Foto Davide Mauro, CC BY-SA 4.0

Messina · Sicilia

Cosa vedere a Naso

A Naso l'atlante segnala 2 luoghi storici: 1 museo e 1 teatro storico.

Tra questi, 1 con orari di apertura indicati.

Da non perdere: Museo d'arte sacra di Naso, museo italiano.

  • 2luoghi storici
  • 3462abitanti
  • 476 maltitudine

Il borgo

Naso è una città della Sicilia.

Le sue origini rasentano il mito visto che la tradizione ci narra che l'antica Agatirso si ergeva in questo sito grazie alla fondazione attuata da uno dei figli del re dei venti Eolo, Agatirno, nel 1218 a.C.

Nel 1094, in epoca normanna, sono assegnate la metà delle proprietà e delle rendite dei terreni del feudo all'Abbazia di San Bartolomeo di Lipari. La restante parte è ripartita con il cavaliere normanno Goffredo di Garres e discendenti.

Più accreditata è la fondazione bassomedievale della città, nonché il passaggio sotto il dominio di feudatari tra cui ricordiamo i Ventimiglia: in effetti, la baronia di Naso fu elevata a Contea proprio sotto la signoria di Carlo Ventimiglia. Per la sua importanza dell'epoca, ricevette l'appellativo di Città.

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I 2 luoghi

Da vedere secondo Wikivoyage

Chiesa Madre dei Santissimi Apostoli Filippo e Giacomo (Chiesa Madre). Fu costruita nel XVII sec. in stile barocco è suddivisa in tre navate. Al suo interno essa presenta, la cinquecentesca statua marmorea raffigurante l'Assunta e gli Angeli opera di Vincenzo Gagini, un seicentesco crocifisso ligneo, una statua marmorea raffigurante la Madonna col Bambino, la statua marmorea raffigurante santa Caterina da Siena, un ottocentesco gruppo marmoreo riguardante l'Annunciazione e la Cappella del Santissimo Rosario, costruita nel 1615, proveniente dalla chiesa di San Pietro dei Latini, demolita nel 1932. Chiesa SS. Salvatore, Largo SS. Salvatore. Costruita nel XIV secolo, si distingue per il suo splendido prospetto barocco, il sagrato in cotto nasitano e due campanili gemelli che si ergono a fianco del sagrato con la loro forma incompiuta. Suddivisa in tre navate, quella centrale è sostenuta da dodici colonne di pregiato marmo di Belliemi. Al suo interno si trovano varie opere d'arte a partire dalla seicentesca tela raffigurante San Girolamo nel deserto ed un quattrocentesco Trittico riguardante la Vergine col Bambino, l’effigie di San Giuseppe e San Gregorio Papa.

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