Foto: Iron Bishop, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
In breve
- Tipo
- Teatro storico
- Epoca
- Età moderna, 1740
- Architetti
- Carlo Mollino, Marcello Zavelani Rossi
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 45°04′14″ N, 7°41′16″ E
- Indirizzo
- 10124 Torino
Storia e descrizione
Il Teatro Regio di Torino è il principale teatro lirico della città di Torino nonché uno dei più grandi e rilevanti teatri nel panorama europeo ed internazionale.
Inaugurato nel 1740, in sontuose e magniloquenti forme rococò dopo varie trasformazioni e aggiornamenti sia stilistici che tecnici, operati nel corso dell'Ottocento e nei primi anni del Novecento, fu totalmente distrutto da un incendio nel febbraio del 1936; ricostruito in forme moderne nel dopoguerra, è stato nuovamente inaugurato nel 1973.
Il Regio ha accolto sul suo palco alcuni dei più acclamati artisti della storia tra i quali Luciano Pavarotti (nel centenario de La Boheme), Arturo Toscanini e Riccardo Muti. Anche il ballerino Roberto Bolle si è esibito numerose volte al Regio. Il Teatro è stato inoltre il luogo delle prime rappresentazioni in assoluto di due delle opere più note di Puccini, Manon Lescaut (nel 1893) e soprattutto de La bohéme (nel 1896).
La facciata Settecentesca del Teatro, porticata e antistante a Piazza Castello, è un Patrimonio dell'Umanità riconosciuto dall'UNESCO a partire dal 1997, quando venne inserita nella lista delle Residenze Sabaude.
Dal 2022 il Sovrintendente è Mathieu Jouvin.
Storia
"Questo Teatro è giudicato da tutti il più grandioso e compito d'Europa, ed è meritevolmente l'oggetto della meraviglia de' Forestieri, per la vastità ed ampiezza sua, e per l'architettura, e comodità dell'edificio, e per l'interna bellezza degli ornamenti, per lo più dorati. È rimarchevole la pittura della Volta. Ivi si recitano ogni Carnevale i Drammi musicali con tale magnificenza di apparato, quale si conviene alla grandezza della Real Corte, che v'nterviene sulla Loggia spaziosa a lei destinata, che poi si suole illuminare. Vi si chiamano i migliori Musici d'Europa."
Così recitava sommariamente Giovanni Gaspare Craveri nella sua "Guida de' Forestieri per la Real Città di Torino" nel 1753. Le origini dell'attuale Teatro Regio risalgono agli anni Venti del XVIII secolo quando Vittorio Amedeo II, da poco acquisito il titolo di Re di Sardegna, decise di commissionare all'architetto Filippo Juvarra la progettazione di un nuovo grande Teatro in sostituzione dell'antico Teatro di Corte, allora ubicato nel vecchio Palazzo Ducale detto di San Giovanni, nell'ambito di un più generale riassetto funzionale e urbanistico di quella parte della cosiddetta "zona di comando" prospiciente il lato nord orientale della Piazza del Castello.
L'intento venne perfezionato e concretizzato solo qualche anno più tardi, nel 1738, dal successore Carlo Emanuele III (incoronato re nel 1730) il quale, in seguito alla morte di Juvarra, scelse di affidare l'opera al nuovo Primo Architetto Regio Benedetto Alfieri con la richiesta di progettare un Teatro grandioso e all'avanguardia, simbolicamente funzionale alla promozione di quel rinnovato prestigio che la Monarchia Sabauda andava acquisendo nel panorama internazionale. Esso venne inaugurato il 26 dicembre 1740 con l'Opera Arsace di Francesco Feo diretta dal Maestro direttore della Cappella Reale Giovanni Battista Somis con interpreti principali Giovanni Carestini ed Angelo Amorevoli. …
Titoli inaugurali delle Stagioni d'Opera e di Balletto al nuovo Regio
1973 -I Vespri siciliani di Giuseppe Verdi, direttore d'orchestra Fulvio Vernizzi, con Raina Kabaivanska, Gianni Raimondi, Bonaldo Giaiotti, Licinio Montefusco, regia di Maria Callas e Giuseppe Di Stefano;
1973/1974 - Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, direttore d'orchestra Gianandrea Gavazzeni, con Renata Scotto, Gianni Raimondi e Mario Zanasi, regia Margherita Wallmann;
1974/1975 - La fanciulla del West di Giacomo Puccini, direttore d'orchestra Nino Sanzogno, con Carol Neblett, Plácido Domingo e Mario Basiola, regia Piero Faggioni, scene Dante Ferretti;
