Foto: Milarix, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Sito archeologico
Carsulae
Antica città dell'Umbria e sito archeologico nel comune italiano di Terni
In breve
- Tipo
- Sito archeologico
- Altitudine
- 450 m s.l.m.
- Coordinate
- 42°38′23″ N, 12°33′26″ E
- Indirizzo
- Strada di Carsoli 8 - San Gemini
Storia e descrizione
Carsulae era un'antica città di epoca romana posta in Umbria lungo il ramo occidentale della via Flaminia, tra Narnia (oggi Narni) e Mevania (oggi Bevagna). Si trova nel comune di Terni, a poca distanza da San Gemini.
Abbandonata a partire dal V o VI secolo, è stata in parte scavata e restaurata da Umberto Ciotti tra 1951 e 1972; sono attualmente in corso nuove indagini archeologiche soprattutto nella zona del Foro.
Storia
I primi insediamenti umbri, silvo-pastorali ed agricoli, sono attestati nelle vicinanze fin dall'età protostorica, soprattutto in altura, anche se nell'area della vera e propria Carsulae non vi sono tracce archeologiche precedenti all'apertura della via Flaminia.
Non c'è una data certa riguardo al primo insediamento: la Via Flaminia, tracciata dal censore Gaio Flaminio Nepote a partire dal 221-220 a.C., giocò un ruolo fondamentale nella nascita e nello sviluppo del centro. La via Flaminia attraversa il territorio umbro dividendosi presso Narni in due rami, che poi si riunivano a Foligno: quello orientale passava per Terni e Spoleto, mentre quello occidentale attraversava proprio Carsulae da sud a nord, costituendone quindi il cardo maximus, ancora oggi ben visibile. Presto la strada divenne una via di passaggio non solo per gli eserciti, ma anche per le merci e le persone; le genti che abitavano sulle alture circostanti, alla ricerca di migliori opportunità, vennero attirate dalla presenza della strada e Carsulae cominciò a crescere.
Probabilmente i basoli ora visibili sono risultato di una serie di rifacimenti, anche tardi. L'unica possibile traccia della prima fase si trova nel settore sud, vicino alle terme: si tratta di una serie di muri costruiti in blocchi irregolari murati a secco, forse parte di una struttura che doveva sostenere la strada e permetterle di superare un dislivello o un piccolo corso d’acqua.
La strutturazione come vera e propria città si ebbe in età augustea, quando fu rifatta ed ampliata la piazza del foro, dotandola di una serie di edifici pubblici e templari; venne inoltre costruito il teatro e poco più tardi l'anfiteatro nel settore orientale, la Basilica e la grande porta d'ingresso verso nord, detta arco di san Damiano. Anche le tombe monumentali della necropoli nord, le uniche scavate e restaurate, sembrano datarsi allo stesso periodo. …
Scavi
Alla famiglia Cesi si devono le prime esplorazioni: Federico Cesi, grande appassionato di antichità, fa prendere da Carsulae, possedimento di famiglia, alcuni oggetti destinati ad abbellire la sua dimora di Acquasparta, probabilmente senza fare uno scavo vero e proprio, ma prelevando soltanto oggetti già affioranti. Grazie a questa operazione sono giunte a noi alcune iscrizioni, attualmente conservate a Palazzo Cesi di Acquasparta.
Una vera e propria campagna di scavo fu intrapresa da papa Pio VI nel 1783, ma si interruppe presto per la scarsità dei ritrovamenti (tra cui spicca soltanto un mosaico a tessere bianche e rosse probabilmente proveniente dalle terme), soprattutto in paragone con quanto contemporaneamente si stava trovando ad Otricoli.
L’erudito narnese Giovanni Eroli ci informa della seconda campagna di scavi, nel 1851, ad opera dell’arcivescovo di Spoleto, incoraggiato dal ritrovamento in zona di un busto identificato con Mecenate, ma anche in questo caso gli scarsi risultati dovettero smorzare gli entusiasmi.
Si susseguono fino al primo decennio del XX secolo altri ritrovamenti sporadici (soprattutto sarcofagi, iscrizioni, tombe alla cappuccina e urne), che tuttavia suscitarono l’interesse fra gli studiosi e fecero maturare i tempi per la programmazione di indagini sistematiche, che dovranno attendere il secondo dopoguerra.
