Foto: Roberto sernicola, CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Villa / Palazzo storico
Palazzo Granafei-Nervegna
Palazzo di Brindisi
In breve
- Tutela
- Bene culturale italiano
- Coordinate
- 40°38′21″ N, 17°56′42″ E
- Indirizzo
- Via Duomo, 20, 72100 Brindisi BR
Storia e descrizione
40°38′21″N 17°56′43″E40°38′21″N, 17°56′43″E
Il Palazzo Granafei-Nervegna è un palazzo storico di Brindisi sito in via Duomo.
Storia delle famiglie Granafei e Nervegna
La famiglia Granafei sarebbe stata originaria di Costantinopoli da cui fuggì quando fu presa dai Turchi di Maometto II per rifugiarsi a Oria. Nel 1508 si trasferì a Brindisi in quanto Ferdinando d'Aragona offriva numerosi incentivi per ripopolare la città salentina. Il palazzo passò ai Nervegna nel XVIII secolo quando i Granafei decisero di trasferirsi a Mesagne.
La famiglia Nervegna, originaria di Ortona, agli inizi dell'Ottocento si stabilisce a Brindisi. Giuseppe, figlio di Vincenzo, svolge l'attività di commerciante: ha un negozio "in Largo di Porta Reale" e si occupa della compravendita di olio, avene e altri prodotti alimentari in particolar modo sulle piazze di Trieste, Venezia e Napoli. Nell'attività è affiancato dal cugino Domenico, figlio di Giustino. Entrambi sono ricordati da Nicola Vacca, in Brindisi ignorata, il primo come "carbonaro" facente parte della vendita carbonara nominata "Liberi piacentini", il secondo, Domenico, come "settario graduato".
Giuseppe, figlio di Vincenzo e Domenico, figlio di Giustino, originari di Ortona e "negozianti" di professione, sono i primi Nervegna a trasferirsi a Brindisi. Giuseppe da Anna Runcaldier, di Trieste, ha 8 figli (due dei muoiono ancora neonati) che lascia prematuramente nel 1833, a circa 50 anni. I suoi averi (immobili e terreni) saranno in parte venduti al pubblico incanto per ripartire l'eredità tra la moglie e i figli, tutti minorenni, Anna, Cristina, Giuseppe Francesco Camillo, Luigi, nato a Trieste (che morirà a 17 anni), Antonio e Maria Addolorata. I due figli Giuseppe e Luigi, come il padre, si dedicano ben presto alla compravendita di prodotti alimentari (avene, olio, grano, vino), costituendo nella seconda metà dell'Ottocento una "società commerciale". Contemporaneamente accrescono il loro patrimonio acquistando masserie e terreni (oliveti e vigneti) a Brindisi e nei comuni limitrofi e immobili, tra i quali il palazzo Granafei, nel 1862.
Da segnalare anche una fornace di loro proprietà, sita in vico I del Monte. …
Struttura del palazzo
L'edificio ha origine, almeno nel suo nucleo originale, nel 1565 il proprietario è Nicolò Granafei. La costruzione presenta uno stile rinascimentale. Le cornici marcano tre ordini e si possono leggere quattro aforismi in latino:
“la donna sapiente edifica la sua casa; la stolta distrugge con le proprie mani la costruita”,
Sulla facciata principale vi sono anche decorazioni e delle finestre, l'una diversa dall'altra, e il portale che presenta lo stemma del casato, un leone rampante che reca una spiga di grano (granum fert) che allude alla presunta etimologia del cognome.
Mostre
Il 24 ottobre 2009 nelle sale espositive del Palazzo è stata inaugurata la mostra dal titolo "L'eredità del Novecento. I capolavori della Collezione Mazzolini", promossa dall'amministrazione comunale di Brindisi, in collaborazione con la diocesi di Piacenza-Bobbio, e ideata e curata dallo storico dell'arte brindisino Teodoro De Giorgio. L'esposizione, posta sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana, ha permesso di ammirare fino al 24 gennaio 2010 oltre cento opere (tra sculture, dipinti, disegni e grafiche) dei più importanti artisti italiani del Novecento: Giorgio de Chirico, Massimo Campigli, Mario Sironi, Filippo de Pisis, Ottone Rosai, Carlo Carrà, Virgilio Guidi, Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Piero Manzoni, Bruno Cassinari, Renato Birolli, Ennio Morlotti, Arturo Tosi, Ercole Pignatelli, Enrico Bay, Mino Maccari, Hans Arp, Emilio Scanavino, i fratelli Arnaldo e Giò Pomodoro e altri ancora. Le opere facevano tutte parte dalla collezione personale del medico milanese Giovanni Battista Ettore Simonetti, da questi lasciata in eredità alla sua infermiera Domenica Rosa Mazzolini e da quest'ultima donata alla diocesi di Piacenza-Bobbio ed oggi esposte al Museo Collezione Mazzolini di Bobbio (PC). Le opere spaziano dalla Pittura metafisica al Novecento Italiano, dal Chiarismo a Corrente, dall'Astrattismo al Realismo Esistenziale, dallo Spazialismo all'Informale. La mostra brindisina ha indagato il rapporto del medico Simonetti con l'Italia meridionale e, in particolare, con il Salento, da cui provenivano alcuni degli artisti a cui il medico e la sua infermiera furono più legati, fra tutti Ercole Pignatelli. In considerazione del successo della mostra e dell'alta affluenza di visitatori, provenienti da ogni parte del centro e sud Italia, la chiusura è stata prorogata al 7 febbraio 2010. L'ingresso alla mostra è stato gratuito.
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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Palazzo Granafei-Nervegna».
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Domande frequenti
Dove si trova Palazzo Granafei-Nervegna?
Palazzo Granafei-Nervegna si trova nel comune di Brindisi, in provincia di Brindisi (Puglia), all'indirizzo Via Duomo, 20, 72100 Brindisi BR. Coordinate: 40.63918, 17.94512.
Cosa vedere vicino a Palazzo Granafei-Nervegna?
Nei dintorni si trovano: Area archeologica di San Pietro degli Schiavoni (a 0 m), Museo diocesano Giovanni Tarantini (a 0 m), Nuovo teatro Giuseppe Verdi (a 100 m).
Fonti e licenze
Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).
Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).
Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.
Crediti delle 2 foto
- Palazzogranafei — Roberto sernicola, CC BY-SA 3.0
- Scavi interno Palazzo Granafei Nervegna - 043 — Ale zena, CC BY-SA 4.0
Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze