Foto Florixc, CC0
Brindisi · Puglia
Cosa vedere a Cellino San Marco
A Cellino San Marco l'atlante segnala 3 luoghi storici: 2 ville e palazzi storici e 1 castello.
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Da non perdere: Castello, castello di Cellino San Marco.
- 3luoghi storici
- 6088abitanti
- 56 maltitudine
Il borgo
Cellino San Marco (Cilinu Santu Marcu in dialetto leccese, ex Cellino) è un comune in provincia di Brindisi.
La cosiddetta "tomba a forno" eneolitica rinvenuta all'interno del Bosco Li Veli, è il monumento archeologico principale del territorio di Cellino San Marco. Tuttavia la tomba non è attualmente visitabile perché non più localizzabile e totalmente abbandonata. Nel medioevo il casale principale è stato quello di "La Mea" (oggi una piccola masseria al confine con il territorio di San Donaci): qui si conserva una cappella rurale risalente al XV secolo. La chiesa di San Marco è stata costruita sui resti di una cappella del IX secolo, tra il XVII e XVIII secolo, all'interno si può ammirare un bell'esemplare di altare barocco ed una statua d'argento di San Marco risalente al 1819.
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I 3 luoghi
Ville e palazzi storici 2
Castelli 1
Da vedere secondo Wikivoyage
Chiesa di San Marco Evangelista. Nel XV secolo dopo la cacciata dei Greci, la cappella venne abbandonata, mentre la popolazione di Cellino aumentava sempre di più, sicché nel 1693 la chiesa fu ricostruita daccapo in stile barocco. Ha una facciata caratteristica scandita da paraste e cornici marcapiano, con il portale principale architravato, e affiancata da due campanili gemelli terminanti a cuspide.
Palazzo baronale, Largo Castello (Nella piazza principale). In origine era il castello medievale di Cellino, riadibito a residenza signorile nel 1578, ampliato dal conte Giovanni Antonio Albrizzi I, che acquistò il feudo dalla regia corte, governando sino al 1615. Gli successe Giovanni Antonio II, che ampliò ancora il palazzo, nella parte della torre quadrata del castello. Il Conte Nicola Pasquale Chyurlia si adoperò per trasformare la struttura nell'attuale, avviando i lavori nel 1742, aggiungendo l'ala sinistra, e facendo costruire l'ingresso con lo stemma araldico scolpito sulla pietra, dove spiccano i leoni ritti sulle zampe.
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