È il 1950 l’anno della svolta: si comincia con l’esproprio di 22 ettari di terreno, gli stessi oggi racchiusi dalla recinzione; e il 4 giugno 1951 Umberto Ciotti, allora funzionario della Soprintendenza per l’Etruria Meridionale distaccato presso la sede di Spoleto (diresse poi la Soprintendenza umbra dalla sua nascita nel 1964), inaugura il primo dei diciotto cantieri che si protrarranno fino al 1972, riportando in luce quanto oggi è visibile di Carsulae.
I lavori si concentrarono dapprima nella riscoperta dei principali edifici, e in un secondo momento si dedicarono alla sistemazione e al restauro di quanto scoperto, operazioni ancor più complesse, con esiti talvolta discutibili e discussi, ma indispensabili per garantire la conservazione e la tradizione dei monumenti. …
Struttura della città
Via Flaminia: attraversa la città di Carsulae da sud a nord, costituendone il cardo maximus, lungo il quale si dispongono quasi tutti gli edifici portati alla luce. Il tratto urbano della strada conserva la pavimentazione originaria in basoli ed era dotato di marciapiedi e di un sistema fognario per il deflusso delle acque.
Terme: si conserva una serie di ambienti, dei quali il più grande è absidato, con praefurnia e pavimenti a suspensurae.
Chiesa dei Santi Cosma e Damiano: costruita probabilmente nel VI secolo sui resti di un edificio romano, ancora visibili sul lato sud. La chiesa iniziale era un'aula rettangolare, forse ripartita a tre navate, a cui poi fu aggiunto un abside e un portico utilizzando materiali di reimpiego.
Basilica: l'aula interna, rettangolare, ha una navata centrale e due navate laterali separate da due file di colonne. L'abside in fondo ospitava la cattedra di un magistrato, usata per arbitrare o giudicare le controversie e amministrare la giustizia.
Foro: la principale piazza della città, ampliata e regolarizzata in età augustea realizzando una piattaforma sorretta da una struttura voltata, su cui sono stati costruiti due templi gemelli.
Arco di San Damiano: l'arco segnava l'ingresso settentrionale in città della via Flaminia, ed era probabilmente a tre fornici, di cui si conserva solo quello centrale. Venne costruito in opera quadrata di blocchi in calcare, che dovevano essere ricoperti da un rivestimento in marmo, del quale resta traccia in fori per grappe di fissaggio e nella mancata rifinitura delle superfici. …
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Carsulae».
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Come arrivare
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Domande frequenti
Dove si trova Carsulae?
Carsulae si trova nel comune di Terni, in provincia di Terni (Umbria), all'indirizzo Strada di Carsoli 8 - San Gemini. Coordinate: 42.63978, 12.55714.
Quanto costa l'ingresso a Carsulae?
L'ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate sono sul sito ufficiale.
Cosa vedere vicino a Carsulae?
Nei dintorni si trovano: Area archeologica di Carsulae (a 200 m), Centro visita e documentazione dell'area archeologica di Carsulae (a 300 m), San Gemini (a 3,1 km).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- Carsulae — Milarix, CC BY-SA 3.0
- 2018 excavations in the Forum, Carsulae, Italy (41924039510) — Carole Raddato from FRANKFURT, Germany, CC BY-SA 2.0
- Arco del Foro, Carsulae — Ylenia Vassere, CC BY-SA 4.0
- Arco quadrifronte del Foro,Carsulae — Ylenia Vassere, CC BY-SA 4.0
- Area archeologica Carsulae — Milarix, CC BY-SA 3.0
- Area archeologica di Carsulae - Terni (1) — Greymouser, CC BY-SA 4.0
- Area archeologica di Carsulae (2) — Greymouser, CC BY-SA 4.0
- Cardo Maximus (Carsulae) 001 — Carole Raddato from FRANKFURT, Germany, CC BY-SA 2.0
- Carsulae - Cardo Maximus — Carole Raddato, CC BY-SA 2.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze