Foto Gianni Careddu, CC BY-SA 3.0
Gallura Nord-Est Sardegna · Sardegna
Cosa vedere a Luras
A Luras l'atlante segnala 6 luoghi storici: 4 siti archeologici e 2 musei.
Per la maggior parte dei luoghi non abbiamo ancora orari verificati: controlla sempre il sito ufficiale prima di partire.
Da non perdere: Dolmen di Ladas, monumento archeologico della Sardegna.
- 6luoghi storici
- 2384abitanti
- 507 maltitudine
Il borgo
Luras è un centro della Sardegna nella provincia della Gallura Nord-Est Sardegna.
Luras è stato attestato in passato con la forma Lauras. Quella attuale, nella lingua locale, si presenta come "Lùra-a". Il suo significato è da rintracciare nella voce "Laurus", col significato di "alloro". Secondo altri studi, il toponimo Luras deriva dal latino lura, che significa otre o sacco. La denominazione sarebbe nata dalla fantasia dei locali che intravedevano nelle particolari rocce presenti forme di "otri" o "sacchi".
Luras si trova a oltre 500 metri sul livello del mare, nella regione storica della Gallura, e confina con Arzachena, Calangianus, Luogosanto, Sant'Antonio di Gallura e Tempio Pausania.
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I 6 luoghi
Siti archeologici 4
Come arrivare
In aereo: Aeroporto di Olbia-Costa Smeralda
In auto: Continuare fino a Luras.
Da Tempio Pausania: fino all'ingresso di Calangianus, una volta qui, girare a sinistra in direzione Luras per poi arrivare a destinazione dopo 2 km.
Superato Luogosanto, continuare sulla fino allo svincolo "Luras-Calangianus", quindi girare a sinistra e continuare fino a Luras.
Superato Luogosanto, continuare sulla fino allo svincolo "Luras-Calangianus", quindi girare a sinistra e continuare fino a Luras.
In nave: Dai porti di Olbia-Isola Bianca, Golfo Aranci e Santa Teresa Gallura.
In treno: Stazione ferroviaria di Luras (Situata nel territorio comunale di Calangianus). La stazione ferroviaria di Luras è attiva per i soli scopi turistici legati al Trenino Verde.
In autobus: Linea ARST 602 da Tempio Pausania e Olbia.
Linea ARST 9318 da Tempio Pausania e Arzachena.
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Da vedere secondo Wikivoyage
Palazzo Depperu (Casa Depperu). Risalente al 1908. Punto panoramico.
Architetture religiose: Chiesa parrocchiale di Nostra Signora del Rosario. La chiesa è dedicata alla Vergine del Rosario e, come si evince dalle date poste sulla sua facciata della chiesa, fu ricostruita tra il 1729 e il 1790. Documenti dell'archivio parrocchiale, i cosiddetti Quinque Libri, dimostrano, peraltro, che era già edificata al più tardi nel 1694. Una più antica chiesa parrocchiale era ubicata nel rione di San Giacomo e dedicata appunto a san Giacomo apostolo; quest'ultima, ormai semi abbandonata, minacciante rovina ed esposta alle profanazioni, fu abbattuta nel 1765 per ordine del vescovo di allora Pietro Paolo Carta. All'interno della parrocchiale è possibile ammirare tre dipinti di un certo pregio artistico: il primo raffigurante la Vergine del Rosario, dipinto manierista del XVII secolo; il secondo, la Pentecoste, dipinto di Antonio Caboni (1874), il terzo, le Anime purganti, dipinto di Giovanni Patrone del 1927. All'interno, inoltre, si conservano due pregevoli leoni in marmo, probabilmente residuati dall'antica facciata. Chiesa di Santa Croce (Prospiciente la chiesa parrocchiale).
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