Foto Gianni Careddu, CC BY-SA 4.0
Oristano · Sardegna
Cosa vedere a Terralba
A Terralba l'atlante segnala 5 luoghi storici: 3 musei, 1 fortezza o torre e 1 teatro storico.
Tra questi, 2 con ingresso gratuito.
Da non perdere: Torre di Marceddì, torre di Terralba.
- 5luoghi storici
- 9719abitanti
- 9 maltitudine
Il borgo
Terralba è una cittadina della Sardegna, nella provincia di Oristano.
Fa parte delle città del vino.
Terralba si trova nella regione storica del Campidano di Oristano e confina con Arborea, Arbus (VS), Guspini (VS), Marrubiu, San Nicolò d'Arcidano e Uras.
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I 5 luoghi
Fortezze e torri 1
Teatri storici 1
Come arrivare
In aereo: Aeroporto di Cagliari-Elmas
Aeroporto di Alghero-Fertilia
Aeroporto di Olbia-Costa Smeralda
Dai precedenti aeroporti è possibile, grazie a diverse compagnie di autonoleggio presenti, noleggiare un'auto per raggiungere Terralba.
In auto: Chi proviene dal nord e dal centro Sardegna deve percorrere la fino all'uscita nord "Marrubiu-Terralba".
Chi proviene dal sud Sardegna deve percorrere la fino all'uscita sud di Terralba.
In nave: Dai porti di Cagliari, Porto Torres, Olbia-Isola Bianca e Golfo Aranci.
In treno: Stazione di Marrubiu-Terralba-Arborea (Situata a Marrubiu). La stazione, posta lungo la linea Cagliari-Golfo Aranci, è a servizio dei comuni di Terralba, Marrubiu e Arborea.
In autobus: È possibile raggiungere Terralba da Oristano con le linee ARST 401 e 444 (con quest'ultima Terralba è raggiungibile anche da Cagliari).
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Da vedere secondo Wikivoyage
Architetture religiose: Concattedrale di San Pietro. Chiesa di San Ciriaco. Cappella Regina Pacis.
Musei: Museo Pinacoteca Eliseo, Via De Candia. Casa studio Dina Pala. Museo del Contadino.
Siti archeologici: Il territorio di Terralba, grazie ai suoi fertili suoli sabbiosi, è stato abitato sin dal Neolitico; in particolare le testimonianze rinvenute in alcuni siti dislocati nelle campagne (tra i quali San Giovanni, San Ciriaco, Bau Angius) riportano alla Cultura di Ozieri. Altre testimonianze venute alla luce nei pressi della chiesa di San Ciriaco hanno dato lo stesso nome a una facies regionale inquadrabile nel Neolitico Recente. Sebbene il terralbese offra anche numerose testimonianze della civiltà nuragica, la gran parte delle testimonianze conosciute risale al periodo della dominazione punica. Grazie alle ricerche pluriennali di Gino Artudi e Sandro Perra, seguite dalle indagini sistematiche dell'équipe guidata Peter Van Dommelen, è stato possibile individuare i resti di numerosissimi insediamenti rurali (il periodo di maggior frequentazione si colloca tra fine V e III-II secolo a.C.), la cui densità non trova confronti con nessun altro contesto punico del Mediterraneo.
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