Chieti · Abruzzo
Cosa vedere a Lama dei Peligni
A Lama dei Peligni l'atlante segnala 2 luoghi storici: 1 abbazia o monastero e 1 museo.
Per la maggior parte dei luoghi non abbiamo ancora orari verificati: controlla sempre il sito ufficiale prima di partire.
Da non perdere: Museo naturalistico archeologico Maurizio Locati, museo di Lama dei Peligni.
- 2luoghi storici
- 1057abitanti
- 669 maltitudine
Il borgo
Lama dei Peligni è una città dell'Abruzzo.
È noto ai naturalisti come il paese dei camosci; si trova in un'area florofaunistica di particolare interesse all'interno del Parco nazionale della Maiella.
il paese è situato tra il fiume Aventino e le falde del massiccio della Maiella. Per collegare le due sponde del fiume si sono costruiti vari ponti, che sono crollati tranne uno, che viene chiamato Ponte di ferro, costruito con i pezzi di legno che venivano usati nella costruzione delle rotaie.
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I 2 luoghi
Abbazie e monasteri 1
Musei 1
Come arrivare
In aereo: Aeroporto di Pescara (Aeroporto internazionale d'Abruzzo), Via Tiburtina Km 229,100
In auto: Autostrada A14 uscendo al casello Val di Sangro proseguendo per Casoli, Lama dei Peligni
A25 uscendo al casello di Sulmona e proseguendo per Roccaraso, Palena, Lama dei Peligni
È attraversata dalla ex strada statale 84 Frentana
In autobus: Linee di pullman gestite da ARPA - Autolinee regionali Pubbliche Abruzzesi
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Da vedere secondo Wikivoyage
Chiesa parrocchiale di San Nicola e Clemente. L'edificio originario risale al XVI secolo. Nel Settecento sono state aggiunte due finestre sulla facciata per rendere l'interno più luminoso; il portico sul lato destro è novecentesco. La facciata è rettangolare. Un timpano sovrasta il portale, mentre un rosone è ornato da alcune testine di angeli. Il portico è a sei campate con arco a tutto sesto. Il campanile è a tre livelli scanditi all'esterno da cornice marcapiano.L'interno è a tre navate. Nelle navate laterali sono presenti altari minori, con rappresentazioni di Santi. Nella navata destra compaiono, nell'ordine, una nicchia con S. Sebastiano, un primo altare moderno con un'effigie della Divina Misericordia (allestito recentemente), che ospita il fonte battesimale, quest'ultimo coperto da un cassone in legno tardo-gotico risalente all'Ottocento. Successivamente vi è un altare con la Madonna Addolorata e il Cristo morto, poi un altare con S. Antonio da Padova e infine un ultimo con la raffigurazione del Sacro Cuore di Gesù. Nella navata di sinistra compaiono, nell'ordine, un primo altare con la Madonna del Rosario, poi un altare con un quadro della Madonna delle Grazie.
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