1975/1976 - Carmen di Georges Bizet, direttore d'orchestra Peter Maag, con Ruza Baldani, Gilbert Py e Jeannette Pilou, regia Aldo Manella;
1976/1977 - Falstaff di Giuseppe Verdi, direttore d'orchestra Francesco Molinari Pradelli, con Giuseppe Taddei, regia Filippo Crivelli;
1977/1978 - Macbeth di Giuseppe Verdi, direttore d'orchestra Fernando Previtali, con Renato Bruson e Sylvia Sass, regia Andras Miko, scene e costumi Mischa Scandella;
1978/1979 - Boris Godunov di Modest Petrovič Musorgskij, direttore d'orchestra Lovro von Matačić, con Stefan Elenkov, Luigi Roni, Nicola Martinucci e Ruza Baldani;
1979/1980 - Aida di Giuseppe Verdi, direttore d'orchestra Gianandrea Gavazzeni, con Martina Arroyo, Nunzio Todisco, Fiorenza Cossotto e Giampiero Mastromei, regia Mauro Bolognini, scene Mario Ceroli, costumi Aldo Buti;
1980/1981 - Il trovatore di Giuseppe Verdi, direttore d'orchestra Peter Maag, con Giuseppe Giacomini, Katia Ricciarelli, Fiorenza Cossotto e Sherrill Milnes, regia Carlo Maestrini, scene Eugenio Guglielminetti;
1981/1982 - Otello di Giuseppe Verdi, direttore d'orchestra Gianandrea Gavazzeni, con Carlo Cossutta, Lella Cuberli e Silvano Carroli, regia Carlo Maestrini, scene e costumi Lorenzo Ghiglia;
1982/1983 - Parsifal di Richard Wagner, direttore d'orchestra Gabor Otvös, con Jean Cox, Dunja Vejzović, Wolfgang Schöne e Peter Meven, scene e costumi Enrico D'Assia;
1983/1984 - Attila di Giuseppe Verdi, direttore d'orchestra Nello Santi, con Nikola Gjuzelev, Silvano Carroli, Maria Chiara e Veriano Luchetti, regia Lamberto Puggelli, scene Paolo Bregni;
1984/1985 - I due Foscari di Giuseppe Verdi, direttore d'orchestra Maurizio Arena, con Renato Bruson, Nicola Martinucci e Dunja Vejzović, regia Sylvano Bussotti, scene e costumi Antonio Zancanaro; …
Coro del Teatro Regio
Il coro, composto da oltre sessanta elementi, è attualmente diretto dal maestro Ulisse Trabacchin. L'organico è stato fondato alla fine dell’Ottocento ed è ritenuto uno dei maggiori cori teatrali europei.
Sotto la guida di Bruno Casoni (dal 1994 al 2002), il coro ha raggiunto un alto livello di notorietà internazionale, intraprendendo una serie di tournée internazionali che proseguono tuttora e che hanno toccato il Giappone, Hong Kong, Canada, Stati Uniti (tra cui un acclamato concerto nel 2014 alla Carnegie Hall) e numerose altre nazioni. Il coro ha ricevuto numerosi apprezzamenti tra i quali quelli di Semyon Bychkov che, dopo averlo diretto 2002 per la Messa in si minore di Bach, lo ha invitato a Colonia per l’incisione di un disco che ripercorreva la Messa da Requiem di Verdi.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Teatro Regio».
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- 1740Costruzione
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Domande frequenti
Dove si trova Teatro Regio?
Teatro Regio si trova nel comune di Torino, in provincia di Torino (Piemonte), all'indirizzo 10124 Torino. Coordinate: 45.07056, 7.68778.
Teatro Regio è accessibile ai disabili?
Secondo i dati di OpenStreetMap il luogo è accessibile in carrozzina.
A quando risale Teatro Regio?
La datazione indicata da Wikidata è: 1740.
Cosa vedere vicino a Teatro Regio?
Nei dintorni si trovano: Teatro Regio Torino (a 0 m), Palazzo della Prefettura (a 100 m), Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja (a 200 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 9 foto
- IB teatro regio — Iron Bishop, CC BY-SA 3.0
- Foyer del Teatro Regio di Torino — PescediBabele, CC BY-SA 4.0
- La Galleria Tamagno del Teatro Regio — SimonaT TRT, CC BY-SA 4.0
- Palcoscenico del Teatro Regio — PescediBabele, CC BY-SA 4.0
- Teatro Regio (Turin) — Patafisik, CC BY-SA 4.0
- Teatro Regio di Torino Interni 1 — PescediBabele, CC BY-SA 4.0
- Teatro Regio Torino (1899) — Giuseppe Boano (Italian, 1872-1938), Public domain
- Torino dal Teatro Regio — PescediBabele, CC BY-SA 4.0
- Carolina Pochini, prima ballerina assoluta al R. Teatro di Torino (1867) (NYPL b12148342-5073724) — Scan by NYPL, Public domain
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze