Foto Benjamin Smith, CC BY-SA 4.0
Vibo Valentia · Calabria
Cosa vedere a Pizzo
A Pizzo l'atlante segnala 7 luoghi storici: 4 musei, 2 castelli e 1 sito archeologico.
Tra questi, 1 con orari di apertura indicati.
Da non perdere: Castello Murat, castello nel comune italiano di Pizzo (VV).
- 7luoghi storici
- 8766abitanti
- 44 maltitudine
Il borgo
Pizzo è un centro della Calabria.
Il paese, patria del gelato conosciuto con il nome di tartufo, è un noto centro turistico comunemente chiamato Pizzo Calabro.
Situato sulla costa calabra del Mar Tirreno, dista 10 km da Vibo Valentia ed è il secondo comune più popoloso del vibonese.
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I 7 luoghi
Siti archeologici 1
Come arrivare
In aereo: L'aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme, che dista circa 25 km dal centro.
In auto: Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria sino allo svincolo di Pizzo
In treno: Stazione di Pizzo, Via Alcide De Gasperi. Posizionata nell'estrema periferia sud, lontano dal centro cittadino, permette collegamenti diretti con Reggio Calabria e Lamezia Terme, aumentati di molto nel periodo estivo (periodo nel quale è presente anche un IC da Roma Termini la sera).
Stazione di Vibo Valentia-Pizzo sulla direttissima, anch'essa a grande distanza dall'abitato.
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Da vedere secondo Wikivoyage
Chiesetta di Piedigrotta (in località La Madonnella). Interamente scavata nelle rocce tufacee, è situata un chilometro a nord del centro abitato; al suo interno sono presenti diversi gruppi scultorei che l'arredano, anch'essi in tufo. La chiesa è contigua alla spiaggia, ed essendo esposta a ponente ne risulta molto suggestiva la visita pomeridiana, quando i raggi del sole penetrano nelle profondità delle grotte mettendo in risalto le colorazioni dei sali minerali che ricoprono le pareti. Alcuni definiscono la visita della chiesetta come un'esperienza mistica. Un dipinto a forma circolare, sulla navata centrale della Chiesa, rappresenta una tempesta di mare ed un veliero in evidente difficoltà, rifacendosi alla storia della chiesetta, il cui primo nucleo fu edificato come ex voto per lo scampato naufragio da parte di alcuni marinai nel 1675.Tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900 lo scultore Angelo Barone ampliò la grotta preesistente realizzando una chiesa. Durante la dura fase di scavo ebbe cura di lasciare alcuni blocchi di tufo che successivamente trasformò in statue.
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