, a ridosso della seconda, dove si ritiene fosse ubicato il borgo citato in alcuni documenti trecenteschi. Anche questa zona è circondata da una cinta autonoma.

A nord-est la difesa era garantita da un fossato artificiale che isolava l’insediamento dal resto del crinale su cui era stato ricavato il sentiero originario di accesso. Attualmente, gli scavi sono sospesi e il luogo è abbandonato e ricoperto da vegetazione boschiva.

La considerevole mole di dati e di reperti acquisiti con le campagne di scavo eseguite nel castello sono dal 2011 esposte nel museo comunale di Villa Pitotti di Povoletto: l’Antiquarium della Motta e Mostra del Fossile.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castello della Motta».

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Domande frequenti

Dove si trova Castello della Motta?

Castello della Motta si trova nel comune di Povoletto, in provincia di Udine (Friuli-Venezia Giulia). Coordinate: 46.17869, 13.26193.

Cosa vedere vicino a Castello della Motta?

Nei dintorni si trovano: Castello Inferiore (a 4,3 km), Castello di Partistagno (a 4,7 km), Castello di Cergneu (a 4,8 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 9 foto
  1. 1. Panoramica — Fabio Piuzzi, CC BY-SA 4.0
  2. Segnaletica Castello della Motta — Francezeta, CC BY-SA 4.0
  3. Accesso al sito dal greto del Rio Motta — Francezeta, CC BY-SA 4.0
  4. 3-Edificio Fase C1a — Fabio Piuzzi, CC BY-SA 4.0
  5. 4. Immagine di scavo — Fabio Piuzzi, CC BY-SA 4.0
  6. Accesso al sito dal lato sul fiume Torre — Francezeta, CC BY-SA 4.0
  7. Fase C.1.a — Fabio Piuzzi, CC BY-SA 4.0
  8. Panoramica con rampa e mastio — Fabio Piuzzi, CC BY-SA 4.0
  9. Zona mastio Periodo C2 — Fabio Piuzzi, CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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