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Chieti · Abruzzo
Cosa vedere a Ortona
A Ortona l'atlante segnala 10 luoghi storici: 4 musei, 2 castelli, 1 faro, 1 sito archeologico, 1 teatro storico e 1 villa o palazzo storico.
Tra questi, 1 con orari di apertura indicati.
Da non perdere: Museo della battaglia di Ortona, museo di Ortona.
- 10luoghi storici
- 22.209abitanti
- 72 maltitudine
Il borgo
Ortona è una città dell'Abruzzo.
Ortona, in passato conosciuta anche come Ortona a mare, dispone del maggiore porto regionale per bacino, dimensione e movimento. Ortona è anche città del vino.
Situata sopra una falesia del litorale adriatico abruzzese nella Costa dei trabocchi, dista circa 30 km da Chieti, 22 da Pescara, 21 da Lanciano.
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I 10 luoghi
Musei 4
Fari 1
Siti archeologici 1
Teatri storici 1
Ville e palazzi storici 1
Come arrivare
In aereo: Aeroporto di Pescara (Aeroporto d'Abruzzo), Via Tiburtina Km 229,100, Lo scalo riveste la funzione di aeroporto regionale.
In auto: Autostrada A14 Adriatica, casello di Ortona.
Litorale Adriatica
In nave: Ortona ha un grande porto commerciale con servizi per imbarcazioni da diporto.
In treno: La stazione di Ortona si trova sulla dorsale ferroviaria adriatica. Da qui si stacca inoltre un linea delle Ferrovie sangritane per l'interno verso l'Appennino.
In autobus: Linee di pullman gestite da ARPA - Autolinee regionali Pubbliche Abruzzesi
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Da vedere secondo Wikivoyage
Cattedrale di San Tommaso, piazza San Tommaso. Originariamente fu chiamata chiesa di Santa Maria Regina degli Angeli. Fu costruita nei primi anni del Cristianesimo in stile paleocristiano, successivamente fu incendiata dai Normanni, indi fu ricostruita e aperta nuovamente alle funzioni religiose nel 1127.Dopo il 1258, quando fece accoglienza ai resti sacri di San Tommaso Apostolo portati dai marinai ortonesi che li trafugarono dall'isola di Chio capitanati dall'ortonese Leone Acciaioli, il nome della chiesa fu cambiato nell'odierno per ovvi motivi. Durante l'invasione ottomana la chiesa fu distrutta nel 1566 dal sultano Piyale_Pascià. Fu rimessa in piedi ma fu distrutta di nuovo dall'esercito nazista il 21 dicembre 1943, quando fecero esplodere la torre dell'orologio. Fu ricostruita tra il 1945 e l'anno successivo. Gli apparati originari sono due portali in pietra (uno del 1312 di Nicola Mancino, rovinato dall'esplosione del 1943; il secondo, di epoca precedente non identificata, è l'unico completamente intatto). Il portale principale monumentale in legno è finemente intarsiato. Sopra vi è una lunetta ad arco ogivale con statue. Il tutto è incorniciato da marmi.
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