Vibo Valentia · Calabria
Cosa vedere a Mileto
A Mileto l'atlante segnala 2 luoghi storici: 1 museo e 1 sito archeologico.
Tra questi, 1 con orari di apertura indicati.
Da non perdere: Museo Nazionale di Mileto, museo di Mileto.
- 2luoghi storici
- 6335abitanti
- 365 maltitudine
Il borgo
Mileto è una città della Calabria.
Le origini di Mileto, pur ricondotte dal Barrio - storico del '500 - al periodo greco, sono verosimilmente da riportarsi all'epoca bizantina, quando la città, conquistata dai normanni, divenne capitale della contea di Ruggero I d'Altavilla; sono comunque stati rinvenuti i resti di una villa romana del II secolo d.C., risalenti quindi a epoche precedenti. La città è sede vescovile fin dall'XI secolo. La diocesi di Mileto venne fondata nel 1985 e fu la prima di rito latino nel meridione d'Italia.
Dopo il terremoto del 1783 che distrusse l'antica città, la nuova Mileto sorse a circa 2 chilometri ad ovest in una terra chiamata "Villa del vescovo".
Nel 1799 il cardinale Fabrizio Ruffo vi si fermò per radunare il suo esercito chiamato della "Santa Fede"
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I 2 luoghi
Musei 1
Siti archeologici 1
Come arrivare
In aereo: L'aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme.
In auto: La città è servita da un'uscita dell'autostrada A3, che la collega direttamente a Reggio Calabria, Napoli e tutti i centri direttamente serviti da quest'autostrada.
In treno: La città è servita dall'omonima stazione ferroviaria di Trenitalia, che ne permette il collegamento sia con le altre città della costa tirrenica della regione sia con le città collegate dalla Ferrovia Tirrenica Meridionale, come Sapri, Salerno, Napoli, Latina e Roma.
In autobus: Ferrovie della Calabria offre delle corse da e per Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia.
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Da vedere secondo Wikivoyage
Parco archeologico. L'area occupata dalla città antica appare oggi come una vasta congerie di ruderi. Le scarse risorse economiche disponibili, per le istituzioni preposte alla ricerca e alla tutela, non hanno consentito finora di portare avanti scavi archeologici e letture stratigrafiche degli alzati finalizzate alla comprensione ed allo sviluppo della città normanna e prima ancora dell'insediamento bizantino. Le campagne di scavo di tipo scientifico sono state poche e limitate a pochi giorni di intervento (nel 1995 e nel 1999 e in diversi periodi degli anni successivi). In precedenza Paolo Orsi, nel 1916, aveva condotto una breve campagna di scavo, durante la quale era stato messo in luce il piano della basilica, che aveva evidenziato la presenza di marmi, colonne e capitelli e cornici decorate da ovoli e fogliame sparsi per tutta l'area circostante. L'area abbaziale, sulla base degli scavi recenti, risulta costruita su un banco di arenaria bianca che, relativamente alla parte indagata, non presenta tracce di costruzioni antecedenti.
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