Foto Emanuele Petrachi, CC BY 3.0
Lecce · Puglia
Cosa vedere a Melendugno
A Melendugno l'atlante segnala 12 luoghi storici: 5 fortezze e torri, 3 siti archeologici, 2 castelli, 1 abbazia o monastero e 1 faro.
Per la maggior parte dei luoghi non abbiamo ancora orari verificati: controlla sempre il sito ufficiale prima di partire.
Da non perdere: Castello di Borgagne, castello nel comune italiano di Melendugno (LE).
- 12luoghi storici
- 9996abitanti
- 36 maltitudine
Il borgo
Melendugno è una città della Puglia.
Dal 2011 al 2015 le marine melendugnesi hanno riconfermato il riconoscimento della Bandiera Blu. Fa parte dei Borghi Autentici d'Italia.
Situato nel Salento centro-orientale, è posizionato a metà strada tra Lecce e Otranto, distanti rispettivamente 18 km e 22 km. Centro agricolo, possiede un vasto feudo e beneficia del notevole flusso turistico legato alle sue marine, poste lungo la costa adriatica salentina.
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I 12 luoghi
Fortezze e torri 5
Siti archeologici 3
Castelli 2
Abbazie e monasteri 1
Fari 1
Come arrivare
In aereo: Aeroporto del Salento (Aeroporto di Brindisi-Casale, IATA: BDS), Contrada Baroncino (Brindisi). Aeroporto internazionale distante circa 70 km da Melendugno.
In auto: I collegamenti stradali che interessano il comune sono
Strada statale 16 Adriatica Lecce-Maglie.
Strada provinciale 2, da Vernole
Strada provinciale 3, da Borgagne
Strada provinciale 29, da Calimera
Strada provinciale 145, da San Foca
Strada provinciale 146, da Carpignano Salentino
Strada provinciale 297, da Torre dell'Orso.
In treno: La città non è servita dalla ferrovia, la Stazione di Lecce è la più vicina (a circa 20 km) fra quelle che fanno servizio nazionale con Trenitalia, da questa si può arrivare a Melendugno in autobus.
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Da vedere secondo Wikivoyage
Chiese: Chiesa di Maria Santissima Assunta. La chiesa madre di Maria SS. Assunta, risalente al XVI secolo, presentava in origine una sola navata, l'attuale centrale, con pianta a croce latina. Al suo interno, sotto il piano pavimentale, trovano posto diciannove sepolture. Il Settecento rappresentò un periodo di grandi trasformazioni per l'edificio sacro che venne allargato con le due navate laterali e dotato di campanile (1696). Nel 1774, come rivela l'epigrafe sotto la statua dell'Assunta, fu rielaborato il prospetto a due ordini mentre, sul finire del XIX secolo, l'interno venne arricchito da un nuovo coro e dalle cappelle dedicate al Crocifisso, al Sacramento e a San Niceta. All'interno sono da ammirare i seicenteschi altari come quello dedicato alla Madonna del Rosario, opera di Aprile Petrachi che realizzò anche il crocifisso ligneo, il paliotto in pietra leccese dipinta raffigurante l'Ultima Cena, parte dell'antico altare maggiore e la cinquecentesca porta della sacrestia.
Abbazia di San Niceta. L'abbazia di San Niceta sarebbe stata fondata nel 1167 da Tancredi d'Altavilla e fu retta dai monaci basiliani.
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