Foto Johann Jaritz, CC BY-SA 3.0

Udine · Friuli-Venezia Giulia

Cosa vedere a Sauris

A Sauris l'atlante segnala 2 luoghi storici: 2 musei.

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Da non perdere: Centro Storiografico - Museo di S. Osvaldo, museo italiano.

  • 2luoghi storici
  • 389abitanti
  • 1212 maltitudine

Il borgo

Sauris (Zahre nel locale dialetto germanico, Sauris in friulano) è un comune sparso del Friuli-Venezia Giulia.

È il comune più alto della regione (1212 m s.l.m.) ed è un'isola linguistica germanofona. Fa parte del club dei Borghi autentici d'Italia e dell'associazione Alpine Pearls.

Nonostante sia uno dei comuni più piccoli del Friuli-Venezia Giulia, Sauris è una apprezzata località turistica estiva ed invernale, conosciuta per la produzione di un prosciutto crudo affumicato particolarmente rinomato, il Prosciutto di Sauris I.G.P., lo speck di Sauris ed una birra artigianale altrettanto famosa: la Zahre Beer.

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I 2 luoghi

Come arrivare

In aereo: Aeroporto Friuli-Venezia Giulia, via Aquileia 60 (a Ronchi dei Legionari)

Aeroporto Marco Polo di Venezia, viale Galilei (a Tessera)

Aeroporto di Verona (Catullo), Caselle di Sommacampagna

In auto: Casello autostradale Carnia-Tolmezzo sulla A23 Alpe Adria..

Il paese è raggiungibile dalla strada statale 52 Carnica, deviando poi sulla provinciale 73.

In treno: Stazione a Carnia, frazione di Venzone, sulle linee Pontebbana e Carnia-Villa Santina.

In autobus: L'azienda SAF gestisce corse extraurbane.

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Da vedere secondo Wikivoyage

Santuario di Sant'Osvaldo (a Sauris di Sotto). È documentato già nei primi decenni del trecento. Con ogni probabilità il culto di Sant'Osvaldo fu importato dai fondatori del paese, provenienti dall'Austria. Alla reliquia del suo pollice fu attribuita la salvezza del paese dalla peste del 1348, cosa che fece entrare Sauris nelle mete di pellegrinaggio; nel Seicento e nel Settecento divenne uno dei centri di devozione più frequentati della regioneL’interno è diviso in tre navate con pilastri e arcate in tufo. Il ospita il Flügelaltar, l'altare a portelle di Michael Parth da Brunico (1524) in legno intagliato, dorato e dipinto, che costituisce un esempio di stile tardo-gotico tedesco. Nella parte centrale è raffigurato S. Osvaldo, affiancato dai santi Pietro e Paolo; la sottostante predella contiene un’intensa Pietà. Sulle portelle sono raffigurati, a bassorilievo, scene della vita della Vergine e di Gesù (nella parte interna) e alcuni santi (all’esterno). Il coronamento, a guglie e pinnacoli, culmina con le figure della Madonna con Bambino e di angeli e santi. Nella navata destra l'altare di S. Osvaldo, opera di Gian Francesco Comuzzo da Gemona (1658), custodisce ex voto.

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