Foto Van Loon, CC BY 3.0
Milano · Lombardia
Cosa vedere a Cinisello Balsamo
A Cinisello Balsamo l'atlante segnala 6 luoghi storici: 4 ville e palazzi storici e 2 musei.
Per la maggior parte dei luoghi non abbiamo ancora orari verificati: controlla sempre il sito ufficiale prima di partire.
Da non perdere: Museo Nazionale di Fotografia (2004), museo e spazio espositivo fotografico a Cinisello Balsamo.
- 6luoghi storici
- 74.528abitanti
- 154 maltitudine
Il borgo
Cinisello Balsamo è una città della Lombardia.
Cinisello (in origine Cinixellum) deriverebbe il proprio toponimo da Cinis Aelli, traducibile come la cenere degli Elli, in riferimento a un'ipotetica famiglia di origine romana, che qui avrebbe trovato sepoltura. Balsamo (in origine Balxamum e Balsemum) deriverebbe invece da un'antica famiglia nobiliare milanese del X secolo, che avrebbe dato a partire dall'XI secolo il toponimo Balsamo al territorio corrispondente.
Il comune sorge nell'alta pianura lombarda, a 154 m s.l.m., al margine meridionale della Brianza. Il territorio comunale è per la quasi totalità urbanizzato, ad eccezione della zona sud-ovest compresa nel Parco Nord Milano e della zona agricola a nord a ridosso della Tangenziale Nord.
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I 6 luoghi
Ville e palazzi storici 4
Musei 2
Come arrivare
In aereo: Aeroporto di Milano-Linate
Aeroporto di Milano-Malpensa
Aeroporto di Bergamo-Orio al Serio
In auto: Il territorio comunale è attraversato da due autostrade, la A4 Milano-Venezia (uno svincolo) e la A52 Tangenziale Nord di Milano (tre svincoli).
In tram: Cinisello Balsamo è attraversata da nord a sud dalla linea 31 della rete tranviaria di Milano, che termina a Bicocca M5. La linea costeggia per un tratto il Parco Nord e corre lungo viale Fulvio Testi, passando per il comune di Sesto San Giovanni ed entrando poi in Milano, fino all'altezza di via Santa Monica. La linea fu inaugurata il 7 dicembre 2008 entrando pienamente a regime il 17 gennaio 2009.
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Da vedere secondo Wikivoyage
Architetture religiose: Chiesa di Sant'Ambrogio. Sorta nel XVI secolo è la chiesa cittadina principale. La sua storia è caratterizzata da molteplici rifacimenti che si sono susseguiti sul corpo originale nel corso dei secoli (1575-1579, 1636-1644, 1724-1727, 1807, 1840). La chiesa deve tuttavia il proprio aspetto attuale ai rifacimenti condotti nel corso degli anni sessanta per volere di don Massimo Pecora, che aggiunse le due ali laterali al corpo centrale originario e ne riformò completamente gli interni, inglobando la Cappella di San Carlo e le varie cappelle minori, così da sfruttare al meglio gli spazi. Fra gli altri interventi si ricordano la realizzazione della cripta e della penitenzeria, la ricostruzione dell'altare e la creazione di un'imponente vetrata policroma alle spalle dell'abside, opera di Leonardo Spreafico. La chiesa si presenta ora in tonalità leggermente rosate, dopo l'ultimo restauro operato fra il 2008 e il 2010, che ha visto la ristrutturazione dell'edificio, della facciata, del campanile e il restauro delle campane stesse. Santuario di San Martino.
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