Castello di Sassai
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Castello

Castello di Sassai

Castello di Silius

Silius (SU), Sardegna

Indicazioni

In breve

Tipo
Castello
Tutela
Bene culturale italiano
Coordinate
39°31′53″ N, 9°19′25″ E
Indirizzo
Strada Statale 387 del Gerrei

Storia e descrizione

Il castello Orguglioso detto anche Orgoglioso, meglio conosciuto come di Sassài, è un edificio fortificato risalente al XII secolo situato nel territorio del comune di Silius, nel Sarrabus-Gerrei, nella città metropolitana di Cagliari.

Il nome del castello pare rientrare nella serie di appellativi “guerrieri”, come quello di Gioiosa Guardia, che si rifacevano probabilmente alle già famose saghe cavalleresche e che potevano indicare roccaforti poste in situazioni strategiche.

Del castello ne parlano, con informazioni non esaurienti, Giovanni Francesco Fara, Raimondo Carta Raspi, riportando le parole del Fara e il disegno aragonese del 1358, e il generale Alberto Ferrero della Marmora, il quale probabilmente non lo visitò, ma vedendolo in lontananza, probabilmente percorrendo la strada da Ballao a Pauli Gerrei, lo identificò con il castello descritto dal Fara.

Storia

In seguito alla diminuzione dell’influenza bizantina sull’isola, i giudici bizantini si organizzarono in quattro regni sovrani indipendenti da Costantinopoli e tra loro, Cagliari, Torres, Gallura e Arborea, chiamati “Giudicati”.

Il castello venne costruito nel XII secolo per ordine dei giudici di Cagliari, insieme al castello di Quirra, come castello di frontiera con il Giudicato di Arborea. Il sito prescelto, a 430 m s.l.m., è una posizione altamente strategica che permetteva di monitorare il territorio circostante. La torre principale avrebbe permesso di osservare un vasto orizzonte che giungeva fino ai territori di Silius, San Nicolò Gerrei, Goni e Ballao, e da qui un buon tratto del Flumendosa. Erano ben controllate anche le vie del corso destro del Flumendosa, che passando per Ballao conducevano a Pauli Gerrei e Silius, e da questi paesi al campidano di Cagliari e alla Trexenta. Una sentinella posta sul mastio avrebbe potuto avvistare qualunque movimento di truppe e preparare tempestivamente una buona difesa.

Nel 1258 Santa Igia, capitale del Giudicato di Cagliari, venne conquistata e distrutta, e il territorio del giudicato venne suddiviso tra Giovanni Visconti di Gallura, Guglielmo di Capraia di Arborea e i pisani Ugolino e Gherardo della Gherardesca di Donoratico, mentre Castrum Calari rimase direttamente dipendente da Pisa.

Il documento più antico dove compare il castello Orguglioso risale al 1286 e si tratta di un trattato con il quale Mariano II d’Arborea concesse i castelli di Baratuli, Montenuovo e l’Orguglioso al Comune di Pisa; da questo documento risulta che l'Orguglioso era già proprietà del comune toscano dal 1265.

Come proprietà pisana il castello venne citato in un documento, redatto il 31 agosto 1314 a Pisa, con il quale Pietro di Buccio di Cortona venne nominato riformatore e inquisitore di tutti i responsabili dei settori annonari, giudiziari e produttivi e incaricato di verificare, dopo aver prelevato a Cagliari la documentazione, il corretto approvvigionamento delle dotazioni destinate ai castelli Orguglioso, di Acquafredda, e di Quirra. …

Descrizione

Il castello è realizzato su una sorta di sella naturale della quale è stata sfruttata in pieno la roccia affiorante, sulla quale si appoggiano le murature e nella quale vennero realizzati piani d’uso e cisterne.

Il castello si presenta come una sagoma irregolare trapezoidale con un mastio quadrangolare nella parte nord, in corrispondenza del quale era presente l’ingresso alla fortezza, e una torre a pianta semicircolare che si addossa alle mura nella parte sud-ovest. Una seconda torre a pianta circolare è inserita nella cinta di mura esterne di sud-ovest. Nelle mura odierne si aprono verso l’esterno solo due feritoie nel lato sud-est.

Il castello era collegato alla via principale da un sentiero posto a nord. In prossimità dell’ingresso del castello la rampa di accesso e uno stretto camminamento aderente alle mura vennero ricavati dalla roccia affiorante. Proprio sotto la rampa di accesso è presente un modesto terrazzamento che venne utilizzato come stalla e come discarica.

L’unico accesso all’edificio era un’ampia porta rifinita da un arco in conci di pietra accuratamente lavorati che immetteva in un corridoio lastricato, qui sulla destra, addossato al fianco della torre, in una giara murata era contenuta dell’acqua, mentre nelle vicinanze sono stati ritrovati resti di bruciato e tegami, ciò fa pensare che il visitatore fosse accolto con dell’acqua o una bevanda calda.

Passato il corridoio ci si immetteva nel cortile centrale, dal quale si accede agli altri ambienti del castello, come la parte rialzata affiancata alla torre, raggiungibile per mezzo di una rampa di gradini; altri gradini si trovano sul lato sud del castello, mentre per accedere alla torre, quasi sicuramente, ci si serviva di una scala di legno fissa o mobile.

Il grande cortile rettangolare era il centro nevralgico del castello, qui si svolgevano le attività comuni, l’accoglienza, il tempo libero e i pasti.

Sul cortile si affacciavano le cucine, dove si trova il forno a calotta emisferica, unico ed eccezionale esempio conosciuto di una struttura medievale di questo tipo in Sardegna non modificata nel tempo, un focolare per cucinare e la dispensa interrata. Un altro forno, di maggiori dimensioni, era presente nel cortile, con l’imboccatura compresa nella parete di separazione tra le cucine e il cortile; di questo forno rimane solo l’imboccatura. …

Lo scavo

Ridotto ad un cumulo di macerie, il castello venne riportato alla luce e restaurato dopo quattro interventi condotti dal Comune di Silius e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Cagliari e Oristano, permettendo di recuperare la struttura del castello, confermandone le vicende.

All’inizio dei lavori nel 1995, era presente solo un informe cumulo di pietre ricoperto da una fitta vegetazione dalla quale emergeva un breve tratto del mastio.

Gradualmente, a seguito delle successive campagna di scavo nel 1998, 2000 e 2007, la rimozione degli imponenti crolli ha riportato alla luce le mura perimetrali e gli ambienti interni. Dalle diverse tecniche di costruzione si è scoperto che il castello ha avuto due principali fasi d’uso:

La prima fase, residenziale, è caratterizzata da ambienti ampi e da murature regolari in pietra sbozzata di piccola pezzatura legate con calce e con rifinitura accurate; gli archi delle porte, le nicchie nel cortile e alcuni vani di servizio sono caratterizzati da cornici in pietra formate da conci ben sagomati.

La seconda fase, fortificata, è caratterizzata da un decadimento dell’interesse architettonico ed estetico, gli ampi spazi vennero modificati e ridotti, i nuovi muri, appoggiati su quelli esistenti e con funzione di tramezzi, sono costruiti con pietrame irregolare e legati con fango.

Durante gli scavi sono stati ritrovati numerosi reperti, tra i quali:

oggetti da tavola e da cucina: come piatti, tazze, coppe smaltate, boccali in maiolica arcaica pisana, un piatto grande di produzione iberica decorato con una stella a sei punte, pochi bicchieri in vetro ed una ampolla;

oggetti da conserva: come anfore per l’acqua, giare per olio o acqua, contenitori per frutta e legumi;

attrezzi da lavoro: come numerosi chiodi e una macina in basalto per grano completo di pestello e paletta;

complementi d’abbigliamento: come bottoni in metallo, quattro fibbie da cintura in bronzo e ferro ed un anello in bronzo; …

Il borgo di Sassài

Ai piedi del castello sorgeva il borgo nominato Sassài. La chiesa parrocchiale era dedicata a Santa Maria, ossia alla Presentazione di Maria Santissima, e si trovava a circa 400 m a sud del castello, nell'odierno podere denominato Intra Idda.

Lo Spano fa derivare il nome Sassài dal fenicio Scialscial che vorrebbe dire "luogo di diletto". Non si sa se il paese esistesse prima del Castello, ma è probabile che siano sorti contemporaneamente.

Nei Diplomi d'infeudazione spediti da Re Pietro d’Aragona a Nicolò Carros il 18 agosto 1350 e il 23 ottobre 1356, figura la Villa di Sassài. Il Fara lo elenca fra i paesi abitati nella Curatoria di Siurgus e nella Diocesi di Dolia.

Tolto il presidio al vicino castello, il paese di Sassài perse la sua importanza. Nel 1421 da Lodovico De Ponzonibus il territorio venne venduto a Nicolò Bottaro insieme ad altri venticinque paesi tra cui Mandas.

Nel 1570 Sassài non aveva parroco proprio, ma era aggregato alla Parrocchia di Pauli Gerrei, il cui parroco si denominò "Rettore del Gerrei e di Sassài". L’ultimo "rettore" fu nominato il 22 febbraio 1691, sette anni dopo Sassài non esisteva più.

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Testo da Wikipedia, l’enciclopedia libera, con licenza CC BY-SA 4.0. Voce completa: «Castello di Sassai».

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Come arrivare

Indirizzo
Strada Statale 387 del Gerrei

Aeroporto Militare di Decimomannu Giovanni Farina36,5 km

Distanze in linea d’aria, non a piedi o in auto.

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Domande frequenti

Dove si trova Castello di Sassai?

Castello di Sassai si trova nel comune di Silius, in provincia di Sud Sardegna (Sardegna), all'indirizzo Strada Statale 387 del Gerrei. Coordinate: 39.53142, 9.32352.

Cosa vedere vicino a Castello di Sassai?

Nei dintorni si trovano: Pozzo sacro di Funtana Coberta (a 6 km), Complesso archeologico di Pranu Muttedu (a 6,2 km), Nuraghe Arrubiu (a 14,7 km).

Fonti e licenze

Testo. Wikipedia, l’enciclopedia libera (CC BY-SA 4.0).

Dati. Wikidata (CC0); orari e contatti OpenStreetMap (ODbL).

Foto. Wikimedia Commons, autore e licenza su ogni immagine.

Crediti delle 2 foto
  1. Castello di Sassai 2019 019 — Photograph by Mike Peel ( www.mikepeel.net )., CC BY-SA 4.0
  2. Castello di Sassai 2019 001 — Photograph by Mike Peel ( www.mikepeel.net )., CC BY-SA 4.0

Aggiornato il 28 ottobre 2026. Tutte le fonti e le licenze

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